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Sociale
Le 12267 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
 | Famelici lupi
ingordi di potere,
con la bava alla bocca
e gli occhi forsennati
tendono agguati
all'ignavo gregge,
pronti a consumare
il lauto pasto.
Sul tavolo sacrificale
immolati son gli agnelli,
vittime innocenti
dell'odio
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| Che strano vezzo,
femmina alla moda,
mostrare il pube raso iridescente,
per pura vanità o per diletto,
oppure per sembrare più raggiante.
Adorna di brillanti,
tu porgi scabro al tatto il tuo gioiello,
stupendo da vedere,
giammai
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 | Stretti
avvicendati
coriandoli monocromi
- corse di sola andata
limiti
di noi erranti
tagli, le fessure
tra una volto e l’altro
aprono
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| Ho assaporato il gusto di migliaia bandiere al vento
Allo stadio ancor bambino
Ero catturato da un impeto
Da un onda umana che travolgeva dentro
Gli occhi esiliavano dal campo
Rapiti da un incessante e rimbombante canto,
Canto d'amore con occhi di
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| I simpatici sono falsi, traditori
ignorano storture del mondo
non sono mai sinceri
altrimenti come potrebbero
essere
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| scarpe bucate di mille fronti perduti
i pochi di quel cielo di S. Paolo
quelli che la vita forse ma l'Italia prima
lampi di vite
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Non puoi alzar le spalle
buttando gli occhi al cielo
nascondersi didietro ad “un che ci posso fare”
Sei uomo o burattino?
come vigliacco, vuoi campare?
Così giustifichi l'assassino
che sulle tue spalle vuol mangiar
Ruba futuro ai tuoi figli
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quel tossico in piazza
che rotea gli occhi smanioso
d'incontrare il suo tamburrino
è tuo figlio
quel ragazzo solitario
che compulsa siti porno
e schifezze, anche lui
è tuo figlio
come quell'altro
che sale nell'auto
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C'era una volta
e c'è ancora
in una terra lontana
e assai strana
la terra arcana dei
dei Tontorondò.
In quella terra
comandavano quelli del no
che a ogni cosa dicevano no
Or mi chiedete
chi ci fosse prima di loro
e io vi
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Sera afosa.
Le macchine sputano ansia sull’ asfalto
specchiante di tramonto
Passo serena, indifferente.
Sto con le mie tenere angosce.
Sera afosa.
La donna quasi affoga
mentre raspa nell’ immondizia,
e dalla selezione si vede bene
che quel che
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 | Due mesi dall’inferno
l’asfalto ancora brucia
La mente lotta
per fermare quel ricordo
Luglio, di nuovo morte
prima notizia al rientro da un viaggio
La mente unisce
un unico abbraccio, un unico dramma
Non sa, non riesce, non spiega
nega,
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 | Soli,
rinchiusi
vuoti a perdere
senza consolazione
in balia dell’alienazione
giacciono inermi
in quei letti
piccoli grandi uomini
indifesi.
Abbandonati da quella stessa vita
che hanno così tanto amato,
dallo stesso seme che
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| I suoi avi presero troppo sole
cambiarono colore
ora lui nero
su scie di fatiche frustate
puzza di sudore
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 | Fin dal principio
fu la fine
quando, irriverente,
si fece scudo
di arroganti figure
pronte a saziare le leccornie
del proprio ego
sulla tavola scarna del popolo.
Nessun alibi
nessuna prescrizione
nessuna ricetta atta a sanare
potè ridare
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 | Soffiano forti
i venti di guerra,
s’ode il lamento
di donne morenti,
vecchi, bambini,
soldati, tenenti.
La guerra distrugge,
porta la morte,
nessun conflitto
ha buona sorte.
Le armi uccidono,
portano lutti,
nessuno vince,
perdiamo
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 | Occhi grandi e impauriti
hanno visto l'inimmaginabile
Scene orrende nella pellicola
hanno sporcato il tuo essere bimbo
Grandi malati con le loro sporche mani
hanno violato l'innocenza
Perso tra la folla alla ricerca di te
scavi nel tuo essere
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Giace sullo scoglio uomo afflitto
un tempo che fu un adesso che appare.
In collisione con se stesso perde la
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 | Decrepito vecchietto che vacilla
Rinuncia all’assistenza mercenaria!
Non può dar l’oro amor come di figli
Soldo non c’è che sì cotanto valga!
Potresti un giorno ecceder nel languore
E se lei non consente aver tormento.
Meglio cercar nel largo tuo
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| Sono un ostaggio nelle tue mani
inconsapevole e frangibile
mentre affondi la tua rabbia
sul mio corpo incredulo
e ne fai scempio a tuo piacimento
uccidi...
cancelli
per cancellare la tua inadeguatezza
distruggi
per soddisfare la sete di
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 | Vorrei volare nella luce
tra infuocate lingue del sole
diventerei pioggia d’amore
per questa arida terra
Ascolterei il caro estinto
perito senza compassione
sotto sguardi indiscreti
di sviscerata borghesia
Fuggirei dal mondo
rarefatto
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| Alzeranno coltri di fumo
Per i festeggiamenti
Inonderanno di scalpi
La nostra esistenza
Per una sentenza
Cadenzando il passo
A ritmo di danza.
Ammicheranno con giubilo
Coinvolgendo in un onda
Di momentaneo sollievo,
Gettando un cavo
Alla
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e le ombre, quelle ombre
che minacciose sbucano dal nulla
armadi spalancati, finestre in frantumi
mostri sotto il letto...
tutto appare tollerabile
ma non la sua distanza
lo smarrimento t'imprigiona fragile
e tu, inerme figlio della
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Siam tornati dalle ferie
con un senso di stanchezza ...,
con le facce tutte serie
ed un’ombra di
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Un telo
non bianco
uno nero
copre lentamente la dignità umana
incurante
strafottente.
Nero
nero per evitar che
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Presagi repentini di ore oscure
a revocare equilibri e accordi
che egemonie insidiose rendono vani.
Hanno chiuso l'occhi speranze fattesi mute,
segnano voli in tempestoso vento
fra rami d'ombra.
Fa da controcanto il respiro degli oppressi
che
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In questi assolati meriggi d'estate
mi pesa il tuo silenzio
stordito di cicale.
E affanno in questa inedia
di un tempo
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Il vecchio cameriere
sovverte la matematica
prestigia spartizioni di mance
avaro come Giuda
magnaccia di sorrisi
ognuno
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 | Ho ascoltato di cenci
dietro carni ancora crude
Ho ascoltato di loro
scivolando nei profondi
Dove
placide le lagune
da considerazioni vacue
e disumane alterazioni
E ho ascoltato.
Ho ascoltato dove
Non v'è il vero Peccato
ma
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| EnzoL |
01/09/2013 19:35 | 1898 |
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| Arcobaleno
ponte di sogni
o sella del diavolo
su porro maligno
Miraggi d’incanti
a poeti
ognuno Caronte
ad
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| Bagliori di dolore
sulle ali delle aquile,
nelle cime arroventate dalle fiamme
il respiro dell'acqua è fatto scuro.
Nei salti di un vento impietoso
il malessere di mani assassine
porta via frammenti di vita
fra le urla di foreste
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12267 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5221 al n° 5250.
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