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♦ Mario Bugli | |
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Luglio 2026 |
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Le 38017 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Se pensassi
a quel volto di donna
mentre esalta la sua vanità
ad ogni gesto di vita.
Se pensassi
al suo fascino subdolo
accarezzare orizzonti del nulla...
Cancellerei allora
virtuali mondi ovattati
da falsi profili,
ove oscure vele
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Riflessi
in faccia alla luna,
profumo di rami
evapora
e ritorna in gocce.
Come la tua mano
con una
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Starai pensando alle mie ali di cera
sempre più sottili in questo calore
ricordo dell'estate che muore
e di un inverno che ancora esita
Sarai più bella nella tua prigione
di vetro, a considerare le rovine
e le stelle ferme di questa
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 | Mi raccontavi di tuo padre
e di come fosse prigioniero
dei suoi ricordi dimenticati.
Vecchio genitore di sangue tuo
non ho goccia nelle vene,
padre mio di certo non sei
ma la mente ti accolse
come saggio nella vita mia.
Di te mi raccontavano
e
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 | Lento il tempo
scorre nei pensieri
avvolta ad ombra, la mente
ripercorre i giorni nei sogni,
volge lo sguardo, perso,
vede la luce del cuore, vivere
là dove osi sperare, poi muore.
Si perde
nell'intimo pensiero
dei tuoi occhi, il
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| Luci di festa alquanto sgamata,
odore pungente di soldi sprecati,
gole brucianti corrose dall'alcool,
labbra violente dal desiderio.
La musica incalza questo via vai
di corpi attaccati senza un domani;
occhi negli occhi e aumenta la
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| Ascolta la bestemmia, onnipotente,
l'imprecazione, l'ira e la paura
di questa notte del pensiero, scura,
che sta al dolore umano indifferente.
Non osi il sole tingere carezze
su quest' avida stirpe subumana
che fa deserti, morti, e si
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Dentro la luna
l’espatrio del giorno muore,
nero argento: riposa il mare.
Scivolando nel vento
distendo, sulle rocce nere
un’onda di stelle.
Come navi
che suonano la partenza
i ricordi si consumano di nostalgia.
Si corica il silenzio qui
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Ho accumulato troppi spazi
tra me ed i ricordi, tutti
fatti di niente e di vuoti a perdere
come lattine consumate in birreria.
Questi anni hanno guardato dentro
scoprendo gocce tuffarsi nell'immenso...
io ne ho guardato le spalle
curve sotto il
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Osservo.
Mi fissano con occhi muti,
che di sogni acerbi
già ricolma la sorte.
E già sui loro volti assenti
il dolore ha inciso
il suo aspro solco.
Non hanno nomi,
solo la memoria
che alla mia memoria affidano.
Non hanno
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S’ode, d’acqua un grido
stridio organico d’albe, amare
ma dove va, il sole,
aldilà del tramonto?
E sporgo la mia mano, in un incerto gesto
ad afferrare, ogni pensiero, ogni incesto
ogni divina commedia recitata male
Qui nessuno soffre, oltre
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 | Un sogno resta un sogno
anche se la notte oppone
ombre alle stelle
quando rotolando, un ostacolo
frena la sua discesa.
Non possono le mani
ricucire i lembi
d’un’anima ferita
ma quella incrinatura
nella sfera che inframmenta
la luce non
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| Veemente in ciel si libra
sinuosa e maestosa
su l’ali invitte e anguste
del suo pensier vetusto
e care e molli tempra
incerta le sue cure
al dipanar del tempo
e al divenir fecondo
del nostro amabil mondo
Il dir che l’alma sonda
e d’essa è
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Quella strada che dall’oscuro bosco
porta giù al cristallino mare,
curva e ricurva t’offre
vision pura sul cammino d'affrontare.
Strada di viandanti senza meta alcuna
o preziose figure dall’amor fatale,
scossa e percossa porge
mille alti
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Indisponente alterigia
accresce l'invidia
smisurata.
