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Le 23854 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Cono d’ombra sublima infinito silente,
rosso ammaliante cielo adorna,
nel buio misterioso,
luna rossa appare,
magia allinea terra, luna e sole.
Mi parla di te, dell’immenso amore,
s’incanta sguardo al dolce favellar,
maestosa gira “luna del
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Lasciamoli parlare,
e pure salmodiare,
con tanto fervore pure predicare
perché essi mirano in alto;
non si fa solo per dire
essi predicano a un sereno
e sant’avvenire.
Guardo ancora più in alto
E scorgo questa piana coltivata con
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Toccando le fronde
di nuvole accapigliate
indirizzate
verso la gravità
d’appoggi lievi
si distendono come panni al sole
immagini corniciate dalle dita
di mani ancora scure
riverenti
vogliosi spiriti affannati
dai sospiri
dai
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L'ora del dì che il sol la terra imbruna
tutto s'ammanta di gelida coltre
mentre la luna che veglia dal cielo
col suo biancore ogni valle rischiara.
Cantano al vento le foglie del bosco
e l'usignolo che solo è rimasto,
di qua e di
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Vorrei scrivere con usata lentezza
di storie raccattate per la strada,
quelle piccole amare storie
vissute clandestine nei racconti del fuoco
mai banali di un galateo per poeti di corte
o sfrangiate di inutili masse di parole
vorrei scrivere di
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 | Scrissi di voi, celestine ortensie,
del gelo e d’incomunicabilità.
Ma voi sfumate in cascate superbe,
dell’estate siete l’ambiguo trionfo
e io, seppur recise, alla vastità
del placato mare vi giustappongo
a rimembrare gli amori che
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In tralice alla luce fioca della prima ora
I passi lievi del vecchio frate sono contraltare
Alle cadenze degli ultimi amori della notte;
timidi amanti per le strade della città vecchia
confusi nelle grigie ombre sfumate
delle rovine dei
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 | Il profumo di zagare e salmastro
che dalla marina sale
in un refolo di tempo
immobile nel frinire caotico, incessante.
Apro la bocca ai baci di gelsi bianchi
e gli sguardi si smarriscono nei tuoi.
Spalanco finestre e porte alle pennellate di
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In punta d’organza
istruendo la gioia
impura illusione
di una danza infinita
e tutt’attorno silenzio...
di tromboni in pompa
acuto il tremolio
che ventata avanza...
è la morte che danza
inutile e meschina
è menzogna
chi latita in
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Sono certa,
ingannevole la stasi,
sfreccianti sull’ altra corsia
fuggenti per un cambio d’abito,
qui, alberi fioriti,
dall’ altra parte del mondo innevati.
Scenderei volentieri da questo mio treno
per abbracciarli ad uno ad uno, vorrei salutarli
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E poi,
poi ci sono tutte quelle volte
che mi sono sentita imbrogliata:
dai “no” della vita;
dai “no” delle persone;
dai “no” dei giorni;
che lenti passavano senza una risposta
tradita perché sapevo che
non ero quella persona
che
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Ti avevo suggerito
qualche silenzio
prima di raccogliere stelle
cadute fra le piogge
Perché la notte
non si fa ingannare
ed il tempo che passa
lascia segni profondi
Rughe nel tuo cielo
d'ottobre inoltrato
con le gocce senza
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E la tempesta toccò l 'oceano impetuoso
sulle distese ardite
colme di spiriti pronti ad affrontarsi
con l 'eterna guerra tra il bene ed il male
Il vento fece la sua parte
soffiando lungo le fronde di alberi impazziti
alzando la sabbia
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Fatti di inchiostro e carta
di rancio mai riscaldato
di volti nell'aria morta
disegni di fil spinato.
Brandelli di carne viva
urla di chi è ferito
bocche senza saliva
fumo di cielo trito.
Poi stelle che non dan luce
sangue senza
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travesto la mia anima
con colori e ricami
smerletto d'acqua le mie mani
assaporo il sole nelle vene
dipingo di bianco le mie pene
ma di ruggine è il gusto acre del delirio
e nel vento smarrisco gli occhi
in cerca d'un riparo
una
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Solitudine
rubi ai graniti,
gli spruzzi di mare
come sul viso
son lacrime
lasciano solchi.
