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Le 70143 poesie con accompagnamento multimediale
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Tre giorni dopo
le ombre erano ancora vive
e pretendevano rispetto
per il cielo dell’inverno
Qualcosa muoveva le nuvole
era il fiato del male
sospeso fra i giorni cupi
e le notti arroventate di luna
Tre stelle dopo
la luce si rifugiò nei
leggi

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Oltre ogni avversità ci sarò nonostante qualche dubbio
di chi s’attende il contrario, con la mia raffica di silenzio
sul frastuono del mondo mentre ondeggia festoso
un suono di campane. E il cuore spera oblìo o nel tocco d’ala
dell’euforia che cela
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Incatenati a ricordi
fra gracili germogli
olezzan di putrefazione
per estenuanti battaglie...
eran carni sdradicate
dai loro affetti.
Da pianti di bimbi circondati
inconsapevoli vittime
annusati, scherniti, umiliati
come carne da macello di
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Come
conseguenza
ineludibile
dell’insana accettazione
d’ogni inopinabile follia
una strisciante
pandemia
nelle nostre vuote vite
oramai
imperversa.
Troppo facile
per gli untori
che dietro subdole parole
si nascondono
infettare
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Tu, regina dei serpenti
che pretendi l’amore del nulla
quando la sera cade
su un tappeto di stella
E attendi che la terra nuda
si apra come una corolla
di fiori sbocciati sull’alba
prima di una nuova tempesta
Il cielo non ti ha voluta
ed il
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 | Nei silenziosi campi
imbrattati dal sangue
di padri e di figli,
le stelle si riflettono
nel freddo acciaio
di lance spezzate e scudi
e il vento trascina un suono
- l’urlo di una madre -
Nascerà un fiore,
avvelenato dalla violenza
e
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Gravitando nel cuore dei dannati
macigno è il peso d’acida ulcera
che come magma ardente
neppur sa spegnere l’artico gelo
È cosi che il sole nasce buio
all’indomani tribolante
quando la luna tra le stelle
al planetario di una notte
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 | Circonfusa di antica cortesia,
i tratti del pensiero
sempre aperti sul mondo,
alchimista di approcci
accesi da sorrisi diretti,
dal fulgido nitore
fonte di luce propria,
e di ironica
frivola
levità.
Entri in scena
con
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| Mutano
i volti
un tempo conosciuti
sino a sfumare
nell’estraneità.
Attributi
tanto definiti quanto transienti
che tra le mani
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È inverno da quattro anni
e mentre il tempo si fermava
il vento non pregava primavere
né sussurrava profumi lontani
Il cielo è sempre uguale
le nuvole non muovono spazio
se non fra il dolore della pelle
e le parole di un altro sogno
È buio da
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C’è un pensiero che mi abita sovente
e si contorce per rimanere uguale
un pensiero che io chiamo primitivo
e non muta mai vestito né vetrina
Cammina tra i solchi le ripide e le piane
- invisibile - fedele al suo obiettivo:
contrastare l’ignoranza
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Ricordati di un giorno
ché, se verrai domani
vincendo ogni pensiero ostile
verrà dissotterrato.
Ci è toccato stanarlo
diremo
per ucciderlo bene.
Scendendo il dirupo tra fiori di campo
facilmente
torneremo alle case di sempre con le mani più
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Quando ieri ne facevo un fascio
nel veder lamentele e domandar picchì
fresca la serata
le cicale cantavano
e l’aria starnutiva l’odor dell’estate
l’amor ne godeva
uva e fichi rintra o cannistru faccievunu bedda mustra
come quadro
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Non ho mai abitato
la casa che desideravo
dalle vetrate sul mare
il lucernario sulla luna
una mansarda bohemienne
da dove godere la pioggia
e la marea di altri orizzonti,
un camino acceso
per vedere la forma dei pensieri
come nuvole sulla Sky
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dietro velati sospiri
trovo l’ombra dell’alba
come un fiume che scorre placido
i miei pensieri rincorrono l’immagine tua
visibile al mio occhio nudo
e lieto si fa il giorno
guardo al di là del velo bianco
mi appare la tua veste
fiorita
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Amò
’a mò che t’aggio dato
chistu core
e sì ‘a padrona
’e tutt’ ‘e mje penziere
Scetannome ‘a matina
me n’adduono
ca senza ‘e te
je nun vivesse cchiù
’A vita me paresse senza vita
pecché sulo ‘a passione
’a po’ ccagnà
chesta
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 | Ogni giorno
al risveglio
è come un incontro,
una meraviglia
vedere uccelli
farfalle
che volano nel cielo azzurro.
