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Le 38038 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Soli
in quell'immenso e sconfinato dolore
Soli
specialmente nella preghiera
non c'era ristoro
eppure. nonostante tutto
un grande perdono.
Nessun uomo porgeva la mano
né per la vita né per il cuore
quella croce era alta
le
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| Un grido di rondine
nei cieli del Nord.
Un’eco di pianto
commista nel nulla
lontana dal mare!
Pervaso di
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 | Nell'aria che pensa - ubriaca di questo inverno -
vorrei sentire il germoglio della primavera
perché a volte il freddo arrugginisce il debole occhio
che ha volato per i tanti petali
e l'incavo giace sotto il clima delle pietre.
In
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Siamo noi prigionieri
in un mondo palude,
schiavi del tempo
immobili, fermi,
noi vittime inermi
e se la vita ci illude,
beviamo a sbronzarci
nel tanfo d'ostello
sognando momenti
di gloria e d'amore
così che il dolore
ci appaia
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Ruscello dei pluviali,
inconsapevolmente,
scrosciando in borbottio
dilava allegramente
il selciato sozzo
dagli umani vizi;
festoso e musicale,
della stessa sostanza del cielo
(e quindi)
di nobile stirpe,
nelle vene del mondo,
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Canzoni rivoluzionarie sono cantate dalla signora con il lungo viso,
la vita di mille generazioni è morsa, masticata e sputata.
Un sorriso mi taglia la faccia,
ascolto nella penombra della vissuta aia.
Così lontano è l'essere,
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 | Eccoci qui al Binario 21.
In questo sotterraneo infinito
come una notte d'inverno
in cui non scorgo chiarore alcuno.
Dal filo spinato di un carro bestiame
le voci degli aguzzini urlano
feroci come lame
mentre cadiamo in un abisso di
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 | Fiato che solleva da terra
e fa anche ricadere.
Da che forza proviene
fin dove arriva?
Un treno volante,
afferrato sull'oceano,
per placare i sensi,
sirena,
tra quelle onde,
che non chiude occhi
su risposte sbagliate,
puntandoli sul
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| Abbiamo fatto i giochi e per giocare
non avevamo il tempo necessario,
intenti con il nuovo sillabario
che rimandava a capo il verbo amare.
Dentro gli intenti dell’adolescenza
eleggemmo una vergine dimora,
trepidanti ai bagliori dell’
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 | Vera e cruda la realtà
recrudescenza
di conflittuali contrasti
inerenti al momento cruciale
irrompono nel tempo inaspettato,
spezzando l'equilibrio
attorno a cui ruotano gli eventi
disarticolati,
impazzano nella spirale del
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Troppe volte mi son persa
il gusto del presente,
ho lasciato svanire il suo sapore
di buon pane genuino
caldo e fragrante di giornata,
ho sperperato il suo profumo
di quotidiana gioia
smarrita in troppa ansia del domani
dissolta nella
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Ovunque troppa gente soffre e piange
per il fatto di vivere isolata,
e di continuo sempre si compiange
ripensando alla vita sua passata.
Null'altro ad essi nella mente tange
se non una continua lacrimata
che forma un fiume lungo più del
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 | Ô Patrie! Patrie!
Suis- je née pour vivre
loin de toi pour la vie?
Que ne ferais- je
pour une moratoire
des saisons
et vivre
dans l’insouciance
de mes jeunes années.
Seule maintenant,
dans un pays qui point
ne
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Intricanti cerchi
appaiono
ombre, scempi
Costaron care le loro condanne
del terror dello strider dei ferri
tuonarono gli spari in fila contro muri
dall'amico ascoltai alcune parole
supplicandomi che non voleva morir
rimasi sordo e
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Verranno odi e canti ad aleggiar lo spazio.
Fiori di mandorli ad aprir corolle,
grilli a cantar d’amore e formiche con ali.
Saranno giorni e giorni avranno aureola a
profumar di primavera...
Verranno ad asciugar nenia di pianto e
tristezza a
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Gli occhi baciano la vita
e spaziano sempre oltre
laddove il vento porterà
il dolore o esisterà semmai,
la gioia infinita.
Essi scavalcheran la luce
e riempiranno il cuore
di donna felice
ed uomo
che dà e riceve
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 | Non scalcerà
nè disarcionerà,
il vento cavalcato
dalla folta chioma.
