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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8056 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Quante Sakineh lapidate...
Colpevoli
del loro pensare,
schiacciate,
legate...
trasformate
in merce di scambio,
partoriscono uomini
che non sanno amare.
Sarai Eva in eterno,
Adamo il tentato,
convinto di essere un uomo,
dopo che ti ha
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 | Alice aveva appena tredici anni
due occhi grandi scuri come more
fu breve il viaggio - non fiutò gli inganni -
aprì i suoi petali a mendaci aurore.
Con innocenza ambiva ad alti scranni
s'era già iscritta al primo
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| Tamburella tamburella
nei verdi prati delle stagioni
l'eterno suo cammino
quieto sonnecchia beato
armonioso rombo di tempesta
soffia via la paura del viandante
penetranti gli occhi tuoi
di vertigini di pianto
non ricorda più la
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| come rondine torna
la conta: canute or sono, ali
varcano crocicchi -
nella nebbia
un cancello,
per mano di - affila la punta
conoscendo mola, il gelo del pioppo
- e della segatura il tornio;
ditemi voi, ora
quale sufficienza al ceppo
che
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| Allineati come soldatini
questi miei giorni.
Piccole quaglie
riempiono lo stomaco della lince.
Nella capanna
il guardiaboschi
cucina per me:
polenta e crostata di mirtilli.
Una pacca sulla spalla
è sufficiente per l'arrivederci...
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| S'illumina di bianco la notte,
va a spegnersi il silenzio
e par che il mondo rigiri.
Le città assenti, tornano
fumando i lor fumi, sbuffando nebbie.
I passi rituonano, i ferri borbottano,
le voci si fan libere e volan dai muti
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 | Altre persone innocue,
cigni argentati,
foglie s’un albero in autunno,
giungono a Dio per dolo della nostra destra.
Arma di giudizio è l’uomo!
Mai un lupo del branco,
Ucciderebbe un altro suo fratello.
Quante secche foglie sulle piante
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 | Uomo, sei uno fra tanti
antico meditatore
assorto fra valutazioni spazio temporali
raccoglitore di esperienze da portare
nel magazzino celestiale.
Coi denti serrati
i troppi mazzi di chiavi
osservi col passare degli anni
i lievi mutamenti del
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Siamo serviti
come concime
per ingrassare le putride
pozzanghere.
Siamo serviti
come sapone
per pulire i loro maleodoranti
piedi e per impedire che il
fetore si impossessasse del
fresco cibo a noi destinato.
Siamo serviti
come carne
da
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 | Una barriera di filo spinato
segna il confine tra la vita e la morte
milioni di uomini
sottoposti ad atroce supplizio
accomuna la stessa sorte.
Un solo viaggio,
una sola destinazione
riconduce alle porte di Auschwitz,
imprigiona nel braccio della
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Orizzonti sfocati
Posati sul cuore
Sfumati nel coro
d’Angeli Bianchi
Senza parole
Senza più sogni
Solo l'Impossibile Ritorno
Uniti nella pelle
Nel respiro
Nei battiti del cuore
Al di là dello sguardo
All'Infinito
La
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 | E’ un vento gelido
che soffia dolore
a risvegliare le coscienze
anno dopo anno.
Per non SCORDARE
quel viver spettrale
quei corpi svuotati
tremanti
come fili d’erba
violentati nell’anima
nella dignità.
Ventisette gennaio...
Si aprirono i
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| Tra solchi di fango
vento e fuochi di guerra,
l'innocente
spinge la carriola colma di lacrime.
Nel dolore
dal mondo occultato e silenziato,
la piccola anima, urla.
Illuminato dal sole,
accarezzato solo dalla neve,
il bimbo prega... il suo
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| Mi prende quel guardare occhi muti di persone
dentro vagoni sudati
in foto ingiallite di un tempo dove il cielo non ha avuto colori
ed il sole ha dimenticato, dietro nuvole di cenere,
parole e silenzi
ingoiati.
Neve su altra neve
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| Nomi e cognomi no, solo numeri
e a sei punte stelle,
per braccia senza tendini a tenerle
scavate membra,
che aspettano tossica aria
che venga a finirle.
Era solo ieri
fumo di camini acre e denso
acceso nel freddo intenso
dagli uomini
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Nel dorato seno di mia madre
giunsi custodito ad Auschwitz.
Lì criptato, vidi i giorni più amari
e lo strazio sconfinato
della tragedia estrema
consumata autentica ad Auschwitz.
