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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Introspezione
Le 46573 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Bevo questa luna
che sa di lastra corrosa,
una colata di liscivia
che imbianca i tetti e i ciottoli.
Sulla pelle il buio
è un ferro da marchio arroventato,
la notte ha la gola secca d’un alcolista
mentre l’aria odora
di polvere stanca e di
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rifiuto il suicidio nello sputo della devozione
pesante arrivo delle voci che stritolano il mio silenzio
sento la forte pulsione depressiva che piange i miei occhi rotti
mi fanno male alle ossa della mia anima le voci m’ insultano nel buio
io non sono
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D’un tal portento mi sentì preso,
che non comprendea bene cosa fosse
e un poco in pensier mi ridusse,
tal misterioso era
E sentia certa vivacità in animo,
che un poco mi turbava,
in quanto a tal stato
non ero siffatto abituato
Ancor non
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E mi dissetai di salsedine
dal tuo corpo che vibrava
ad ogni tuo respiro
avvinghiato al mio.
Ora rimangono eterni
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Con certe genti volentieri starei,
ma esse son di questioni cariche,
ohimè, anco in salute son in pena
Con altri poco m’aggrada ciò che farei,
ché in esse spinte non trovo,
ahimè, son forse strano io?
Dilemma assoluto, mi si contorce
e vita mi
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E’ del solito bisbiglio che ho paura
che mi rimane dentro
di quei giorni uguali
che trasparenti fuggono inerti davanti agli occhi
quando la notte non porta ristoro
ma accende la luce su qualcosa che si è spento
e’ del solito bisbiglio che ho
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Calpesto
luoghi carichi
di una vuota assenza.
Un tempo specchio
dei nostri sorrisi
oggi freddo muro
che respinge
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Al mio tocco
ogni cosa si sfalda
come roccia
al passare dei millenni.
Gli attimi
mi inseguono
come a volermi anticipare
strappandomi
al presente.
L’odore acre
di un mondo di macerie
impregna
l’aria stessa che respiro.
Ma qualcosa
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Quanto vagheggiar mi s’infonde,
che parmi troppo perduto
in esso, come un frastuono
di colpi di tamburo
Quanto mi s’appiglia tal stato,
addosso mi s’appiccica
e malnato in sè mi prostra
e pur imbelle mi sovrasta
Addio vorrei dirgli,
ma esso
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 | Quel sorger del sole ad entusiasmar vista,
pregevole riflesso e striature di corallo,
oasi serena ove addormentar il cuore,
orme ed ombre a concretizzar sogni.
Quel flebil sciabordio a cullar mente,
pensier a navigar su onde,
angolo solitario a
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| Basta un nonnulla
che quel groviglio di ricordi si rimette in moto
giudicando ed estirpando quanto ancora palpita
tante le cernite fatte sino ad oggi
e tutto è tornato sempre al suo posto
motivo per il quale combattere
affinché niente e
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| Elisione
dei tuoi occhi
nel ricordo delirante
di parole affogate
nel miele di luna
colante d’opale.
Scambiando petali
con le mie ossa
in polvere di rosari
ho trafitto l’aurora
di un sincopato dolore
in sordina
agli
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Sorridi al Mondo
e serena e gioviale appari,
come se la vita
non avesse mai saputo ferirti.
L’apparenza sparla, mente,
racconta ben di te ma...
io miro i tuoi occhi, sai?
E lì, in quell’immenso paradiso
il sorriso si spegne.
li si legge il
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S’iracondia mi piglia,
che certi pensier
in testa mi rombano
e sempre son errabondo
nel fuggir non so dove,
ché tristo destino mi si coglie
e senza spoglie mi sento
Allor manco pur di ciò
che cotanto ho,
ch’esso non è bastante
in tal piega
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Guardo ogni notte
le tremule stelle
che hanno il colore
d’infinito e d’eterno.
A mio piacimento
le plasmo
e l’alma mia si bea
di loro
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 | È il verbo vorrei
che ho imparato a odiare.
Perfido, prende i miei sogni
per farli a pezzi.
L’infame prende l’amore che ho immaginato,
quello che avrebbe dovuto salvarmi,
e lo uccide sul nascere,
prima ancora che possa respirare.
Mi
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Se solo un salto
riuscisse ad arginar
la mente
mi prodigherei esausta
incantandomi del vuoto
Non v’è equilibrio alcuno
nello scorrere violento
dove il volere
non ha più potere
E nel chiarore
di un sole in disuso
il mio inchino
farà dei
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Se tormento si ridesta
e al mal si presta,
animo soggiace in pena
e si manca in lena
Alquanto in combatter ci s’avvita
e in gloria si chiama aita,
in prece di dolce Signora
che nulla ignora
Dippoi si cerca rifugio
in mille cose di materia,
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Nessuno ne ode il passo.
Accade nell’anfratto
più cieco dell’anima
in quelle notti in cui bevi
il tuo stesso pianto
perché non esiste verbo capace
di dare un nome a certi abissi.
È l’arte invisibile
di restare quercia
mentre regali al mondo
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Tra le pieghe del suolo
dove la terra tace
non seguiamo la febbre
del metallo dorato
né la favilla di ferro
che la pace sfracella.
Cerchiamo la vena d’ombra
il respiro pacato di chi s’innalza
verso la prima stella.
Siamo tronchi
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Passiamo la vita
dietro una forma d’amore
che non conosce corpo.
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La immaginiamo:
un gesto,
una luce,
un battito intatto
in qualche luogo del tempo.
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E in questa ricerca
ci frammentiamo.
.
A volte,
appena un istante,
qualcosa
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Sera d’estate, la luna quasi piena
guarda il mare vestito d’inverno,
che urla perché vorrebbe star solo,
come d’inverno,
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Sotto i laghi del cielo
una bionda lentamente sorseggio
prima dell’imbrunire
perso nell’immensità di quel tappeto
blu
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Quando volge in male trasmutare,
che a tratti par vita indegna,
tutto ciò ch’è d’intorno mi sdegna
e manco riesco ad amare
Ad amare ciò che ho,
seppur in più materia è il rifugio
e troppo preme quel che non ho
e proprio non trovo pertugio
Sì,
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È pacifico
stupirsi di questo!
Io preferisco
stare zitto!
Può bastare un’arma
a vendicare l’anima?
Io non dico,
sono
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Non ero vuoto nel buio
ma materia che brucia.
Molto prima che la parola
tracciasse un nome sulle cose
molto prima della ragione
un’arteria cieca
già scavava le viscere.
Sotto i palazzi di specchi della logica
arde un’officina selvatica.
Nessun
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Vorrei del tempo per me,
eccome se lo vorrei.
Vorrei riprendere la palestra,
ritornare a scuola di ballo.
Vorrei passeggiare per ore,
bruciare chilometri tra una vetrina e l’altra.
Camminare, e ancora camminare,
con gli auricolari alle orecchie
e
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Laggiù strisciano visioni,
ombre latenti e luci abbaglianti,
v’è sole, luna e stelle, laggiù nasce l’amor
e gloria a fiorir istintivamente.
Qual pensier or s’ovviene e conduce ad altre visioni,
longevi visi, anime in viaggio lungo percorsi
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Senza il Tuo Amore
sarei nel deserto
delle sabbie bruciate,
nell’abisso angoscioso
degli insetti urticanti,
vagherei nelle
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ti ho sfiorato nel mio pianto piccolo cugino,
mi hai lasciato solo rotto nella mia depressione,
ho vissuto mesi tormentati nei reparti psicologici
ho pianto la disperazione della mia solitudine,
sono uscito con la forza della mia timidezza,
nella mia
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46573 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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