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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’569Autori attivi: 7’447
Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95
♦ Leonardo Cantoro | |
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Agosto 2026 |
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Le 73222 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Sotto una coltre
spessa e pesante si nasconde la follia...
Un sentimento oppresso
smembrato dall’angoscia
mortale del vivere
Lotta infinita per continuare ad esistere
Assurda la sensibilità
dentro corpi prigionieri
di coscienze imbrigliate
in un
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La notte ha i suoi passi
lo spirito si accosta
muto il pensiero
si prepara al lavoro
e si alzano le stelle,
fiumi di luce
cercano i sospiri
dei vati ancora svegli,
il Dio si sente,
non scivola, né spinge,
dove trova i cuori aperti,
si ferma e
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Il vuoto si è fatto specchio di luce
un’alchimia sovrana che trasmuta
il grande silenzio del mondo
nel pane fragrante della terra matura.
L’essenza non è più segreto sepolto
ma linfa d’oro che pulsa profonda
nelle vene segrete del bosco;
è
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Scende l’anima il vago suo declivio,
come piombo che cerca il proprio fondo;
giunta del tempo al critico bivio,
lascia la pelle e l’eco del suo mondo.
È un rito di sale, un fuoco che tace,
tra specchi di vetro e sguardi di fango;
non cerca
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fluttua il mare enorme nel piccolo bicchiere d’eternità,
apre la soglia cucita dalle nuvole colorate,
fame del silenzio che mangi i baci del tuono,
parola che cura il filo sottile della malattia,
sfioro tra le dita le vene sottili delle mani,
l’onda
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Non smettere di amarmi
anche quando il tetro buio
avvolgerà i miei occhi.
Sarò sempre presente
nei ricordi più coinvolgenti
del nostro immenso amore.
Vigilerò
affinché tu sia sempre sorridente
nonostante la mia improvvisa partenza.
Non
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So già che ci sarai
piccolo sogno
dai capelli neri
e so già che mi amerai
con i piccoli lembi
del tuo sguardo distratto
che nota i colori
e le pieghe del cuore
prima di tutti i gesti.
So già che piangerai
e poi riderai con me
quando la
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Il poeta coglie e mira
il reale vibrante,
la sua mente solca e scardina
nei ciottoli di pietra,
risana le mura sbriciolate
e le rende cattedrale.
La polvere adotta
rendendola cibo dei poveri.
A nudi piedi la poesia
calca i viottoli
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Luce che si risveglia,
nel mio petto germoglia
una voce tiepida.
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Anima in calma fiorisce,
senza tempo né confine.
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Silenzio chiaro,
dove nasce la forma
dell’invisibile.
.
Fiore che non cade,
resta soltanto in me,
respirando
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C’erano stanze accese dentro il petto,
piccoli soli al riparo del vento,
e un bene quieto, semplice e perfetto,
che respirava piano nel presente, lento.
Ma io guardavo oltre la collina,
dove il domani luccicava d’oro,
una promessa magra e
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V’è un tormento che mi cresce,
ché di donna mal mi ravvedo
e dannato non mi pone in pace,
anco con quel putto che ha scagliato
E di ciò cotanto mi rincresce,
ché mal proprio mi vedo,
ché mi sento ancor rapace
di quel eros additato
Poniti via,
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Tra luci blu e parole leggere,
nascono legami che sanno tacere.
Un cuore che scrive, uno che risponde,
due solitudini oltre le onde.
Ti ho incontrato dove il mondo non tocca,
tra un cuore inviato e una frase non sciocca.
E senza vederti ho sentito
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E metterò il leone a far le fusa
il coccodrillo a raccontar le fole
il serpente a sonagli a canticchiare
la tigre del Bengala a pigolare.
E chiederò allo squalo un bambolotto
all’elefante di ballare il tango
all’orca un salvagente di coralli
alla
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Vieni dove il muschio beve l’ombra dei tassi
nella valle che il sole non dimentica
qui la terra trattiene i nostri lenti passi
e il ruscello continua a camminare.
Le ninfee bianche mani in un sonno profondo
galleggiano mute sullo specchio
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morde il sogno nell’ombra sottile,
divora la porta salata del mare,
Respira la bugia cucita,
nella fronda del sacerdozio.