Lì fu lo sterminio assoluto
di ogni
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Vagano i pensieri
all'inseguire, per capire
il tuo astruso dire,
ma alcun fondamento
accorda ancor
accorato turbamento.
Crudele il tuo negare,
vorresti così l'olocausto
nell'oblio far precipitare,
ebrei sterminati ancor freddare,
per
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Ascolto il dolore muoversi
percorro uragani di ciò che è stato
triste il ricordo di quei giorni
quando adulti e bambini senza motivo
sono stati tolti
in maniera tremenda alla vita
raccapricciante scenario
agli occhi del mondo
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Passi
che saranno gli ultimi,
parole
sussurrate senza vita
sguardi
al fil di fumo,
volo di morte.
Il ferro spinato è barriera
a ciò che è umano
e l'orrore
è pane quotidiano.
Fin quando ci saranno recinti,
la
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| Mavec |
27/01/2014 11:39| 639 |
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 | Ho asciugato l'unica lacrima:
quella che ha trovato il tempo
di soffermarsi un momento a pensare,
grazie alla forza di una canzone.
Tra miliardi di voci e parole,
è difficile trovare
qualcosa che possa passare
in mezzo ai cliché
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| ruggiscono i cingolati s'aprono i cancelli
sulla neve le impronte del peccato
l'uomo nudo - l'uomo armato
nell'aria la crudeltà del passato
ossa di dolore suono ovattato
grida mute dei sopravvissuti
resti di questa umanità
senza
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Passeranno i giorni
senza mai dimenticare
e le parole
non potranno lenire il dolore.
La storia riempie il tempo
e gli uomini ne fanno parte,
oltre la cenere
e la memoria,
al di là della conoscenza,
nel disprezzo
e nell’amore per se
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Piccoli atti fermi
indossano una pioggia sporca
senza scuse di un domino innescato
nel fondo radioattivo, dell’ora in ora
lupi eretti in tane senza terra
negli agguati di fili spinati arrugginiti
con gli artigli insanguinati
un gioco alto
uno
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 | Scivolano all'alba
i teneri orizzonti
di occhi increduli
al fiato mattino.
Il declino
spezza il verso
alla natura, in miasma
d'orrida sorte
s'alza il grido innocente
Il rossore piega le ali
all'umanità ...
Nel sibilo del
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| Ingannata la mente
la ragione sbagliò direzione
consumando il valore della vita
tra i muri e la prigione di filo spinato.
Il vento levò i lamenti
portandoli lontano dal cuore
e il tempo rubò l'amaro
alla disarmonia del
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| Cancelli chiusi...
anime dolenti
fili spinati a cingere la vita
cani randagi a schiamazzar la notte
Vecchie rotaie che portano all'oblio.
Camini accesi...
e fumi d'odio ad imbrattare l'aria
braccia ormai arrese ad aspettar la fine
fiori
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E parlavo al buio
Con le mie ferite
Parlavo dei miei amori
-la notte -
strusciando lamentose carezze
sulle ginocchia livide
e tu tornavi
angelo del peccato
brandendo la spada
possedendo ciò che restava
del mio esistere senza giorni
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Oltre la soglia del male non ci si può
voltare, spogliati della stessa pelle, il
freddo gelido della morte inizia a far
compagnia, con garbo ed ironia.
Fili spinati che graffiano l’anima che
tolgono libertà, dignità, uomini
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 | Briciole,
avanzi di vita
elemosinati nel tempo,
pane duro per i denti
non basta a saziare
la fame di sogni traditi
e progetti a lungo meditati
spazzati via
dal vento turbolento del cambiamento
che agita e scuote l'animo
invertendo la
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Rapace di strada,
di ogni sguardo lanciato com'un dardo sibillino,
di ogni occhio rosso di frenata ch'arrossisce, pudico,
dinanzi a te.
Sovrana di granelli di tempo, confusi tra setacci d'oro,
di silenzi sconosciuti, sordi a parole d'amore,
di
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Inutile!
ti sarai sentito dire.
Va Via!
avrai sentito urlare.
Come rifiuto!
ti hanno trattato.
Cattivo esempio!
continuano ad urlare.
Male!
ti senti nel tuo mondo.
Solo!
sei rimasto a combattere.
Contro tutti!
e non solo con te stesso.
Con
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8056 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3181 al n° 3210.
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