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Le 38006 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Emerge dai sospiri
del fiume che inonda la terra.
La cerco nel mare orgoglioso
che sputa sale...
Nel capriccio celeste
che tutto ammanta e svela,
nella curvatura della vita
dove si nascondono le stelle.
La trovo nel raggio di luna
che
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| Il tempo spazza tutto,
come vento sulla sabbia,
pareggia ciò che incontra.
Quante volte vorrei fermarlo,
per un istante saltargli in groppa,
portarlo per le vie dei sogni:
indomabile destriero
rifiuta il morso
per la libertà.
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Com'è possibile
che una vita
diventi inutile
che l'aria non ossigeni
né il pane sazi
né l'acqua disseti
com'è possibile
essere nel mondo
e non farne parte
muta d'emozioni e secca
come una
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Nessuna parola
appartiene al domani
e ai giochi nell'ombra
dei vortici scuri
Come se nulla inclinasse
le memorie del vento
distanze sconosciute
già troppo silenti
Dall'Alba al tramonto
si trattiene il tempo
non
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 | La ricordo scalza venir da me
nel volto scura,
come goccia di cera cader
senza premura.
Mossi lo sguardo e la sua lunga
veste riempì la stanza,
anima nuda che arde
ogni sofferenza.
Mai desiderio fu alla mia pelle
quasi fatale,
come di un
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| Paese mio ridente tra gli ulivi
che tue braccia tendi verso due mari,
d'essi respiri ognora dolce brezza
ch'è vita sana al cuore ed alla mente.
Da case a corte sei tu circondato,
hai chiese austere e baronal palazzi,
ed ipogei
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| Oh mia musa, immagina.
Immagina un fuoco d'artificio,
schizzare su nel cielo,
la sua velocità,
la stessa dei battiti del mio cuore,
in quell'istante,
ove sembrava fermarsi il mondo.
Immagina me,
guardare il tutto,
nel riflesso dei
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| Muovono le nubi, a sfiorare il monte
in quel tempo acerbo,
avanzano verso Simudisi,
Divise in sei vetri, scorrono
salpando da un tetto in coccio antico.
Arresojas schiaffeggiate in un’incudine, tagliano il tempo a fasce, lunghe
secondi, minuti ed
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| Lasciatemi qui,
il vento e il mare...
un faro da trovare,
la vita da colorare,
la notte da percepire...
lasciatemi
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 | Come chi si perde fra i paesaggi di un racconto,
innanzi a te lasciai il cammino...
Pensai ai tuoi occhi cader su mille labbra,
a parole scivolare nei silenzi della tua anima,
a promesse nascondersi alle luci dell’alba
sotto un placido
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 | Lo scirocco
ha impolverato
le scarpe della festa
e la mia sottana
-di rosso languore-
è
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Corrobora l’animo
quel dire mai perso,
la mano che stringe
di quel segno il verso
tra le ali del pensiero
mentre oltre si spinge
ad ammirar della vita il siero.
Circonda l’aria
il dono della misericordia
è bello il suo respiro,
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Vivo dei tuoi silenzi,
come il mare, vive
dei suoi abissi
quanta oscurità
porta in se un'ombra
quanta distanza, c'è
in un solo sguardo?
La sera, mi assomiglia
abbassa gli occhi e tace
e se ne va,
se ne va, in ogni suo
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Come eravamo sciocchi
nelle nostre fughe
di suonatori di campanelli
e piccoli nei nostri giochi di strada
fatti di figurine da soffiare,
di un pallone da inseguire,
di prede da cacciare
e di tappi colorati da lanciare.
L’estate era sole e
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Piango un mondo immaturo
che rincorre chimere
che s’adegua e non vive
un mondo senza midollo
dall’incenso accecato
piango l’uomo che segue
la folla la moda
che si prostituisce
che non ha dignità...
Impotente, a guardare
- come dentro
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E' in concerto l'instabile tempo...
lampi e tuoni son diretti
dal vento.
Di violetto si screzia
e rimbrotta
e quel ciel par che spacchi
con boato o gran botto.