Il vento,
ladro di foglie,
nel nido pareti
di un piccolo passero
che s’abbevera
con la brina dei fiori,
il suo pigolio addolcisce
l’attimo di un breve
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L 'aurora si tinge di silenzi
lungo le strade bagnate
dalla rugiada annoiata
dal autunno imminente
Mi coccolo
con un bombolone obeso
pieno di crema
al bar sotto casa
aspettando il sole
che mi darà un bacio sulla fronte
come mia
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Cercavo un posto
dove poter ricordare
il sogno d'un bimbo
che sta per giocare
le mani di un uomo
che chiese perdono
e nel cielo maldestro
un rombo di tuono
ma questo gioco
sembrava al tesoro
questo è il ricordo
tu fosti oro
davanti
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Destarsi
col luccichio
delle ultime stelle
nella stanza dei sogni,
vestita di desideri
sbocciati
col bagliore
di una gelida luna.
Ti senti conchiglia,
che la schiuma di un'onda
accarezza
nelle tepide notti
quando le ore
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Cosa rimase dopo il silenzio
nella vuota stanza
vestita da cucina?
piatti vuoti senza un 'anima
bicchieri pieni d 'aria
con le stoviglie ammassate nel 'ordine
dei silenzi
Una tavola apparecchiata
senza una famiglia attorno
neanche come in in
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Si apre a me il silenzio
e fra i suoi sentieri
a lui mi consegno.
È una quieta intimità la nostra-
unione, che si fa cono di luce,
nello spazio d’ombra
circostante.
Il silenzio presto in fuga
regala universi di percezioni,
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É vacuo, come un pensiero assente
ma dentro frenesia del domandarsi
sempre.
Diretto e poi quasi un quadrato
che fa coi segmenti perimetro
a un limite sterile e residuale.
Direttamente scorre come se fosse
acqua pura di sorgente che
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Parole sulla tavolozza
come colori
dipingono un quadro,
si scioglie la neve
per cogliere i crocchi.
Cascatelle
in flessibili rami,
le
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Gente venite
al miracolo vi invito
rotocalco di emozioni ...
E che faccio io...
spettatore pagante
non obolo
ma sofferto impegno
da imparare...
Erano i tempi
delle carovane
assaggiavano polvere
ed avventura
nelle tracce
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M'annebbia la vista
quella strana pietra ametista
che penetra, s'arresta
si spoglia, si spacca
si mischia, si specchia
s'annienta e disarma.
Vige la regola del cuore
che nulla puó senza sognare.
Sobrio quel tratto sottile
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S'affaccia il Sole
fantasma buono dalla luce calda.
Scivola lungo la montagna
sfiora lo specchio
accarezzando il lago
che accoglie come amico
mentre s'infiamma l'acqua
ed è grande incendio.
Lampi luccicanti
accendon la giornata
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 | Indecifrabile, il borbottio del vento
solleva fogliame misto a speranze
e polvere a folate da maltrattare ciglia
avanza - ricurva sagoma - a stento
vita di carta straccia
mani farcite di amare costrizioni
non più speranze in sala
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| Più di una carezza di talco
sandalo profumato
prurito annunciato
lo spalmare sull’acqua
di calmi tormenti
luci soffuse
grandi bocche chiuse
un corpo unico
ormai cresciuto
dal fuoco di fine cielo, imbevuto
color di rame
strisce
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 | Sentirsi costretti...
pugni nello stomaco
a ricordarti
che digerire il vuoto
è la più ardua delle imprese
ed il dolore impera
nell'isolamento
più assoluto
al principio d'un taglio netto
nel cammino senza
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 | In questa fase di mia vita;
il tempo si ripiega su se stesso
nella sottile linea dell’infinito
fra lo stormire delle fronde
e nei miei malinconici pensieri
che affondano nel profondo silenzio.
Era il nostro, un immenso amore,
e in una placida
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Non so se è l’autunno
o la stagione del cuore
in quest’ora riversa
che si annuncia ormai spoglia.
Cadendo, dentro le case
un tempo senza fiamma
solleva la notte dai sogni sgualciti
regalando ai discorsi un colore di foglie.
Dove le nebbie
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23854 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7141 al n° 7170.
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