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Le 38006 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Ti attendo sulla riva di un fiume,
come una nave attende di attraccare al molo,
dove una luce espande il suo riflesso
e una voce sussurra il suo pensiero.
Nel passato ti ricordo, nel presente ti incontro
e di profumi il futuro mi inebri.
Plachi
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A che serve che canti se una mano
non si tende per darmi il benvenuto,
a che serve se questo mio saluto
non lo sente nessuno, e canto invano?
Eppure avverto tra le dita un piano
che risveglia le note nel silenzio,
e la magia di un flauto, dolce
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Come scolio medievale, marginalia
il racchiudermi su note sorprendenti:
non pagina bianca, Mallarmé, né sfocato
codice miniato o sunti ma contorni
aggiunti tra respiro e segni
ed il mio Io che cifra ai lati
dei suoi lemmi che non
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Lia |
05/10/2016 21:16 | 1729 |
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Oggi è un limpido cielo dell'ottobre
come piaceva a te, ben lo ricordo,
lo gustavi nell'anima contenta
di quell'intensa luce cristallina.
Lassù verso la Futa, l'orizzonte
è d'un azzurro chiaro e sa di quiete,
superba la
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Dietro ad ogni cosa trovo una vita
che a ritroso nel silenzio ripercorro,
la respiro nella troppa sua bellezza
come pagina d'un libro malridotto.
Non trovo spazio nemmeno per un punto
non c'è posto se non per un respiro
le lettere si
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 | Arrampicati in cima ai grattacieli
compassate e civettuoli
si sono conquistati,
tra spigolati spazi,
ambite posizioni.
Prigionieri di ancestrali
e nostalgiche matrici
producono e consumano,
accesi di passione,
prodotti fatati
in scatole di
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Le parole...
Tsunami di chiusure,
fonte di aperture,
marea di tormenti,
fiume d'argomenti.
Le parole...
stille di morte,
Soffio di vita,
Veleno per la gente,
Cibo per il poeta.
Le parole...
Strilli senza senso,
Unione
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In un artificio duraturo di nove mesi di frangente,
di nero scuro fosti mal naturalmente tinto.
Ove inizialmente nascituro nell'albume bianco
di quando sei nato, all'interno della pancia rossastra di tua madre;
si mutò essa in beige, poi
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 | Ad ogni alba
la nostra certezza traballa
carica gli occhi
d’ombre e di silenzi.
Ad ogni tramonto
l’amore è da
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| Jibi |
04/10/2016 15:49| 1356 |
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| Occhi tondi
di gesso,
di esangue assenza,
sguardi di sprezzante atavismo
a un dipresso, ortostatiche salme di legno
nemiche del cuore del sole
di un mortale cinismo robusto
con rughe di sdegno
e disgusto
nelle parole;
hanno il gelo acuto e
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| Salgono dal mare sinfonie uniche:
malinconici violini
e tamburi irriguardosi
dal ritmato sound ...
la brezza è lieve
ma lo spazio
in breve zeppo.
Fantasmi buoni
s'appropriano di me
liberando sogni
che la mente anela
e il corpo
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 | Evaporano gli anni di noi tutti
formando nel cielo panna di vissuti.
Il cielo terso dell’infanzia col tempo
macchiato viene dalle impronte dei percorsi delle suole.
Pallide e poche gioiose umane storie come nuvole macchiate di bianco
si raggruppano
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 | Misero e smorto è dire pane al pane:
buia la notte, ma dirò ch’è nera,
ché a me, come al “Postino” fu insegnato
tragitto a ingarbugliar, verso la meta.
Ed or canuto ormai, da tempo immane
siffatte astuzie assimilar
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 | Eri come di nebbia
o forse coriandoli,
chi lo sa!
Era come se nel tuo tutto
il vuoto progettasse
la sua venuta.
Ma ora che sei qui
già non sei più, e chi sa,
chi lo sa che sarà –
e dov'eri fino a un momento fa?
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 | In un mare cobalto
consumate abitudini
mordono il cuore.
La morte sfiora alitando
schiavitù di libertà,
nulla sarà risparmiato.
Comincia a brillare
una lacrima che fruga
nei deserti salati...
