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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8060 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Si alternano senza sosta,
vorrebbero dare ogni risposta,
giorno e notte, ad infermi sconosciuti,
nel regno del dolore si sentono perduti.
Cateteri, merda, vecchi in malasorte,
vorrebbero fuggire da quell'odor di morte,
ma restano freddi, come
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Come ombre senza dignità,
vagan nella notte per le vie della città.
Chi per cercar riparo, chi per fame,
nelle strade della loro vita infame.
Guardar negli occhi bisogna quelle persone,
per sentir nel cuore, una forte commozione.
Essi
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Un controverso pensiero
spinto dentro al cuore
svela un segreto
pensando all’amore.
Esprimiti se vuoi replicare
Tu che nel suo ventre vivi
scalpiti, scuoti e salti
rimesti la mia vita.
Rievocar senza dolermi
della mia giovinezza fiera
a un
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Vivere liberi sotto il sole
in rispetto esplicar parole,
senza frenar guardinga la lingua
per timore di minaccia senza tregua,
circospetti oggi per guardarsi le spalle
e abbassar il capo per salvarsi la pelle.
Esser padroni delle proprie azioni
e
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 | Lieve lusinga la pelle
un respiro astruso è profondo
sul viver confuso nel mondo
tra falsi aromi di frittelle
E nel cammino invaso di dolore
facile si crolla in tentazione
percuotendo ogni pudore
senz’acqua né sapone
All’arrivo
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| Austera gabbia, ci sconvolge la rabbia,
ristretti,
dai pagliericci graffiati
ciotole d'acqua per abbeverarci
briciole secche per scannarci.
Cadono meteoriti svanendo
scompaiono ermellini emeriti ritirati
la croce appesa al collo si porta
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| Tesi negate
confuse da vite ermetiche
che spargono vaneggiamento
mescolate a una vita
appena goduta
che fugge
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| Il vento soffia sulle foglie,
alita il gelo aggrovigliato al ramo
tra ombre e luce grovigli di sole.
Unghie affilate
bucano le tasche dei sogni
nella solitudine del sonno.
Zoppicano i semi della democrazia
il cielo non è più
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Nubi invadenti celano il passo,
solitari atolli si spingono a ferire,
assale il terrore nello sconquasso
col debole mondo pronto a perire.
Per le terre s’ammantano ferite,
calici ormai colmi di rosso sangue,
fiori a menzionare: Udite,
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La melodia d'Africa
arriva dall'orizzonte di sabbia
dove l'arsura è infinita catarsi,
un sostanziato nulla tra i granelli.
Incandescente pianeta della luce
dove l'estremità del vento racconta:
- L'Africa è appartenenza
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 | In caduta libera
perdiamo
liquidi e materia
da tutti i pori,
senza paracadute
smarrita la rotta
catapultiamo
spappolati di gravità.
Tolte le sicure
dai grilletti
incalzan da ogni dove
le mani in alto.
E le cicogne
giungeranno in
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| Il net compie un lavoro sociale
non iscriversi è errore madornale,
vive con te, per il tuo profilo
alle tue illusioni lui da asilo.
Stringi amicizia con chi sfiori in strada
solo perché alla vista t'aggrada,
male non fà se
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stelle cadenti
dopo il grande silenzio
del ferro nero (D)
Gioca con le tue mura di carta,
il cielo è solo vento di polvere
per tutte le bugie non dette
quando soffia il gelo dell'aurora
Domani ogni nota sarà musica
per le
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È tua accoglila
dalle sempre importanza
suggerisci lei la strada
quella giusta
per non perdersi
può darti amore
e toglierlo
ma devi sentirla tua nel profondo
e stupirla
ascoltala con il cuore
guardala con gli
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Che strana società,
dove si incontra il povero
vicino all'improperio
fatto alla povertà.
Finitasi la vendita,
è tutto da buttare,
banchi gastronomia,
divengono rifiuti.