Non ha mai veramente pensato
quel
quasi quasi smetto.
Sulla linea di risalita controcorrente
un nuovo traguardo,
addestrando ogni soffio
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 | Al di là delle stanze canterella bianca
l’aria dell’inverno, in note già vissute. Altrove
sarà il fruscio nella brezza delle gonne di mussola
e quello dei completi in shantung a spiegazzare
la voglia di vita nelle prossime stagioni.
Dovremo
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| Cercano nella libertà
la voglia di spaccare tutto.
Stuoli di solitudini
ammucchiate
in schianti di parole,
gesti, silenzi,
hanno la forza dell’irrequietezza
della loro anima.
Vanno a spasso a cercare guai.
A scippare qualcosa degli
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Teneri silenti riaffiorano in anse di memoria
ricordi lontani, in effluvi profumati
incantano l'anima, che rimane rapita
nel sentir voci che tanto le son care, portano via
Tristezza ed affanni, per ritrovar la pace
eterna da tempo agognata,
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Ho messo le mie mani sulla luna
per smaltarle d’argento e accarezzare
il sogno a cui non posso arrivare
per sorte avara o avida sfortuna.
Per sorte scritta dentro i diari umani
dove i giorni scandiscono gli alterni
succedersi con notti in giri
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Quando manca il fiato ad una voce
quando l’udito stanco
più non trova forza verso suoni esterni
perdo i sensi nello svenimento.
Spenta e rotta
da qualche parte del mio interno
gioco l’assenza e sul mare vago.
[ Senza oscenità contratta che
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Narciso, ti sei privato del tuo cuore
e ascoltavi l'acqua, lo scorrere del fiume
tu non sapevi, non sapevi
quanto sono profonde le sua acque, le sue mani
tu non sapevi, non potevi saperlo...
Quale fiore nasce dal gelo? Quale Narciso?
Lo
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 | Rimane solo un fiore appassito
vissuto quasi per caso
all'ombra d'un triste pruno
sferzato dal vento...
In attesa di sparire con lui
sul ciglio di una stradina
che sinuosa cinge
colline della mia terra
un tempo così loquaci...
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| Gocce di color rosso
rosso sangue color vermiglio
gelida veste bianca
nel talamo d'amore giaci
tu non sai
sei sposa con la bambola in mano
scivoli lentamente
tra le sue braccia
come lacrime trasformate in olio
un film giallo
un thriller
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| Colore sfuggito alla sua tavolozza
si insinua silente nelle trame di una tela
sinuosa nell'estro del suo pittore
la fantasia prende forma.
Una lacrima ne bagna i tratti
nebbiosa ora appare allo sguardo
ma chiara al cuore di colui che in essa si
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il buio della notte
dissolve la memoria
nel silenzio
e si respira nell'aria
quel frizzantino sapore
di quiete
e lì...s'accende il pensiero
accolto
fra le braccia della luna
perplessa
attonita, pallida
nell'essere
musa ispiratrice
si
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dalla mia parte
pochi spicci
e lanterne
spente
un piatto
senza companatico
due lucciole
mille nodi di cemento
buttati giú in silenzio
occhi gonfi
lacrime rinnegate
sorrisi finti
magone
smarrimento
e non un solo passante
che doni un
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ponti mai oltrepassati
sospesi nel vuoto
vento che sferza i capelli
e dentro l'anima
il silenzio tocca corde
sconosciute
nessuno risponde
scende la notte dalle nuvole
resto qui
dall'altra parte di niente
in mano i ricordi sbiaditi
gli amori
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 | Questo dio vago e trino
e la menzogna dell'utero in affitto
per il seme sacro
e la fola di un padre putativo,
neppure afflitto, ma remissivo.
Questo dio incerto
che mi conteggia i secoli
sul legno del Golgata
parentesi infinita
dentro cui
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| Anna62 |
19/10/2014 02:50 | 1587 |
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 | Baldanzosa spavalderia
increspa il fiato
torce la lingua
e con cipiglio
muove all'ira.
Infiammato corruccio
nel volto sfigurato
da livore
tinge di rosso
le labbra rabbiose
arse di fuoco...
e fumano al vento
parole intimidatorie
gonfie di
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38038 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12811 al n° 12840.
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