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Luglio 2026 |
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Le 32802 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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splende il sole
gioia improvvisa m'avvolge
nuovo giorno sorprende
tutto appar semplice
-ma non lo è-
viaggio senza ritorno non serve
scappar non voglio
problema solo mio
se tremo e non vivo
se scanso l'orgoglio
e resto
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E' sera,
paesaggio buio crea
un tumulto nella mia anima.
Mi siedo stupita
con il mio volto tra le mani
e rifletto.
Natura,
accoppiamento di colori
che
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Ti chiedi quale sia la normalità
scrutare attorno
poggiare lo sguardo dove quel tirante invoglia
risulta alquanto difficile
se non condiviso da chi
la stessa aria respira
problemi perenni fanno capolino
quel sentire non sentire che fa male
si
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Stormire il tempo
quando il sole sfoglia la sua luce
e l'aria riposa sulle foglie.
Altri giorni, altre voci
il silenzio farsi parola
luce a chi la chiede
la parola che colgo carezza il silenzio
in quel cielo che amo.
Si sta così, nel vento
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Io no!
Io no mi dicevo
mentre correvo a piedi nudi
sulle ali del vento;
io no
io sono immune
io che ho afferrato un fulmine
tra stelle cadenti
e che sono annegato mille volte
nell'Oceano del pianto.
Io che ho girato le spalle
a questo
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 | Saran le troppe lune ormai passate
a immiserirmi i gusti e l'appetito,
ma sesso- portatrici più non vedo
che il mio intelletto mandin su di giri.
Nell’atto poi, con chi mi è consentito,
è debole l’assalto e avventuroso:
la
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 | Aspetto per infrangermi
dentro petali di giglio
raccolgo pensieri
in gocce di rugiada
per nasconderli
dietro le pieghe dell’anima
sento ogni
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 | Mi trovo a disagio talora
disturbato dal chiacchiericcio
di cui abbonda la piazza.
Sarà che da solo sto bene
in pace con il silenzio
o il suono intonato del canto.
Sarà che mi prende lo scrivere
che ai rumori
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| Mi specchio
marmoreo
e mi vedo con un altro nome
in un acquoreo sembiante,
di me stesso ombra e prestanome
nel silenzio stentoreo dilagante;
mi specchio
senza vento
in controtempo,
bianco e nero innaturale
indeciso invero
e difforme,
mi
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Sono avvezza alle fredde stagioni
conobbi il rigore nel grembo materno
La primavera è fioritura breve – si sa -
che inebria, un'aerea danza
che sveglia la terra
Scuro petrolio era il cielo sull'anima...
Qualcuno mise in fuga i rapaci -
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Il tempo vorace va
sui sassi del fiume
scolpisce ferite
il tempo tutto immola
nello scorrere grigio dei giorni
disegna cerchi ordinati
nel tronco del pino vetusto
sul corpo e sulle pieghe del cuore
lascia languida stanchezza
l'effimero
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senti il fiato sul collo
il brivido freddo
percorrre la schiena
sudore imperla la fronte
gocce di sale gelo dentro
svaniscono i ricordi
dietro un ghigno
frammenti di cieli d'immenso
fiamme d'inferno
l'odore acre dello zolfo
polvere e
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 | Nel disordine mentale,
tutto si diffonde
tutto si preclude
Un uomo spinge
la sua ombra
in un viale
Mi sovviene
un dialogo duale
per l’atroce esser
carnefice funzionale
e vittima sacrificale
di una specie
Le gesta umane
dileguano
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Quel che ora è rimasto
di quelle notti
è davvero poco
e non tremo al pensiero
Del buio o di qualche
altra speranza
inevasa fra le pieghe
del nulla che resta
Io sono ancora qui
con qualche capello grigio
e con la mia paura
di
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Rincorro ore
giorni, età sparite
in un dove senza parole
con gesti di gomma
e plastiche iridescenti
alla luce ormai bianca
dell’inutile soliloquio
di una poesia accennata
Esistenze al limite ignoto
di anime perdute e lasciate
alla
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Ho patito le cose inutili
sino alla creazione di me stessa
sulle nudità dell’anima: esalazioni d’ombre
spire paurose nella massa deforme della mente.