Ad ogni imbrunire
di un
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 | Illustre Francesco, d’amor e luce brilla
d’ epoca medioevale, vissi il tuo nutrir,
è Cristo l’ardor, nel cuor sfavilla
pensieri umili coltivi, è fonte d’istruir,
Piccolo fraticello, bramo commemorar,
tu giovane beato, d’umiltà
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Determinare la vita che si sposta con gli occhi
cosicché il tempo scivola, clessidra di argomenti
quasi da svolgere a pelle, fieri e inutili retaggi di passato,
quello che ero, quello che sono e che sarò...
Eccomi, davanti alle mie
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Porterò le mie poesie per la strada
senza rima e senza impegno.
Non guarderò al passato vestendolo di malinconia,
con gli occhi aperti sognerò solo il futuro.
Canterò le mie poesie tra la gente
anche se non sono stato
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Coltivava un cristallo, sotto la pelle
fragile, come il tempo che trovava.
L'inquietudine divina,
non stava al
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Potessi tu trovarmi lì dove mi nascondo...
Vorrei buttar per aria ogni disquisizione,
ogni pensamento e tutte le paure.
Vorrei fare capolino da dietro il fronte,
un attimo, dare il petto per un dardo,
mostrare il tremore e
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 | Batte insistente sul selciato
la pioggia che tutto ha inondato,
sta l'animo di vedetta e pensa
a quest'autunno che bussa alla porta.
Musica insistente nella notte buia
ritmo cadenzato che non perde battuta,
e lo splash di ruote sul
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| ignoro il senso del buio
che attraversa l'animo
lasciando fori incompleti
che sia l'arroganza
del giorno che s'increspa
in un sorriso a denti stretti
oppure la certezza dell'istinto
che plana senza indugio
su pensieri
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| Tanta è la distanza tra aulico poetare
e un più modesto verseggiare!
Lapalissiana è l'evidenza...
Ma s'insegue a volte prestigio e vanto,
quando, a sublimare narcisismo,
si tesson lodi stereotipate in formato
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| Ritorni indefinita
figura smagrita
dal volto conturbato.
Avvolta nello scialle di lana
più non senti freddo.
La miseria del poco cibo sul tavolo
non può soddisfare
la fatica in miniera.
Troppi figli da accudire
il pianto da
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| E poi, e poi ci sei tu
tu che rimani il sogno mio più bello
cui spesso confido, quando attorno
tutto m’appare come frutto di un torbido tranello
e a niente trovo risposta
se non nel loro odio, verso quelli come me.
Non so cosa si voglia dimostrare
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 | In un mondo a parte,
una cerniera di neve
ha siglato fine nei denti.
La regola e la vita
nell'abbozzo dei versi,
rami congelati e foglie ricoperte
rintracciabili nei calendari tremolanti di una rosa.
Che fatica filare il presente raggelato
su
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| Un adagio per il meriggio informe,
una corsa dei fiati e dei violini
per declivi e per colli, in cristallini
sprazzi di solitudine che dorme.
Un adagio continuo, e la malia
dell'autunno che pigola alla porta
di un'estate ormai giunta
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 | Bastava un attimo di raccoglimento
e il forziere si apriva,
era semplice poi,
mettere le mani nell’oro,
vestirsi di profondo e scendere le scale dell’incontro.
Si sa, col tempo tutto cambia,
si trasforma, muta, si diventa altro, e altro
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 | Oggi mi sembra di morire
perché il giorno ha un volto vulcanico,
perché la lingua del mondo è aspra,
perché tutte le frasi che ho scritto
non mi hanno sorretto in piedi le voci.
Ma sul punto di non sentirmi più
mi
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Puoi separare l'acqua del fiume,
quando incontra il mare e diventa
una con esso?
Come possono, legarsi
le radici della terra,
se non nel silenzio della notte,
quando tutto tace e nasce
la rugiada del mattino?
Invisibile è
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 | Quanti nomi appioppati da illustri
letterati, da scienziati e naturisti,
tutti quanti a disquisir sulla sua utilità.
Ma non sanno che i lombrichi,
fin dall'antichità donano alla terra
humus, vita e fertilità.
Già
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38006 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8431 al n° 8460.
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