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Le 32829 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Ozio
una foglia da raccogliere
un grattacielo da costruire
lavoro lavoro lavoro
uno sdraio il mare il Sole
filosofo per caso
uomo medita il creato
una strada da asfaltare
una rotonda sul mare
dialochi per passare il tempo
getta i dadi
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Offuscamento pensante,
stallo della mente,
celi il disordine nella normalità.
Ti adagi all’egoismo del rifiuto,
l’alibi interiore
alla negazione latente.
Si esprime col sarcasmo
del sorriso, parla l’animo,
il sigillo del
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Brucio la bandiera
che s’innalza sulla testa
col sangue si colora
del cuore la tempesta
Fischia ancora il vento
assordato dalle inutili parole
dal continuo timore
che potrà dar la libertà
Ci vestiamo dei nostri sbagli
nutrendoci
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voltando le pagine
a volte ritrovo il sole
nascosto fra le nuvole
in anfratti senza regole
in rivoli di lacrime
e allora mi ritrovo
in una pioggia di anemoni
sparsi in giardini ameni
o in aghi di pini
fra sterpaglie
e semi
e così che
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Il cielo piange
la cattiveria del mondo
l'aria ansima una terra martoriata
come un freddo affiatamento impudico.
Non si rammenda l'orizzonte
di colline dorate
spira nell'illimitato silenzio
di cose mortali
Dov'é finita
la
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ah, eccoti -
rullo di tamburi! - domandami di noi -
Minerva,
non voglio parlarti. Ascoltarti
come corvo che torna sul ramo. Guardami, e rendi i miei abiti allo stolto
cui fa orrore nudità -
dico guardami! dal tuo albero. Sono? Muovo, di
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 | Sono naufragato nelle mie tentazioni
scavando nel grembo delle mie parole,
con le mani assorte nella terra dissodata
ho veduto rinascere la mia anima,
nascosto dagli occhi straniti
mi sono affacciato sui pensieri tortuosi,
vedendo i miei sogni
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 | Muore il giorno
tra passi sconnessi
e la notte rinasce
in vicoli ignari
ad occhi bendati
Nascosta
in un cono d'ombra,
spio il mondo
che s'affanna
nell'illusione
di una perfetta geometria,
mentre, lentamente,
mi perdo
in
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 | Costrizioni della mente
nell'abulico pensare
trasporta il corpo verso abbracci finti
Cogli il fiore della vita
profumi che corrompono
ricordi dell'anima
ferite che sanguinano
Vorresti che t'appartenesse
lui che va via
e cerchi amore dove
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| Scagliati ora che il giorno è finito
al di là dell'orizzonte e dell'abbandono
Svanisce l'immagine che fu mia di me
oltre alla quale altra più non riconosco
né vedo riflessa in questa strada
violata e senza
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| Nell'assedio di limiti
al freddo del vuoto
levigati da polvere,
deposito di tempi,
s'avanza in prove.
Son poche le piogge
che in rivoli e su rughe
fan eco nell'arso antro.
Sabbia e lacrime
stretti in cavità
a riempire le linee,
a
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Recido con innata decisione un fiore
dopo averne ammirato con gioia il suo fulgore
ed esser rimasto estasiato dal suo buon profumo,
lo incido così come fosse un atto di consueto consumo
per questa stolta mia vita che mai si reprime
e m’insegna
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scende l'ombra
sotto il capo chino
mentre avanza l'attimo
verso il suo destino,
lungo il cammino
solo alberi muti
ondeggiano con le chiome
al vento al ritmo
di una musica lontana
non si può non ascoltare
quel silenzio sparso
che
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Ho bisogno del tuo tempo
perché le mie parole non sono chiodi
seguono un binario solo mio
arrivato da epoche lontane
a tratti prorompono sbucando dal cassetto
come un sole che spunta dalle nuvole
ho bisogno – non mi curo di nasconderlo
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Oggi non è un giorno qualunque...
germina un urlo per dar colore
all'inetto grigiore dell'Io.
Del tempo tumultuoso mi spoglio
di un abito interiore mi copro
...uno squarcio di luce dorata
l'animo trepidante rinfranca
sensazione di pace
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Polvere di stelle
Che brillate
Tra l'erba alta di giugno
Testimoni dei primi fremiti
Dei primi baci
Celati
ma non agli occhi del cuore.
