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Le 8060 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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 | E girunu... girunu... girunu...
Iu 'nu capisciu?
Chi ci fannu 'dduocu supra si cosi?
Cu c'ia misu?
Cuannu c'ia na misu?
Chi mi stannu a significari?
M'a 'ccu siervunu veramenti si cosi?
Unni ieru a finiri lu beddu viriri
ri li costi ri li
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Rintocco sanguinante
a tracimar dolore
un urlo nella voce mancante
lacrime ingoiate a capo basso
in giorni scuoiati
trattenendo una vita
alla sua curva materna
poi l’abbraccio improvviso
il battito perso
nell’angolo esposto dei polsi
il gelo
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Turan |
23/02/2013 11:39 | 412 |
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Umida misera la stanza e buia
che il moccol corto non rischiara
piange la bimba sola nella culla
stracci pietosi non donano tepore
a cercar pietà di pane un tozzo
erra la mamma sola nella sera
sol par dolente al dolor loro
il suon di una
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 | Scrutava il mondo
Con occhi di pianto
Poi la sera vestiva
Un abito di stelle
Per dar luce
Al freddo cammino
E il fruscio della voce
Era un urlo di vita
Carezzava il mondo
Col sorriso d’un bimbo
E prendeva l’ingenuo capriccio,
Scriveva
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Gemono tra speranzosi passi,
all’aria l’accarezzo ... deliziosamente mossi,
compagne di vita per lenire
nelle buie giornate lì a venire.
Gli occhi il vuoto son lì a fissare,
cadenza la speranza del domani,
il sole, la luna ad
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Astemio alle incertezze affido la mia vita
In quelle soluzioni che vincono una sfida
Vivendo le apparenze cosparse di misteri
E dare un bel ritocco hai soliti pensieri.
Detraggo repressioni hai domini padroni
Figurando gli obblighi quest’oggi e
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Ingrossa il mare
a deriva di un desìo
affondato nell'abisso
di acque cupe.
Vestale l'onda
di un sogno scivolato
nella lusinga.
Proda ai raspi
dell'alba,
una vela verna
dolore.
Di tutto resta
che umide ali
dove
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 | Ci son blatte in alto loco
che non amano le diete,
pur dimorano in Provincia
annientarsi non conviene
e ne son di religiose
che commercian senza spese.
Quelli ed altri sacrifici,
salverebbero il Paese.
Tornerebbe del lavoro
e non più
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 | Scioglie le mura,
il vento malato che depose nei cuori
non rose, ma spine di rose
nell’ uomo dai profondi oscuri.
Lacrime e vene sventrate, per insicuri
passi, in sabbie e dune franose.
Giochi amari di bimbi, per cose
viste nell’acqua dai
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Mi fermo nei giardini dei fiori tristi
di quel mondo condannato matto
che a dir di alcuni stolti
essere un covo inadatto
di malati vuoti emarginati.
Profumo d'infanzia m'ammanta
semplici, giusti, sinceri
i loro gesti,
timidi intelligenti
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 | Dentro la nebbia cupo è il giardino
cicche fumate, cartoni e vino
Oltre la nebbia splende l'aurora
fascio di luce che ti colora
una panchina fracida e stanca
rivolta al mare salata e bianca.
Auto tram smog e casino
li in mezzo tu col
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Immigrazione
Credo che non vi sia,
salvo alcuni casi,
qualche progetto dietro,
più grande del bisogno.
Il fatto è che mancando,
l'equa distribuzione,
dove ricevon meno,
non restano a guardare.
Colpa delle frontiere,
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 | Ancora grazie dottore
non provo disagio
mentre guarda
il mio corpo malato
quel corpo che un tempo
suscitava desiderio
ed ora altro non è
che un involucro di pelle
a ricoprire ossa stanche
e doloranti
Ancora grazie
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| Anna62 |
13/02/2013 01:38 | 1705 |
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Graziose mascherine
tutte vispe e birichine
passeggiando per la città
danno allegria a volontà.
Coi vestiti assai sgargianti
fanno scherzi ai passanti.
C'è chi salta e chi stornella
con il viso da monella;
chi fa passi da
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Fu un giorno col pigiama a passeggio dentro un varco
che mi feci proclamare l'"Evangelista Marco",
mi vennero a cercare ma non vollero capire
perché nudo in inverno correvo nel cortile.
