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Le 38017 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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La notte del tempo
lascia foglie appassite,
graffianti speranze
stracciate
come spighe.
Matassa di anni
con primavere
senza
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Vedo nei tuoi occhi
un tempo già vissuto,
brina di speranza
voluttà di rimpianti.
Sciogli i capelli sopra
quel corpo sconosciuto,
magie di mani
sfiorano la nostra pelle.
Sussurro l'ignoto nome
ad ogni
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 | Travalica soffi di vento, scolora rancore,
non crucciarti dei rossi tramonti persi,
delle aurore vermiglie rimaste impigliate tra
insidie disseminate nel tempo.
Deponi l’ascia di silice, lascia che la luna illumini
i volti, leviga rughe di screzi
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 | E parla come mangi, che ci vuole?
Poi non si parla con la bocca piena...
le cose fare sempre una per volta!
È buono e salutar poco foraggio
e restar sani e smilzi per l'alcova:
ben poco usa parlar l'astuto e il saggio...
A tavola
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 | Scrivere ...
Cercare cristalli di sabbia nell’inchiostro della penna a sfera.
Costruire edifici e cattedrali con lettere e vocali.
Dipingere quadri con il colore delle consonanti.
Suonare la fisarmonica senza dita,
il pianoforte senza
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Ricordi la dolcezza fragrante di speranza
dei versi in Itaca,
di Kavafis?
Ricordi il vento che ci scompigliava i capelli
quando ci inerpicavamo
lungo i viottoli che conducevano alla chiesetta?
Ricordi la sinfonia di colori:
il blu zaffiro del
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Sei comune
prendine atto.
Sei anche unico
ma già lo sai.
Sarai sempre
d'ognuno un po'
ma in pieno
nessuno mai.
La tua storia
non è novità,
la tua sfida
l'han vinta già!
E' comune il tuo volto
nelle sue
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Come non accorgersi di quel silenzio
che regna a due passi da casa
ritrovo inconsueto
onde meditare sulla vita
piccole luci civettuole
illuminano il
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Sento il mistero della luce
la fredda risposta di un silenzio
e la mia mano, ora si illumina
s'illude, nel sole, anche un po di pelle
Ho avuto solo un bacio, un solo seme di chiarore
e divenni, terra che dall'oscuro trema
evaporata l'anima,
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Ed erano le ore a levare
quasi singhiozzi: sentirsi albedo senza luce
non altro che notte, in alto e accanto.
E' acuta l'attitudine delle cose per atti a sorprendere
così per le radici biforcate delle mandragole.
S'elevano sacri, a
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Lia |
04/07/2015 22:49 | 4844 |
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Dissetava,
il suo sguardo,
luce del giovani anni,
un bacio
apriva le labbra
come una corolla,
la luna
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E’ inutile illudersi.
Si sono smarrite le emozioni.
L’atmosfera di complicità è confusa.
Sa che il domani conoscerà
l’alba del
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Fiorisce sentiero
sulla valle d’incanto,
vita splende al sorger del sole,
soffice onda s’erge dal mare,
aria fresca trascina al piccolo reame.
Dondola vela al soffiar del vento,
sguardo sogna arcobaleno d’amare,
catene d’oro, la legarono al
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Non t’ingannano le canzoni stonate,
quelle che gridano dalle auto in corsa,
dalle feste alticce degli amici,
dai balconi nella notte quieta.
Ma le sirene
che chiamano da coste lontane e segrete
con voci di seta
fresche come la giovinezza.
Anche
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 | Posso arrivare,
fin dove tu mi vuoi.
Fisica memorizzata finita
o inconsistente incompleta.
Posso esserci,
fin quando tu mi vuoi.
Pensiero e metafora,
od oralmente materializzata
dall'immaginario abbandono.
Posso esistere,
fin come tu mi
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| Nuvole bianche come cavalli
rincorrono la nostalgia del tempo.
Vorrei vedere vergini spiagge
senza impronta d’uomo
Notturni elfi accendere fuochi
nella foresta della speranza
Riempire il forziere dei pensieri
con un oceano di stelle
Camminare per
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Da dietro il chador ti osservo Occidente,
vedo in te la paura
di ciò che rappresento ai tuoi occhi.