Io
Disteso sulla terra mi perdo
In un Immutabile moto
Di un mare stellato,
E ti voglio
ancora,
Caldi
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Inspiro pensieri come il tabacco delle sigarette.
Faccio con essi,
piccoli cerchi di fumo con la bocca.
Questi, dopo una breve ascesa,
svaniscono nell’aria.
Lasciano nell'aria l’odore acro del bruciato.
Un mozzicone di matita ancora mi
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Dove vanno le spighe e le rondini
con la polvere di un arcobaleno?
Dove sono le promesse
che ricordano l’amore giurato
racchiuso in quel tempo puro
rincorso da sempre?
Nelle pieghe delle nuvole
(mi rispondevi)
perché la tua la parola
si
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 | e di me e di te
nelle carezze taglienti
sul mio capo sgualcito
dalla malinconia di brezza crepuscolare
scoprimi nuda
amore d'infanzia perduta
e fammi volare
tra le braccia
che sanno di mare
che sanno di tristezza
quando mi avvolgi
come
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 | Perle e gocce d'ambra
nel sorriso,
viaggiano, cercano...
impronte leggibili.
Di un uomo
che mai
avrei voluto essere,
avvolto, nell'oscura luce,
vedo,
quel che sono...
Un sorso d'acqua
fra emozione e paura.
Inutili strepitii
nel
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Disegnai il suo profilo
con gli occhi fissi
in ogni mio rammarico,
e considerai raucedine
il nodo alla gola
che abbracciò le sue spalle.
Oggi,
che il cuore vola e poi si ferma
ed un figlio assapora frutti e fiori,
oggi,
che una madre
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Sono nata come fiore di loto,
ho immerso le radici nel fango,
assorbito le impurità del fondo,
incanalato melma nello stelo
e non sapevo cosa fosse il sole,
cresciuta all'ombra d'una luna ladra
e paga del suo riflesso,
nell'acqua
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Un ultimo saluto con il fiato
appiccicato sopra al finestrino
del treno, accompagnato con la mano,
confuso da un brandello di memoria.
Ritorna poi così come una nebbia
di sabbia, dentro il turbine dell'aria
che sbriciola i pensieri, le
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Non era il mio dolore
che tenevo sulle cose
ma un petalo sgualcito
in odore di ritorno
La malinconia rubata
al vento della sera nera
che pretendeva occhi
e gli sguardi sui deserti
Non era il mio percorso
che negava giorni ed anni
ad una
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 | E poi succede
così all'improvviso
in un giorno qualunque
che le più dure parole
come sassi sul cuore
si mutino in versi di seta.
È sempre il vento
che toglie il respiro
ai tormenti del fato.
È sempre il tempo
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| era questo cielo grigio
a confondere i ricordi
i colori sbiaditi di una
giornata qualunque
e il profumo delle rose
il tempo dei ricordi
appariva fermo ad un bivio
quando ti avevo conosciuto
futuro presente passato
fusi in quel momento
anime in
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Come marinaio stanco,
abbandonata la rotta
e riverso s’un fianco,
sembro una carcassa
che dopo tanto navigare
s’è fermata a boccheggiare
co’ suoi ultimi pensieri
in un lento fluttuare
su ricordi di quel che fui ieri.
L’anima mia
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Langue vuoto il paniere
dimenticato in un angolo della cucina.
Ricorda altri tempi,
quand'era scrigno magico fra le braccia di una bambina.
Attende, silente testimone,
nella malinconia e solitudine delle sere,
rinfrancate dalla luce balenante di
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Dopotutto questo rumore
Dopo tutto il- limitare l’infinito
mi siedo nelle cianfrusaglie
schermite di uno scorrere
chiamato anima
Nulla di tutto questo
rimane o appaga
perché non verrà ricordato
il mio banale gridare
agli
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La nuit n’a pas encore mis fin
à sa trêve obscure.
Alanguie,
accablée par «Chimère»
qui entretient mon cœur
et partout me poursuit
et m’étouffe,
je n’attends pas l’aurore
pour me
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 | Trasmetti grandi messaggi
che si insinuano in ogni dove
attraversi spazi indefiniti
come frecce trafiggi o accarezzi
a volte
ti copri di ambiguità
suscitando scalpore ed emozione
ogni tuo messaggio
è dissimile dall'origine
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32829 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12901 al n° 12930.
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