Qualcuno disse in giro: "Pareva stesse
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 | Si eleva il pianto
dell'inclinato volo
espulso dalle ali
trafugate nella sera.
Si trascina a mani giunte
verso l'arcana sorte
con passo affamato
e la rabbia di una fiera.
Sposalo cielo...
con l'anello della misericordia,
datti impasto alla
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Il tuo sorriso bianco,
senza allegria,
ha braccia lunghe e
magre,
solleticano la sabbia
sulle mani sudate,
povere di carità.
Il tuo sorriso ingenuo
è una finestra con una
soglia larga per contenere
tutto: malaria,
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Rapido vento
che gelido sfiori il mio volto
e tangi il mio pensiero,
per un istante
fermati a raccogliere
dalle mie labbra
un delicato tenero bacio
e dalla mia mano
un’amabile carezza,
che tanto hanno
di memoria e d’affetto.
Tu va’
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Nelle cucine illuminate al neon
genitori luccicanti di futuro
tolleravano a stento i racconti dei nonni
che si facevano belli di dopoguerra
Ragazzi noi -teste rivolte alla telereliquia
s'ascoltava la novella beffardi increduli
perché fuori
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Fantasmagorico e variopinto
è quello scatolone
popolato
da animalesco
caravanserraglio
Vivace
pieno di giochi e di colori
efficace
per incantare spettatori
Quelle grottesche figurine
ignari abitatori
di quel paese dei
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Sull’abisso del silenzio
viaggiando nel cervello
fin a raggiungere la materia
quell’anonimo tarlo inquieto
spegne ogni desiderio.
E’ un dolore lancinante
che avvelena pure il sangue
è entrato con pudore
ha giocato a nascondino
per uscire tutto ad
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Vivo nel silenzio di ogni rumore
e quando si chiudono le palpebre del giorno
palpito il palpito della terra che sa curare lividi d'inverno
e lacrime d'autunno che ormai sono carezze sedute al mio fianco
mentre perdono l'indifferenza dei passi in
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Sono felicemente indietro,
un fuori corso di gambe
dove tutto si scollega al tronco.
Se il giusto è
tra braccia e piedi coordinato ai
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Orma che lascia rimbombante traccia
e lento il pensiero umile nella bisaccia,
preso nel vortice di insane parole
ti senti sommerso dall'atto speciale.
Tu piccola foglia mossa dal vento
in balia del bello e brutto tempo,
sei barca dispersa in
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Siamo vittime
della morale sociale.
Siamo bolidi
sparati ad alta velocità.
Siamo schegge
impazzite in questo
putrido cosmo.
Lungo traiettorie
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Hanno lottato, a lungo, duramente,
vinte battaglie difficili, pesanti,
per ottenere diritti, oltre i doveri,
dare lavoro e certezze ai propri figli.
Di tutto questo vediamo oggi lo scempio,
nulla rimane di ciò che han conquistato,
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 | Un lucernaio
ruba fiocchi di luce
ai vetri opachi di afa e d pioggia.
Lì sul balcone,
oltre la ringhiera,
il vuoto l'attira...
occhi spalancati,
come oblò d nave salpata tra onde di olio,
ma...
per nuvole bizzose
dal vento
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| Propositi fluttuano fino a scomparire
il portafoglio continua a dimagrire
nella triade che avidamente ingoia
silenziosi e affamati aspettano i boia.
Ardua è l'impresa di fare impresa
forte com'è dell'oggi la presa
riavviare aziende
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Dio m’è testimone:
affondo tra il risibile e bieco;
sorge ancora per tutti un sole – giallo – lontano
in rassegna l’imponderabile
in apparenza fisso al polo; arrovello:
dove butta l’occhio girando contrario al cielo?
che sia nato l'uovo?
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Droga scendi nel corpo
a sconvolgere la mente
e distruggere l’anima
che brucia dal dolore
che mi lega a te,
senza via d’uscita
e mi
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Riguardo all'attimo,
ed all'incedere
della mia ombra sulla cenere,
vento o forse proprio io,
ad annunciare la mia Venere,
perduta nelle malsane gesta di Dedalo,
e ritrovata nuda
nel letto di una sporca democrazia sovrana, tiranna
e sorda.
E la
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8060 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3871 al n° 3900.
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