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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’592Autori attivi: 7’447
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Le 73551 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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La paura è un’ombra scabra
lichene aggrappato al muro del mattino.
Non grida:
rode.
Sta nella fessura della voce
nell’esitazione che incrina il gesto
nel passo che misura la polvere
prima di osare il varco.
Volti d’argilla,
inermi nel loro
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Non è semplice trovare l’argomento giusto
per accontentare tutti
non basta la fantasia per dare una svolta al giorno
anche se chiunque vorrebbe poter prendere parte
in base al suo livello destreggiandosi uniformemente
diventando pane per i suoi
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Non controllo mai
le mie nuvole assassine
non ritorno mai
dove il cielo mi ha tradito
con un tramonto
o con le stelle illuminate
che sembravano promettere
amori e carezze
per questo morirò da solo.
Non ascolto mai
i battiti del cuore
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Se mal mi ravvedo,
cerco di fuggir in pensiero
e su altro provo tana,
anco se tutto par frana
E gozzoviglio qua e là,
per pene allontanar,
ché disagio non voglio sentire
e poco in cura mi presto
In viver sempre mi dirigo
e non m’abbatto
per
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Svetta la dorata Roccia imponente
della favolosa Cima Ra Gusela
sotto il chiarore del sole brillante.
Maestosa verso l’alto si staglia
a conversar col limpido cielo
dell’incanto di quel sito stupendo,
dove neve soffice e candida
magicamente
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Nel punto cieco dove ti cerco
la luce si piega
e diventa respiro.
Non è il tuo volto
a tremare nelle mie mani
ma l’eco che lasci
tra le pieghe dell’aria
quel vuoto caldo
che mi chiama per nome.
Ti sfioro come si sfiora
una soglia
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Sento come una malinconia in fondo al cuore,
una mancanza d’aria
un desiderio di volare
in cerca di respiro,
quel respiro che profumava la mia vita
e mi faceva sentire viva, felice,
splendida farfalla tra le tue dita.
Ma il tempo passa e tutto
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Non ti porto con me.
Ti lascio
dove sei accaduto.
.
Ora cammino
con le mani libere
e il cuore desto.
.
DE LA DESPEDIDA
.
No te llevo conmigo.
Te
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Tante le occasioni che ogni giorno
si mettono sul nostro cammino
se solo potessimo bloccarle
estirpando quanto più di buono
forse troveremo il modo per condividere
con chi nel bisogno naviga
senza far apparire il nostro sacrificio
nel tempo
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Sulla landa deserta il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto
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La mamma è colei che ti custodisce per nove mesi,
che si prende cura prima di sapere,
di vedere,
di conoscere;
che ti custodisce,
che ti protegge.
La mamma è colei che ti racconta storie,
che ti regala il primo sorriso,
che ti stringe tra le
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Al fiorire delle camelie
Sei andata
in silenzio perfetto
lasciando soltanto
il tuo corpo sul letto
ora son solo qui
e mi guarda milu’
quella gatta
che ti piaceva di più
e’ stata una camminata
di quarantotto anni
tra gioie e dolori
ma felici
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Ripeto tutto
come in un ritornello:
nacqui ch’ero povero
e crebbi in povertà
divenni poi ricco
ma non di denaro,
in me era più importante
l’essere un anima buona,
poi, come in refrain
tutto riiniziò da capo...
e quindi rinacqui
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Se la fine
è solo uno sguardo
non guardarmi
e posa le ombre
fino alla sera
accarezza le stelle
finché non tremerò
con l’ultimo respiro.
Se la fine
è solo un silenzio
parlami ancora
e culla le lune
che ci guardavano
di notte
mentre il
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Se un perde bellezza,
tutto divien freddezza
e’l campare vien muto
e non s’è più arguto
Resta un gentil pensier in testa
per evitare via mesta,
anco se fugace,
che piglia nell’animo rapace
Ancor il cor preme,
ma sentir non converrebbe,
ché
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In piazze d’ombra e geometrie di gesso,
si ferma il tempo sopra un orizzonte,
un manichino siede nel riflesso
di un’architettura immota e senza impronte.
