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Le 73976 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Davanti a questo mare
che in parte mi somiglia
col suo andirivieni
di applicate emozioni
come lacrime sulle ciglia,
io riposo...
stanche son le mie membra
che lascio a biancheggiar
al sole di rimando
nell’attesa di riprendermi
dal buio
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E si a parla’ è stu core
nun po’ truva’ parole
pe’ di’ cu tutt’ ‘a forza
ca sì na bella scorza
na trave ‘e chesta scola
c’ancora zompa e vola.
E si a parla’ è sta chiocca
se scemunisce ‘a vocca
e resta ‘mpantasata
annante a sta pupata
ca ha
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Sei il mio primo pensiero
appena mi sveglio.
Ti cerco tra le lenzuola profumate
della nostra intima alcova.
Sei immersa in un sonno leggero
dove probabilmente sogni d’incontrare
i nostri figli che vivono all’estero.
I tuoi occhi si muovono
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Dorme la pietra eppure urla il tormento,
mentre una pioggia secca scava il viso;
siamo la vela ferma contro il vento,
l’inferno aperto dentro un paradiso.
C’è una carezza ruvida che sferza,
come un oceano chiuso in una goccia;
la linfa
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Era un buio di stanze recintate,
un respingere il nome e la carne,
il silenzio del padre, le rabbiose sottomissioni.
E la pelle, che pareva d’argilla straniera
indossata per farsi invisibili al mondo.
Ma il dolore con la stessa radice del sapere
è
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cogliete l’attimo,
rendete straordinaria la vostra vita,
la bellezza, la poesia e il romanticismo
sopravvivono al respiro della polvere,
cogliete i vostri sogni,
nei fiori delle nuvole.
Leggete il destino del sangue scuro della poesia,
bellissimo
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Quando il sapore del mattino
al sonno mi trae
e verso il cielo brillante
alzo lo sguardo,
del sole mi abbagliano
i lucenti raggi.
So che un universo di amici
lassù nello spazio infinito
con me resta,
miei splendenti
compagni di
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Poeta non fui mai, non fui cantore
anche se scrissi versi a tutte l’ore
e rime soltanto per diletto
vorrei smettere ormai son vecchio.
Muore in silenzio. Traccia non lascia, o voce
quest’aria muta che mi passa a fianco.
Il tempo, per tutti risale
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Quanti occhi assenti
e falsi sorrisi su visi spenti,
persi nel vuoto.
Mani ciondolanti
e passi claudicanti.
La voce rauca, si perde.
Fermo immagine
di un tempo passato
Foto sbiadite sul comodino,
contrasta la bottiglietta
dell’acqua
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Brividi tra il mio fare e il vecchio ardire
chiamati e ritrovati nell’attesa
di un volo di quest’anima sospesa
legata al tuo piacere e al suo sentire.
Brividi dentro il sangue al ribollire
dei desideri amanti dell’impresa
che hanno nelle mente la
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Di sorrisi s’era ricolmi, che,
sin’anco l’attenzione s’ebbe a distrarre.
Indi nel palesar rispetto,
di reciprocità s’era avulsi
e s’ersero
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la paura ha sfregiato,
il tuo volto d’angelo,
o brutale silenzio,
tu che palpiti il bocciolo della tua timidezza,
o violenza del buio,
tu che schiacci la piccola corolla dell’infinito.
A poco a poco tremo il coraggio dei giorni del vento,
chiudo
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da
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S’ode nell’ombra
la sera
che di luce
libera l’essenza sua
distorta al cielo
va la luna
nell’alto empireo
e il solare disco
affonda
nel cinereo mare
e risuona ora
al buio amico
l’attesa
della memore
fiamma
in quel timbro
di
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Siete la mia follia più sacra
il dolore trasformato in canto.
Attraversiamo le stesse stanze
voi con la forza di un futuro immenso.
La vita vi ha dato il mio respiro,
ma il vostro passo è un mistero.
Ammiro e ringrazio
il pane sacro che vi
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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Si attorcigliano i ricordi che hanno smesso di esserci,
e quel non essere più -frammenti di vita -
lascia l’amaro in bocca e tanti dubbi.
Domande ed i perché ed i per come,
i sensi di colpa scavano tunnel profondi
e in un attimo accelerano i
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Quando scende la sera
e il buio tutto mi avvolge,
ritrovo in alto nel cielo
un universo di amici
più che mai sfavillanti,
che mi avvolgono
nell’abbraccio della notte
e lì restano visibili lucenti
come ardente fiamma,
fino al sorgere
del sole
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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T’ho visto... un istante
la mente ha vacillato e il tuo nome ho invocato
nel cuore, nella testa mi sono detta " e’ tornato!’
un emozione improvvisa, un desiderio realizzato
come l’ arcobaleno che irrompe nel cielo arrabbiato.
Un istante... una piega
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a colpi di amicizia riderò,
abbracciami ancora,
sotto il cielo immenso,
scriverò parole,
condensate d’emozioni,
questa notte è l’ultima,
scelgo di restare,
nei miei passi di poeta,
commenti di immagini
profonde e strette di silenzio,
nei miei
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza che non
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentro ville e nei
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Stu silenzio ca nun dice na parola
guarda sulo chesta notte luna e stelle
e se mette a ricurda’ ddoje guagliuncelle
ca me stanno a cantaria’ facenno scola.
Stu silenzio s’annasconne areto ‘o muro
zittu zitto comme a fronna surda e muta
ca nun
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Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
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Passaggio di un mare di lacrime al silenzio dei miei occhi.
ultimo faro che illumina gli sbandati dell’ultima particella di vita
poeta crocefisso dai chiodi arrugginiti della mia fragilità.
Guardo la bianca spuma che silenzia le onde di tempesta
apro
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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73976 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1021 al n° 1050.
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