Non ti nascondo la mia essenza
ma sotto questo drappo proteggo ciò che tu,
nonostante le tue ricchezze,
non hai saputo valorizzare.
A
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E le stelle
...e le stelle mi narrano il domani,
lucenti come foglie di lamiera,
quando vibra sui tetti già la sera
e la mia vecchia giunge le sue mani.
...e le stelle per un consunto canto
che pare di altri tempi e non intona
la sua bisunta
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 | Quando il vento scompiglia
i capelli
e l’attimo
profuma di libertà,
vivere per condividere
e non oltrepassare quel tanto
che divida la soglia altrui.
Scorrere il silenzio
immergersi dentro
per un brivido
di pace,
la carezza
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Giacciono insonni
in compagnia dei venti
supine sul cuscino
cercano parole nuove
per uscire dal silenzio
arrangiano strofe
di incompiuti pensieri
percorrono strade
sopra fogli di carte imbrattate
forse nella presunzione malata
di mormorar
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Turan |
03/07/2015 10:22 | 198 |
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 | Come il viso cereo di Pierrot
questa notte la luna.
Una lacrima lascia gli occhi,
infiamma il cielo.
Di piccoli triangoli
del vestite d' Arlecchino
sono le colorate stelle.
Medita Pulcinella.
Sulle foglie delle rosa ...
Sul collo lungo della
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| Mi hanno detto,
appena nato e dopo,
ciò che sono,
di che natura vivo,
qual'è il mio significato,
qual'è il mio limbo,
qual'è il mio scopo,
qual'è il mio censo,
e io, redivivo bimbo incompiuto,
all'uopo
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| Perché ti chiamarono con questo nome
che vuole dire “vincitore del mondo”;
questo lo sa il Signore Dio nostro:
Angelo avresti dovuto chiamarti!
I tuoi fratelli Cherubini
prepararono quei bagagli,
con sette giochi da portare,
in quel tuo
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Ne usciam sconfitti:
se proviamo ad interrogar il vento
farci raccontar cosa c’è, oltre;
con lingua di bambino
voci familiari che non riconosciamo
giungono all'orecchio.
L’Anima rarefatta e offesa
si difende e si ricostruisce
baluardo
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Risvolti di pagine lette e segnate, forse vissute,
alla ricerca di quel che mai trovai lungo la via,
riparo l'anima in parole circolari di vizi attorniate
e mi difendo, cavalier senz’armi dalla lunga meta.
Mi rivolgo a te, sorrisi e sguardi come
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| Pagu |
02/07/2015 14:13 | 2331 |
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Vengono via veloci le le abitudini di questo pensare
si uniscono ai particolari vagiti delle idee strane
che infilano una dopo l’altra corrosive didascalie sul presente
Vanno avanti storte e inspiegabili le teorie latenti
di questi bastardi anni di
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Nel deserto
la pietà non mete croci,
le ammanta
con l’ultimo singhiozzo
di dolore.
Nessun cipresso,
sepolture ornate
con rose immaginarie,
con petali
che non appassiscono,
privi di profumo
non attirano farfalle,
niente polline
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Non puoi nemmeno immaginare
quanto in realtà, io ti odi...
Tu che di me ti rifletti
in questo specchio che mai dona lodi
e te ne stai lì in silenzio
a guardare la mia misera anima struggersi per lei,
lei che ancora una volta offesa, mi
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Non voglio trangugiare la mia vita
nè azzannarla
o deglutirla, senza masticare
Ma come cibo raffinato
la voglio assaporare
aspirarne il suo profumo
il suo sapore, quello speziato
scoprire, imparare
riconoscerne l'essenza
far rotolar
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Quando le mie mani
non sapranno più
sciogliere la vela
e sulla chiglia della barca
si poseranno i gabbiani,
non pensare che
finisca il tempo
nella profonda baia
dove tramontano i ricordi.
L’approdo è dopo
il cielo
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 | Vivere
guardando il sole
riscalda e accende
ogni attimo di tempo
si adagia al vento
corrode il cuore
di un vissuto, muore.
Senti i brividi affiorare,
nella mente solo andare
senza un domani,
fuggire,
un volo a piene
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38017 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11491 al n° 11520.
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