Meschina la commessa,
non grava su di se,
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 | Che ne sarà di me, di me che precario sono in questa vita
senza senso, senza alcun dono,
cammino e cammino lungo i suoi viali
alla ricerca di un lavoro, di una casa o di giusti ideali
e mi perdo, sì mi perdo ogni sera
sulle strade poco
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| E’ la nebbia, torna per comprimere
e confondere i contorni
delle code rosse, fumanti
al semaforo della città,
le strane grigie ombre
di uomini e donne
vaganti in un sogno,
come se la sola realtà
fosse un ricordo dimenticato
e
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 | Giunsero da lontano
canti
fatiche estreme
navigando nell'oceano
annegava la speranza
di tornar
sulla terra rossa...
l'Africa oramai perduta
In attesa...
povere dimore
nel vuoto della
libertà selvaggia.
continuava il
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 | Occhi enormi
ossa sporgenti
cellule impazzite
opprimono la mente.
Serrano i confini
delle radici interne del cuore.
La tua disperazione
d'adolescente inquieta
scandiva i giorni
dell'insofferenza.
Gente assurda attorno a te.
Nessuno
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Nella solitudine ingombrante
del deserto,
si leva all'orizzonte lo
sguardo dell'ignoto,
incerto di futuro.
Tanta la volontà
di essere altrove,
poche le vie d'accesso
nel cammino stanco
di respiri,
povero di inviti.
L'attesa muore
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Su polverosi sterrati dei sogni dello Zimbabwe
Nelle salite dei pasti notturni bruciati dei villaggi
Di stracci e mattoni abbandonati
E il profumo dolce acre del legno che arde
Nel cammino selvaggio
Sulle lunghe strade bucate del potere...
Addmore
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Diverso da chi crede
di volare alto
in un cielo limpido,
senza nuvoloni, presagio
di un imminente temporale;
da chi crede
che basti un’orma
per sentirsi vivo.
Diverso da chi rincorre gli affanni
in una stupida vita
e schiuma
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L'Italia, ch'è il paese degli artisti,
non sa che molti figli si sacrificano
per darle gloria e tanta dignità
e restano in totale oscurità.
Lor sono ignoti non come i caduti
che han dato la lor vita combattendo,
ma
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Ogni verità viene masticata
nell’amaro e vacuo gioco
dell’assolversi.
Sarà per non calpestare
le aiuole del vicino assordato,
o dall’istanza di un isterico gioco
chiamato benessere.
Sarà l’obsoleto dogma
del sacro e del
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 | Prossimo il buio
che or m'opprime,
si veste di silenzi
ed infinite distanze
si chiudono.
Rabbercio colori
che il cielo improvvisa
mentre tutto volge
ad oscurar il pensiero.
Smarrito mi dimeno
davanti a me il nulla,
annuso lo spazio
e
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Conclusa è la grande ubriacatura
di promesse ardite e idee precise
e tu... popolo sognante proteso all'avventura
ti perdi nei meandri della becera lusinga.
Le responsabilità... si dissolvono nell'urna
nel gioco vitale il sogno ti
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Io...
Urna traboccante di fiele,
sazio l'avida bestia inviolata...
mi accendo nei tormenti
al chiaro di luna
e accolgo nel mio ventre
la voragine malsana.
Ansima la nenia sgualdrina,
spietata
concessa
avvelenata...
odora di possesso che mai
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 | Sotto la parvenza del minor cessat
piange il re e tutta la reggia
venne e addusse la memoria
che sorte, che beffa e che lagna
venne e mi colse
in certe stanze profumate
s'affliggeranno tempi atroci
ovunque flagelleranno i sogni dei
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la terra marcia
è cielo abbandonato
da folle ignare (D)
Rovi di terra marcia sul sentiero,
hai portato il fango del tuo seme,
le ruvide vergogne ad ammorbare
il vento e gli inverni rossi in cuore
Tracce di tramonto fra le
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speranze
nella valle aquile
sono nato nel sessantaquattro
chi c'è oltre la siepe
politiche
solidarietà
nessun partito
solo
solo la singolarità
la forza del singolo
cambiare
comunità
aiutiamo i drogati
dalla
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 | E girunu... girunu... girunu...
Iu 'nu capisciu?
Chi ci fannu 'dduocu supra si cosi?
Cu c'ia misu?
Cuannu c'ia na misu?
Chi mi stannu a significari?
M'a 'ccu siervunu veramenti si cosi?
Unni ieru a finiri lu beddu viriri
ri li costi ri li
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8060 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3841 al n° 3870.
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