Senza mai temere le radici
non ammisi il bisogno di un abbraccio
come non fossi degna di un dono a
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I miei passi
sono cadenti,
la mia volontà
è latitante.
Il mio spirito
si è disunito,
impaurito io
non dormo, temo
per il mio domani,
ma un fiore
a me sconosciuto
nasce nel mio giardino,
il suo profumo
e la sua
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Disegno il profilo del vento
il calpestio dei passi sulla battigia
la scia della barca che culla il pescato
tratteggio il sentiero dell'ombra
di una rondine... il volo maestro
mi sporco di vita e d'azzurro del cielo
tappezzando di sole
ogni
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Sono morto mattutino
per disturbi annosi
e demando alla scrittura
la mia metempsicosi,
la mia essenza pura è il vento stesso
nel quale si dissolve come un accidente,
poi ombre distorte di paura
vedo nella mente
e non c'è più
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Quel vuoto, che stride contro le pareti dell'anima.
Manco a me stesso, nel posto a me assegnato,
smarrito come un piccione dentro alla tempesta.
Un organo suona in una chiesa vicina, due mani
danzano sui tasti, tra la notte e il giorno
nella stanza
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 | Nei labirinti del cuore
dove i ricordi in chiaro- scuri allusivi risaltano
incalzando lo spirito, là si sofferma l'anima e
partorisce nuovi dubbi incurante di mancate risposte
Assume contrastanti forme il percepire
quello che un tempo fu
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Se fosse muro,
la lama dei pensieri
perseverante, l’abbatterebbe...
Anche l’acqua, sottile scivolando
leviga la dura pietra e la corrode
Ma la sofferenza è un cerchio
si stringe intorno a soffocare
il nucleo – la nostra essenza –
Ed il
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Mare come nessuno:
distinguo un po' di blu tra la schiuma
e riannego...
Mi porterò un po' di quell'acqua,
dietro,
nella borraccia che lascerò a casa
per ricordarmi di tornare...
Mi rimprovererò le labbra che non avranno
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Sei nata per volare
hai attraversato venti impetuosi
hai bucato tutte le luci del mare
hai attraversato ponti
ti hanno ferito le ali.
Ora se vuoi fermati!
Ma dimmi:
ricordi ancora
la giusta direzione?
Sei tornata spesso indietro.
Le tue ali, la
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Lascio la capanna
dello zio Tom
ed entro con forza
nel palazzo del re Mida
parole non dico
solo vedo l'inutile,
porto con me
una vita di ricordi
nessuno mi chiama
e nemmeno uno mi cerca,
io che vivo la vita
con il bello del sole
e
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Come di silenzi
i passi piccoli, minuscoli
nei sensi, passeri
come le code dei pensieri,
strascichi sognati dalle spose.
È un velo, è un freddo,
è nudo il corpo,
dove il volo si perde
e poi cade, inquisito dalle risate
e
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 | vivo il giorno
fiera di me stessa
sorrido diamanti
sopra un castello di carte
in perfetto equilibrio
sull’altare dei sogni
i pugni chiusi
a custodire parole
e pensieri in alito di zefiro
gorgheggi di trionfo
sulle pupille degli
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| Infallibile imprime alla sfera sensibile,
il color profondo dal segno labile.
Attinge dal calamo esili dosi,
tinteggia colando la vita a morsi.
Spazia le parole dilatando nel tempo,
cariche emotive sommatoria di un lampo.
Fugace sui segreti
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Vacillo a cercar la luce, sussulto un dolore occulto,
brancolo nell’oltre in pieghe di malinconia,
sospiro attimi di provocante nostalgia
Scoloro assenze d’inebrianti tentazioni, ritorno
a lontani giorni ricchi d’emozioni.
Odo il frinir
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Sempre e così il Destino mi sarà ombra,
e la gioventù mia or muore e tramonta;
e io singhiozzando - io! - non so urlare al vento
gli anèliti infecondi del cuor, né io
so il pàlpito vorace di un
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e ti vedo ancora
abbandonarti
in un letto disfatto
il profumo
di un corpo innamorato
a ricolmare la stanza
illuminata da
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32802 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8611 al n° 8640.
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