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Le 73196 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Ma dove sono andate
le coscienze delle genti?
Si sono ormai smarrite
come quelle dei potenti.
Signorotti che sembrano dotti
però inciampano nei congiuntivi
quando da illuminati sterili salotti
parlano di conquiste ed obbiettivi.
Pronunciano
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Hanno fili di neve tra i pensieri
e passi che pesano di sogni
seduti sulla sponda di ieri
mentre il mondo consuma i suoi giorni.
Tremano le mani come foglie al vento
ma stringono storie mai scritte
in un silenzio profondo e d’argento
che cura le
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Ancor m’appari in bel sorriso,
o virtù di bellezza,
ed in pensier ti bramo con ardore,
che in sconforto trascini il mio cuore
In ratto ti piglierei subitamente,
ché’l pensarti mi travolge
e non riesco ad avere soste
Il mio animo visiti
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Apprensione
celata in offuscata trepidazione
Amigdala allarma la mente
scalda la pressione
Adrenalina incalza
aumenta la tensione
Emozione primaria
a respirar attingi
senza più aria
Minaccia percepita
nell’immaginario assopita
Oscilla tra
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 | Hablan los ojos,
tras ráfagas silentes
disparan tirria.
.
SENRYŪ XXIII
.
Parlano
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Si placa il vento e l’ansia si dilegua,
mentre l’aurora sveste ogni rancore;
non serve spada a chi nel petto insegua
il battito fraterno del valore.
Il cuore è nudo, un campo senza mura,
che accoglie il seme d’ogni pelle e voce;
la terra è madre e
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Tu che gemini cogiti impropri
Immemore di rispettoso audire
Prego d’afflati che memento riscopri
Oh avello d’amore d’effimero potere
Dismetti il rostro concupiscente
Addottrina il volere d’impavida arte
Aliena il carro di logo impenitente
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Parlami dolcemente
non chiedere
al cielo se c’è
un’altra vita
dopo questa.
Non voglio sapere
se avrò risposte
e preferisco
svanire in una nube
che torturarmi al buio.
Parlami con amore
consola il veleno
con le labbra rosse
e con il
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amara
la notte dei tempi,
per la galassia. che
muore da sola là
nel buco nero
creato dall’alba
e dalla luce che verrà,
voleva un canto,
cantato da una donna
e dal suo uomo,
gioielli del Creato
che vivono là
sulle piazze
della storia tutta,
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Un’intesa stimarono i nostri cuori,
che fossero nell’intimo leali e sinceri,
non ambigui accordi e dolori,
ma attese vivide e progetti veritieri.
Legati nel cuore in un unico respiro,
sulla riva incantata del mare,
ogni promessa era un dolce
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Il neon taglia la stanza
con una luce fredda,
mentre le sedie di plastica
stringono corpi stanchi.
Non ci sono ore
sul quadrante della parete
ma solo un tempo lungo
pesante come piombo
che si misura nei respiri
interrotti di chi aspetta.
I
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Nell’ inferno
del sistema
la terra
cavità tetra
di sogni ammuffiti
delirante
parole sconnesse
d’amore.
Un riflesso muto
sanguinante
di piombo.
Emarginate ceneri
nel disgusto
di una linea asimmetrica
chirurgia
del
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Al beccheggiar d’un vecchio barcone,
memore di lotte marine,
si staglia la luna,
riflesso ondulato all’increspar d’onde
Nebbia si dirada
ed altezzoso compare il castello,
fuggono nubi al vento vorace
e suon di possenti mura riposa
Volteggio
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Non è un tempio di pietre gelide
il nostro stare insieme,
ma un intreccio di rami che si cercano
come radici vive nella terra scura.
Siamo mattoni spaiati, angoli irregolari,
ma la cura è un legante che stringe,
che colma le
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 | In mezzo alla folla,
nel rumore delle voci,
tra mille volti che passano
e mani che sfiorano le mie,
respiro solitudine.
Migliaia di ombre
attraversano la mia vita
senza fermarsi mai,
senza chiedersi chi sono
o cosa nascondo
dietro il
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La nostalgia
il cuore e la mente ti stringe
e ti distoglie
dalla scintilla in te sorta
e che via da me ti ha fatto volare.
