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Le 73974 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Non per morire siamo nati al mondo
ma per dar vita a un rinnovato inizio.
Nel cerchio aperto, vigile e profondo
l’agire spezza ogni oscuro edonismo.
Siamo plurali, volti nella luce
parola e gesto nello spazio vivo.
Ma l’ombra del potere si
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Sulla terrazza
assapori brezza serale
...è solo un modo per dimenticare
Arranchi in tendenzioso torto
qualcosa è andato storto
In questa
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 | Così arrivò l’ultimo bacio.
Non con il fragore delle tempeste,
non tra urla o promesse,
ma con silenzio stanco e lacrime
di chi ha combattuto troppo a lungo
una guerra che nessuno poteva vincere.
Tredici mesi.
Tredici mesi di amore e
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 | Ne ho tenute cinque.
Non per ricordo.
Per abitudine delle mani.
Le tiro fuori dal cassetto
come si tira fuori
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Le mie dita sottili
graffiano le ombre
finché il buio
non è solo un relitto
di quella che era
la mia anima sporca
di tutti i desideri
mai confessati alla sera.
Le mie labbra socchiuse
baciano il vento
e a volte si screpolano
solo per
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In beltade vorria sfavillar,
ma mal destino m’è contro
e di bellezza goder non posso
Ahi lasso! Che maltolto
ch’ogni dì m’opprime
e mal d’essere esprime!
E di ciò pur m’incolpo,
ché grevi vie percorro
e mi getto in sconforto
Se da lassù
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Destati anima mia
dal rischiar incauta fallacia
come chi affida i suoi progetti
al vento,
più che vegliar sulle sensazioni
e modular il corso delle emozioni.
Integrità e imperizia
rendono lo spirito inconsapevole
delle imprevedibili cadute
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Dopo una lunga agonia
il nostro (eterno) amore
si è infranto come una stella cadente
contro il muro delle nostre divergenze.
I suoi frammenti ormai
sono sparsi nel vento
come i fogli di un diario
mai completamente letto.
Anche se l’ultima
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Rendimi radice di lentisco
tenace come pietra di granito
ferma nel corpo, nella mente chiara.
Insegna al mio sangue
sferzato dal maestrale sulle coste
l’arte sapiente del resistere.
Voglio l’orgoglio antico di questa terra
la forza muta che non si
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Soffia la danza nel tremito delle stelle,
si sono scolorati i fiori dell’inverno,
apre la porta dell’immensa goccia della luna,
vibra il quadro della solitudine fusa dalla canzone del madrigale,
Estinta la notte rotta dalle lacrime del
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Tranquilla sera, viale nel silenzio,
alberi neri vanno a sfiorar nubi
celate in basso da incerti chiarori.
Le foglie scure dormono, e raggi
di luci filtrano da stanze intorno.
Pallida luna si leva, lampioni
viola, nell’aria gemme scintillanti,
come
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Nel grigio fumo della stanca valle,
dove il carbone ammanta ogni sentiero,
piegano i vinti le ricurve spalle
sotto il dominio d’un padrone austero.
L’ingranaggio vorace mai non tace,
macina vite tra le ferree ruote;
mentre il potente dorme nella
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Crollino pure i ponti del domani
si vesta il cielo di tempesta o d’oro
stringo il presente tra le mie due mani
l’unico vero e immenso mio tesoro.
Il tempo ride e scorre nel suo viaggio
ma non raddrizza ciò che è già fiorito.
Ho bevuto il sole, ho
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Sarai una luce
che non si spegne
neanche di sera
sarai il ricordo
dei mattini segreti
che le stelle
non vogliono mai
illuminare
con il loro cielo.
Sarai un’ombra
distratta dal vento
una nuvola nera
all’orizzonte
di un
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Un viso gentil m’apparve,
di mattutino era il suo sorriso,
all’improvviso disparve,
come foglia al vento
Il bel riso un altro baciò,
ch’era per ognun portatrice
d’un lieto risveglio
all’appressar da sveglia
Ancor mi tornò in sogno,
d’aureola
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Soffia nuvola soffia...
aspergi di coriandoli il cielo
maschera
il lampo con un velo!