Sulla muraglia che il meriggio abbaglia,
tra cocci aguzzi e l’arsura del pruno,
il varco tace
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i miei poeti che attraversano il tempo ed il cielo. nel tremito del vento
l’età moderna con Neruda che sillabava l’alfabeto del cuore.
C era un furioso silenzio quando Quasimodo denunciava la tragedia della guerra.
"E come potevamo noi cantare con il
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Essere nodo di stelle
e vento antico tra le costellazioni.
Portare spine come reliquie
e luce come preghiera nascosta.
Restare quando il cuore è tempio aperto
discostarsi quando diventa corridoio d’ombra
senza candele.
Avere ambizione che
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi
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Vista e cuore si adeguano al momento
senza scombussolare chi dintorno
vorrebbe poter sindacare in maniera non sempre consona
aria frizzante anticipa il momento
aprendo il tragitto a chi lassù già si è messo in volo
coprendo chilometri e
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Perché ti adombri mare profondo?
Immenso ti miro fino al finir
dell’orizzonte, promessa eterna
di vita che dà gioia ai pensieri.
Ora è mantello azzurro il cielo,
cupezza scompare, torna certezza
di un placido scivolar dell’onde
battito continuo
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Vieni, candida neve,
scendi leggiadra su monti,
su colli e su valli,
discendi soffice e lieve
su case, viali e giardini
donaci i fiocchi più chiari
e lucenti
rendi gioiosi grandi e piccini.
Or che si tacitano i venti
forma bianche ghirlande
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Smuovo l’ironia
perché a piccoli passi va.
Una boccata d’aria gli fa bene ai polmoni.
Chissà quanta fatica per farli respirare.
Si sente da lontano
che ha bisogno d’aria.
Si presta un po di bene
oppure lo disegna sulla finestra
anche se si
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Nei momenti bui di me
quando il brivido
percorre con lenti passi
lungo la mia schiena
e ogni cosa perde i suoi contorni
ho paura di perderti ancora...
Non so più cosa meritarmi
so di non esser pronto al peggio
e dentro me rifuggo quel
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Nel buio azzurro degli schermi accesi
crescono voci come lame sottili,
inermi dita scagliano tempeste
senza guardare il volto che sanguina.
La rete è un mare giovane e crudele,
specchio che ride mentre affonda i cuori,
dove l’insulto, come un
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Se van alternando por el camino
hacièndolo difícil de llevar,
siempre fuè asì y no lo entiendo
pero sé que esto me cambió el destino.
Altos y bajos como en las mareas
que una vez te ahogan otras te resecan
como en un desierto árido
te queman
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Le sue parole cadevano piano
come polvere dorata nei pomeriggi immobili
quando il tempo si stendeva sul tavolo
tra briciole di pane e silenzi lunghi.
Non erano lezioni
non c’erano cattedre né sentenze solenni.
solo gesti distratti
un modo di
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Fare di tutto per essere all’altezza
la cosa migliore per non pensare
riuscendo a trovare uno scopo per andare avanti
modello di vita onde ritrovare
quella felicità ormai distante
che nel cuore abbarbicata com’è
fa di tutto per gustare nuovamente
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Lascia che cada il foglio là dove scivola il cielo.
scrivo il mio nome laggiù nella notte fonda di stelle...
Non voglio più avere asilo tra gli uomini
cammino a fondo con i miei piedi nudi nella massiccia coltre di neve.
Palpito la solitudine che
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 | Non cerco più asilo tra le mura degli uomini,
ma posso solo adagiare il mio battito
su questa coltre bianca che tutto dimentica.
Voglio addormentarmi così,
nel ghiaccio profondo della notte,
mentre il respiro si confonde con la nebbia
e resto
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73551 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1111 al n° 1140.
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