Si strugge l’animo tuo
in una stretta di rammenti
e di emozioni latenti,
per un amore profondo
che ancor ti insiste
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Ti ho chiesto soltanto
di aprire la porta, un varco
leggero nella tua penombra,
non di eclissare nella notte
segreta il graffio di un lupo
ferito, scacciato dal recinto
del tuo cuore non posso rapire
ciò che bramo perché la tua
fibra è già
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 | Un filo alla volta,
a passo leggero,
mi avete scippato il cielo dalle mani.
Sulla mia resa si è appoggiato il vostro peso:
un furto lento,
silente ed assoluto,
della mia libertà.
Ora c’è chi misura il mio fiato,
chi decide la forma del mio
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| Malio luce caduca d’istanti
Ammantando tele di sogni impetrosi
Colori stazionano gli intenti
E scacco gli incipit dischiusi
Anelo d’arte d’inutile incogito
Desisto d’un attimo eterno di bianco
Schizzi d’urla scolorano di fiato
La carta ristride dal
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| In penombra son rapito,
quando mal bussa inviperito
e mi pone in castigo,
ché da tal cattivi pensieri son sfinito
La mente mi va in subbuglio
e rabbia romba in ingarbuglio
ché parmi ogni cosa contro
e con me medesimo mi scontro
Allor fuggo
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| Resto in ascolto alla sera
nel leggere in quella melodia
che piano m’assale dal suo scranno,
è musica ad accompagnare parole
in quella sinfonia della pazienza
dove ogni cosa, a ragione
diventa concerto
d’idee e pensieri di speranza
seppure ci
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| L’Eterno non abita l’errore del mio passo
ma il trono di chi si fa re della verità.
Ho visto angeli finti tessere nebbia
per imprigionare il respiro
vestire la paura di canti sacri
e fare del cielo una prigione.
Ma la mia luce è una sposa
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| Lievita lentamente il tempo
cuoce nello spazio d’un forno
sta nel mistero d’un vampo
l’inizio del gradito giorno
passato ombra di storia
presente dono per memoria
futuro incerta speranza
vita al passo di danza
la cresta croccante di
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Pe’ certi cose e pure grazie a te
‘A vita è cchiù cianciosa piccerè...
Sorgente ca arrefonne e porta l’acqua
quaterna ca te regne ‘a capa stracqua
urchesta ca nun sona maje patacche...
Ajere chesta stanza era ricamo
luntano ‘a chistu munno stritto e
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Abbassare la soglia della porta,
farsi piccoli come il solco nel fango,
perché l’altro non trovi una scorta
ma un prato che accoglie il suo fango.
C’era un muro di vetro e disgusto,
una scorza che chiudeva il respiro;
ma il bacio
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 | Ci vestiamo di parole altisonanti,
come cappotti pesanti a mezza estate,
per nascondere il tremore dei giganti,
per cucire le bandiere calpestate.
È una colpa antica dire: «Ti desidero»,
senza la maschera sacra dell’amore,
come se la carne fosse
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| La notte si apre
solo per ghermirmi
e voglio sparire
nel buio che nasconde
ogni dolore del giorno
ogni goccia di nostalgia
che cade nella terra
per scavare parole
sussurrate dal cielo.
La tenebra si muove
verso il mio cuore
e ferma i suoi
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Nello spazio di luglio il cosmo cammina
nel respiro profondo che nutre la vita,
la Via Lattea risplende vigorosa e divina
coi suoi vividi astri nella volta infinita.
Il cielo di stelle ammantato non è raro,
Vega nella Lira e Deneb nel Cigno fanno
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Guardando il cielo
la notte mi dà
enormi cattedrali non fatte
da mano dell’uomo,
come quelle che io
conosco e adoro,
ma cattedrali
di stelle, di carri
che le trasportano,
e nel mio cuore attento,
mi nasce un canto,
spero che sia
sconosciuto
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tratteggio la musica del silenzio
domani passa il confine dei sogni
corro corro urlo nel batticuore delle lacrime
speranza del coraggio voce del lamento
domani piangerò nel futuro di domani
batterò il desiderio dei sogni
domani mi dirai il mai della
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Di bruma il lago si riveste,
sopito da nubi maldestre,
cheta acqua s’infrange
su sponde riflesse
Su d’un pino solitario
odo cantar un augello,
impavido risuona il suo canto
ad echeggiar il dì novello
Ancora s’abbruma l’avito
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73196 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 61 al n° 90.
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