Esordisce come
sguaiata risata
sulla bocca linguacciuta
di chi parla a vanvera,
enumera
con spropositati elogi
qualità insuperate
d'incomparabil pregio,
al suo pari
non teme
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Annullando le distanze
e, progredendo verso la meta
ignorando il confine
avendo ben chiaro
il fine
e con ragion veduta disconoscendo
il vociare impertinente
di chi con fatica
a malapena comprende
che il violare non è reato;
è solo
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se attraversando il grigio
scorgessi
colore agli angoli
ne ruberei una goccia
lasciandola cadere
nel cielo traccerei una linea
per ritornarci all'alba
e lungo l'orizzonte
saltellerei cantando
ma nella notte
resterei in silenzio
a
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L'ultima ora
scoccò l'orologio
forse un trucco
o un sortilegio
ma quando il tempo
sembrava ribelle
io pregustavo
patate novelle
era negli occhi
un gusto un po' antico
guardavi nel mondo
che ti aveva ignorato
una piccola luce
poteva
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Pioggia d'oro e di sole sul silenzio,
nell'aria ferma dello studio canta
il tremulo fruscio sopra la pianta
che spia dalla finestra il mio deguello.
E il sangue si raggruma e si scolora
dentro l’afa non sento una parola,
un respiro, anche
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Candida è la notte
tra peccatori d'ogni risma e gioco,
è tra le luci
ocra dei lampioni
che ci illudiamo d'esser bimbi buoni
mentre giochiamo, ancora, con il fuoco.
Sporcandoci d'inchiostro e nera terra
si gioca all'amore,
si
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 | Stamani rumoreggi,
la risacca ritma nella mente
e nel cuore tanta malinconia.
Nostalgia di te mi rattrista
cerco l’amato, l’odiato silenzio,
faccio memoria di vita con te.
Nel temprato, tenace cuore,
come marchio di fuoco
la tua cara
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| Un dì era un sogno che fuggiva inquieto,
e ora l’autunno viene;
e tu, oh cuore, lo senti? È l’irrequieto
sospìr del vento. Oh pene
dei vani istanti del sognàr perduto!
E una foglia ingiallisce. E
può che
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Tanti demoni quante stelle,
tutto l'orrore nel peso di quel cielo
Una notte, a coprire le case di paglia
per lasciare al silenzio le nostre vite.
Si balla nudi stanotte, e soli
mai, la follia ebbe abbraccio più dolce
ci si sente fanciulli,
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Grazioso apparve quel fine gesto
sugli oggetti cari inebriati di vita,
presenza persa e irreali cunicoli
senza sorrisi ma intorpiditi affanni.
A nulla valsero gli astratti ricordi
a quietar l'anima tua solinga,
scese concreto il desiderio
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| Pagu |
26/08/2015 09:41 | 1915 |
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Sulla strada che va diretta a Bosa
corre il paesaggio
che accende la memoria.
Si apron le montagne
da tempo devastate
e oltre quel sipario
si presenta il mare
col suo brillio che strega.
Altero svetta
sulla rocca opposta
quel castello
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 | Quella povertà si
era trasformata in schiavitù,
forse la fede in Lui non c’era più?
In quel cuor leggero, scorrevano
tristi fatti, la sua anima; non gioiva
sempre e non si allontanava
dai corrotti.
Lottava la
povertà
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| Una tiepida frangia bionda
scarabocchia il tuo viso
sbeffeggiando
quel tuo sorriso imbronciato.
Quando mi guardi
con la fierezza dei tuoi pochi anni
si insinua
un tiepido velo
sul mio cuore straniero.
Mi scivoli fra le dita
come il sole di
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 | M’è caduta addosso l’estate
e seppur s’è spenta la canicola
sento il fuoco stirare la mia pelle
tra lampi e nubi
senza far rumore
quella vela solitaria
s’è ritrovata nel suo mare
giochi di sguardi
nelle cenere d’un cielo
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Odo nel silenzio,
cinguettio al di là del cespuglio,
scivola mano sul candido giglio,
volano farfalle dalle verdi foglie,
al muggir di mucca,
sdraiata sulla gialla zucca.
Bianchi semi cadono a terra,
germogliano piante lungi dalla
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 | So che non mi parli
e per quanto io mi sbracci
forse non mi vedi,
resto un frammento,
il nonnulla d'uno schizzo
dentro il mare dell'eterno.
Sei il rabbercio
d'una vita un po' sbeccata
che trascino lungo i passi
d'un'estate nata a caso,
ma
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Sorridevi
sui vetri opachi affacciati alle spalle dei giardini
e rubavi il fiato alle nuvole
nel breve viaggio, creazione nuova
di una terra senza schiamazzi.
Accenno d’azzurro unito al tempo,
sopravvissuto sul fondo degli abissi
e giù giù:
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38017 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11161 al n° 11190.
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