Ed è fuga
dell'ali al riparo
e solo ardito è quel corvo che
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| Vivì |
03/09/2016 14:32| 1833 |
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Spesso poeta vien considerato
colui che dalla claque ben fidata
per ogni sua poesia viene elogiato
in maniera assai assurda e esagerata.
Ma lo si sa che il mondo è congegnato
in tal modo, la gente è abituata
a vedere com'è
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L’avevo in mente
ora furtivamente
su un cavallo alato
un vuoto ha lasciato
un pensier che fugge
non conosce legge
vola e sorvola
più di una parola
col suo far distinto
va in blù dipinto
dove osserva attento
più di un
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Mammaliturchi!
Quali invasioni barbariche
più barbare delle barbarie
sbraitate da chi pretende di andare
“a comandare”,
ma che ottiene soltanto
irrisione?
E chi è capace
di estrapolare dal groviglio
di opinioni, il filo conduttore,
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 | Dimmi
conosce forse la saetta
il tronco che incendierà
quando di folgore vestirà la nube
o del disperso suo fragore
nel comune istante morente
Sanno le radici
di quando forzando
la resistenza ai sassi
cercano la luce
così è che noi
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| buia la notte sulle macerie sparse
cammina a passi lenti tra le case
fiocche luci di anime apparse
si aggirano stanche tra le distorte asse
s’ode il boato di un silenzio assordante
neanche l’ombre hanno voglia di andare
sedute sui sassi cercano il
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| L’alito caldo del vento d’agosto
fruscia tra foglie d’edera sfinita
che arranca sui muri roventi;
arde la terra quand’è sera,
s’avvita il sole all’orizzonte,
all’improvviso
annega tra onde ferme e va a morire.
Nell’anima inquieta e sola
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 | mancare
non esserci
non indurre parole
non fare
non sentire
ai pentimenti non dare voce
e forza
agli sguardi
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 | Restano contemplate vertigini di città
nell’aria tremolante del viale di stazione,
treni piegati alle insolenze dell’estate
a ridosso degli ultimi inconsistenti paradossi di levante:
immagini ripetute sopra le architetture futuriste di occhi in
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Stele di plasma versato e perso
dedicato e offerto
purpureo e sciolto
attinto il pensiero
gravido e muto
del cuor fermo che stride un battito.
E pulsano idee irte alla gola
fino al petto tagliato al netto
di chi nel vuoto in pace
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 | Nella spensierata gioventù,
il vento della vita
soffia forte e intenso,
e dell'Aldilà
non chieder qual'è il senso.
L'incedere degli anni,
i primi malanni,
a soffiar lievemente.
All'Aldilà dubbiosa
è rivolta
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| Non mi saprei monade
senza èpos alcuno
- ma canto, tuttavia
di ragioni e percezioni, al colmo-
di così spesso addosso che poi
è chiaroscuro di eoni nel poiché dei sensi
se solo aderissi
all'effusione che mi
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Lia |
31/08/2016 20:54| 1776 |
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Sorridi, mutiamo, nel sfiorare le cose
il vento caldo la pioggia,
l’organza velata al mattino
zuccherini cristalli dai riflessi forgiati, lunari.
Breve soffio a portata di mano
proprio qui, intercetta e segna
sul dolore costante.
Si
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 | Quando il segreto
di quel lungo tempo
trascorso
diventa soltanto
la breve e silente pausa
di un discorso,
t’accorgi allora
che quel discorso
non si è mai interrotto
anzi, continua ancora.
Come l’oscura
e naturale pausa
nel
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| Mia genitrice
crebbi nel tuo seno,
ristoratrice benefica dal dolore
mi desti conforto.
Non amai abbastanza,
ma col tempo compresi l'amor negato.
Madre, mi sei vicina,
mai arresa alle promesse della vita
mascherate da illusioni,
instancabile
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| Potessi restar fuori
eludere con magica destrezza
l’attimo che incombe,
il rasoio tagliente che incide
denuda d’ogni credo
sbiancando quel tramonto approssimato
morente di rosso e di speranza
potessi scordare quell’odore
che goccia a goccia
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38006 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8641 al n° 8670.
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