Sento scorrere a valle
l’acqua del ruscello
tra sassi e gorgoglii
tra sponde ricoperte di verde.
Veloci i pesci saltellano
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Il cielo si è chiuso
con una strana speranza
dettata dalle nubi
in attesa di un’altra stagione
La sera è calata lentamente
con ombre velate
appena più scure della luce
che inseguiva le ore
Il dolore è arrivato
come sempre all’improvviso
e la
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Cenere d’ombra,
vedo la tua sagoma sgretolarsi
come segatura sul bagnato
Ha piovuto tanto e
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Strepitare di fiati
confusi e insaziabili
sulla pelle umida scivolano
affannose e assetate le bocche
scoprono vie non più inviolabili
e poggiando le labbra
trattengono a fatica la lingua...
corpo e anima sussultano
sfiorando fantasie
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Non parlerò della primavera
con il vento nero alla porta
ed il silenzio che culla
una sera senza luna
Non dirò agli uccelli
di cantare nella calda luce
quando sulle strade
c’è ancora il gelo dell’inverno
E le ombre nascondono
il dolore delle
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 | Nell’aria un tepore dolce,
quasi primaverile,
di un sole che non sfinisce
e coccola con le sue carezze.
Intorno ... alberi in fiore
e profumo di biancospino,
mentre nel silenzio
si sciolgono incanti
nell’acquerello della natura.
Sinuose
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| "Dice
che hai
un cuore puro.
Dice
che scrivere
devi, chiede, pero‘,
per l’ Infinito.
Dice
che molti
mi tradiranno, e saro’
lasciata sola.
Dice
di cercare
sempre la Verita‘,e
amare gli altri
per ogni istante.
Chiedo
se mai
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| C’è la fatica che spunta come il vento la sera
parole spaiate che sbattono sugli scogli del silenzio
valzer degli alberi e del cielo di stelle
rantolano dolcemente nella tua pace i sogni degli angeli
fatica di un paradiso vissuto troppo a
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Giunge l’alba
e con la luce una nuova poesia
parole scritte con l’anima
mentre il sole capolino fà.
La notte ha illuminato il cuore
resta sulle labbra il dolce assaporato
profumo di vita
il segreto sviscerato.
Nel vortice d’un desiderio
lo
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Oggi è un po’ come sentire sotto pelle un brivido che corre
il fluire alle tempie del pensiero e il transito del sangue
Mi dissero folle per i miei sogni tenaci e per spiare
di nascosto le crepe rinsecchite dove la terra pareva morta
Ma non v’è
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 | Andiamo verso la morte
e lei è là, che ci attende
con quel sorriso beffardo.
Quel ghigno di soddisfazione.
L’arcigno sguardo.
Mentre noi, non la vogliamo
incontrare e la evitiamo sempre.
Ma il pensiero, è con lei
nel suo essere accanto
nei
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Piangi ancora
le lacrime del buio
in questa notte oscura
che conduce all’alba
Le ombre hanno promesso
la fine del dolore
alle stelle spente
che vagano nel cielo
Taci ancora
sui silenzi senza pace
che la sera offre
in cambio dell’amore
Le
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Falena sposa d’inverno
ero bruma luminosa,
sotto brividi di stelle
ondulavo labbra
in accordi d’amore
Nel tempo ovattato
di neve silente
ero soffio
oppure tempesta,
edera contratta
su roccia maschile,
legata ai fianchi
di letto blu
in
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 | Se incontrassi Gesù sulla mia strada
perdono chiederei per i peccati
soprattutto per quello originale
per cui è venuto e si è sacrificato.
Gli chiederei di dare a me la forza
di volgere il mio sguardo verso il suo
a sentir la dolcezza del suo
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70143 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 5881 al n° 5910.
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