Brivido di un angelo strappato di semi,
voce sbandata d’una disarmante verità del silenzio,
stagioni d’un
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Supplicando la tua anima
chiedi perdono...
E’ tua la vita... avuta in dono!
Delimiti i contorni
annaspi nel grigio dei tuoi giorni
Senza alcuna scalfittura
è la coscienza a renderti più dura!
Eppure
è sempre lei
Venere in un divenire...
a
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Discende dal mattino un velo lieve,
come un sospiro su pagine antiche;
la terra nuda e immota lo riceve,
memoria dolce di vecchie fatiche.
Non è tempesta che percuote e scorre,
ma un tocco nudo, un brivido sottile;
l’argilla stanca
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A notte fonda, il sole si spense,
con lui fuggisti in ombre tenebrose.
Nubi di stelle lucenti; dov’è lei?
Piango silente, tace il firmamento.
Spazi nell’infinito cielo oscuro?
Hai freddo, cerchi Dio che ti promise
di star con te per lenir le tue
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 | E se spostassi d’un tratto
le nuvole dal cielo,
con la forza di un Dio
che non sa più pregare,
per disegnare la vita
col sangue del mio cuore?
Tu lo baceresti, allora,
questo momento sfrontato?
lo berresti come un vino
che scotta le
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In Sagittario, Luna come in un museo,
con Giove nei Gemelli ebbe a conversare,
considerò d’essere lei sita all’Apogeo,
ed eran da vivere ore sì da colorare.
Al giunger di Venere entusiasta e brillante,
Luna divenne Blu nel suo turbamento:
Venere
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Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Immagini tra le dita
come parole sottovoce
il rumore di un sorriso lontano
quando il passato
mente al
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Piovve delusione e foglie attonite,
d’un cuor contrito e tempesta boreale,
amare delusioni a denigrar umore,
tristi percorsi ed incontrar dissesti
e amorfe dissolvenze.
Piovve e piovve lacrime a bagnar zolle,
sprazzi di sereno ad adombrar nuvole
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E ritorna la parola
che di solito tornava,
si specchia il mio io
sul peso del tempo
e tremo di gioia
e la gola si fa dolce
e come madre
mi sveglia, mi sorride,
il Dio un po’ più in là,
un po’ più in su e poi
si accosta, si siede,
il buon giorno
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E’ come un grande giardino
dove gioca felice il bambino!
Dove i fiori
disperdono i loro battiti...
...Un cuore accellerato
nella schiusa s’è celato.
Ape volteggia
nell’ampolla di una scheggia.
Piccola è la coccinella
ma fra tutte è la più
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Non cerco il sigillo delle cose accumulate
l’orgoglio che recide l’ora o la parvenza
di una vittoria mutilata tra le mura.
La memoria si sgretola come scoscesa arenaria.
Resta il gesto che non fa rumore
il filo d’erba che buca la terra arsa
la
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Dorme la vita sotto il velo d’oro,
chiusa in un guscio d’umile pazienza;
nel silenzio dei secoli, il tesoro
attende il tempo della sua esistenza.
Piccoli scrigni d’ambra e di speranza,
celati al vento che la duna sposta,
misurano
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Il sole è già nel cielo
coi raggi suoi cocenti,
biondeggiano le spighe
negli assolati campi.
E il contadin solerte
è pronto con la falce,
per poi gustare il pane
frutto del suo lavoro.
Brucia la pelle il sole
su bianca e calda
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Salgo i sentieri
che mi portano sul monte
e là a me si affianca
forte e bella una luce
che non abbaglia,
leggero mi sento e sono
simile ad un pensiero
che nasce come un fiore
che si apre
nella magia dei suoi colori,
mi fermo sul piccolo
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Al pensier vostro mai m’avvezzo,
che langue nel mio cuor come greve ferita,
siete di stanza, nel mio battito albergate
anco se non versate affitto
Non posso per aver voi disprezzo,
anco se il non vedervi m’insidia,
ché tanto a cor mi restate
e
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il mare cinto in un bicchiere
declama la poesia nel sole.
Infrango il silenzio nei rami,
pennella l’infinito d’azzurro.
Cade la goccia della pioggia,
nell’onda bianca del mare.
Amo me stesso,
non sono pronto ad essere narcisista.
La mia freccia
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73222 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 481 al n° 510.
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