Soffia nuvola soffia...
vesti di bianco il tuono
nel tuo soffice giaciglio
sarà più buono!
Soffia nuvola soffia...
irrora l’etere con gocce d’innocenza
il
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Il ciel luminoso di Giugno
s’intinge nell’oro degli astri del mattino,
tra fasci di raggi d’alba in pugno
il brillar di Venere è a noi più vicino.
Nella limpida notte le vampe ardenti
del rosso Marte e dell’Erculea costellazione
sfoggiano i lor
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La mia lingua non è una sola voce:
è un confine che cambia quando parlo,
una casa che a volte si allontana
proprio mentre provo ad abitarlo.
Ci sono parole che non passano,
restano ferme sulla soglia stretta;
altre invece scivolano leggere,
ma
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 | Strambo pensier direte
Essere ponte in carne ed ossa.
ma accadde ben due volte,
dannato sia il fato avverso.
La prima pensai alla sfortuna,
un errore del destino,
una di quelle ferite che il tempo
ricopre di polvere e silenzio.
La seconda
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| Non riposa il poeta sopra un alto trono,
non porta scettro e non indossa l’oro;
è solo uno strumento, un fragile suono,
che d’ogni sofferenza fa il suo coro.
Il cuore si consuma in ogni riga,
diventa un frammento da offrire,
senza una maschera
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| I tuoi pensieri, il mio sentire
I miei pensieri, il tuo sentire
Senza parole, muto
il pensiero si fa limpido
prima ancora che tocchi le labbra.
Un riso improvviso
sottrae gravità ai giorni.
Due sponde dello stesso fiume,
senza nodi,
siamo
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| Ego sum
Mi trovo scritta nel silenzio,
in ogni chiodo d’altitudine.
Impervia.
Franosa.
Solida.
In un dito di pensiero
attraverso l’Universo.
Muta,
discorro col tuo cuore.
Ho piedi che camminano
e non si stancano.
Alata
è la mia
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| chi tace sfiora il vento della neve,
riempimi dei sogni rosa della solitudine,
sussurra il silenzio cosmico del mare,
sento il respiro del coraggio del sole,
maledico la bruttura della malattia,
scrivo il verso dello splendore della luna
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C’è un orizzonte chiuso tra le mura,
dove il respiro si fa canto e rima,
un’oasi antica, limpida e sicura,
che non conobbe alcun rigore prima.
Svanisce fuori il mormorio del fango,
l’obbligo vano di restare in ombra;
qui la parola danza nel suo
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Dillo,
che ti piace l’idea
di contare i passi
che ci separano
dal cuore della notte
e che sarai mia
prima che l’ombra
copra i nostri respiri
con il velo nero
delle tenebre bruciate
dal ricordo dei mattini.
Dimmelo,
che non vedi
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Or la vita è lume di candela
che nel buio calore sempre dona;
tardi l’uomo si avvede che si oscura.
Il tramonto si appressa e pena vince
sui ricordi di fugaci dolcezze:
le amicizie, gli amori abbandonati,
verdi splendori di profondi mari
e di
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 | Ho cadaveri nel cuore.
lasciati lì dal tempo e da promesse
dalle mani che un giorno stringevano le mie
e che poi hanno imparato a puntarmi contro.
Ho voluto bene.
Forse troppo.
Con quella generosità ingenua
che non tiene il conto di ciò che
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Ogni notte arrivi, ospite atteso del parco,
tra i rami che sfiorano la finestra aperta.
Mentre scrivo mi giunge il tuo breve richiamo,
che mi posa sulle ciglia un sonno sereno
come una quieta presenza che mi è accanto.
Chiù!
Sento l’ago che passa e
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Ancor inquieto mi ritrovai,
ché viver sano non mi parea
e fuggir non porria
dal torpore che m’illudeva
Ancor sì stanco in via vai
de la mente mia
che traevami in inganno
in oscuri navigli veleggiavo
Dippoi di questo e quello
intorpidito
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Le parole spesso
non dipendono dalle promesse
anzi, a volte sono
come foglie libere al vento
che si lasciano morire
nei sentieri fangosi del bosco.
Le parole ogni tanto portano con sé
quel sapore acre e amaro di fiele
per poi separarsi e
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73974 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 841 al n° 870.
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