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Le 8062 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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 | Non colpire,
ogni gesto,
ogni insulto
è una vergogna
nelle tue mani.
Sei nato dal mio ventre
e per questo tu rimani
un bambino troppo cresciuto,
che gioca una guerra
persa.
Io genitrice
costretta
in un Burqa,
un Chador
a vivere
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 | La porta della gioia chiusa,
con la serratura del dovere,
nel silenzio dell'impegno,
sogni la libertà personale .
Vorresti uscirne fuori
ma la chiave si è persa,
la serratura si è arrugginita,
il sogno - lubrificante
non
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| Desire |
24/08/2010 20:55 | 1920 |
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Arduo è dare al mondo, il diritto, di schedarti
se da una parte è dubbia, dall'inizio, la tua strada
non biasimatemi troppo, se di regole, lei degrada.
Facile è dare a un uomo
Un cartellino, molto scuro
Mentre parlandogli a
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 | Nubi lattiginose
rivestite d'uggia
s'addossano al vuoto
affogando
tramonti liquidi
in una boccia per pesci.
Dove va a morire
la libertà.
La mano
spolvera i vetri
d'un'altra matrioska:
un riccio
stordito dal sonno
si muove
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 | Se il vuoto fosse il niente
qui
lo tengo in pugno
deciderò di non morire
giorno per giorno
in fumo
nè di voler vivere in eterno
evaporando
allucinazioni nelle vene
fatto il pieno
scomparirò
nel ghiaccio d'uno sguardo
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Viaggiano veloci
ricordi lontani
speranze perdute
negli occhi
di un bambino,
poggiato
su un duro letto
di macerie.
I suoi sono
occhi grandi,
grandi come il mondo,
come quel mondo
che casca
ad ogni girotondo.
Quanto tempo
è
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Impavido cuore,
mai chinata fronte
alla legge dell'oltranza
apparve riverente!
Forte nel coraggio,
l'intima integrità
difese con ardore,
giacché l'omaggio al tiranno
mai gli fu in onore.
Consiglio e fortezza
gli
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Tuonano confuse, nell'orlo del coraggio
Parole, versi, lettere, disperse nel paesaggio
Proiettili stipati da tanta, troppa sabbia
In ferree anticamere, di verde e grigia nebbia.
Obbedendo a meri gesti, aforismi di maestri
Aspettando l'illusione
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Che cos'è una corrida?
Un crimine,
una buffonata;
ai tempi dei romani,
si sbranavano le persone
pollice in alto
o pollice in basso.
Arroganza e presunzione,
omicidio
mascherato da tradizione;
Grande il toro
che è uscito
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 | Sbarchi di uomini e donne
sbarchi di vita
alla ricerca del Sole
rubato là
nel paese degli avi
da altri uomini
da altre donne
da altri destini.
Barche di uomini e donne
nell'acqua sconosciuta
di sapore amaro
a chi non sa nuotare
a
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| maneggi di persone
renderle coglioni
campi in aria vischiose acque
carica di armi e barili
salpò
intrecciosi giorni
fini delitti
scortarono le acque
il sedicente conte
e il segreto
tutto organizzarono
all'attracco
alle dimenticate
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| un uomo stremato
sull'ultimo lembo
dell'arida terra
acqua a tratti sete immensa
nei cristalli
l'ennesima strategia
il vecchietto dona
le sue ultime forze
pensoso del perenne patire
frana immersa dall'uragano
sogna l'ultima
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| Presso la via sì adombrata dai fori
che sozzi di sangue cadenti stanno
siccome putano de' desti odori
di quel trangugiato vino ch'è danno,
tra uno stuolo di patrizi sgozzati
e di puerili vergini spogliate
ecco marciare i vandali
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 | Roghi tra fogli di carta bagnati una volta cellulosa
mentre le foglie morte dai cerulei colori oramai sbiadite
ricalcano in vero il suolo fra il sottobosco spinoso
per una stagione infruttuosa arsa dal gelo incessante
che ha reso desolati i clivi
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Solida architettura
impressa
nel baluginante spiraglio
manifesta
eccelso dialogo
a manlevar
debilitante malessere
Morbido
elargisce sorriso
delineando
un'abile
intima capacità
nel celar detrimento
intorno a grave
crudele responso
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Sgozzarono alle pupille nere
il cuore
Tagliarono al saggio
il canuto pianto
Marciammo come deportati
Bambini senza ricordi
Le amnesie hanno affusolate braccia
Rettili da tentacoli suadenti
I ratti rosicchiavano le corde
I cani
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 | Strisce bianche,
su cui cadere,
naufragi d'esistenze,
fragili.
Sogni immensi,
guidati da ali di cartone,
deboli luci,
di violenza e sesso,
nelle vene.
Fitte nebbie,
in cui annullare,
le incertezze,
del destino;
eroi infiammabili,
trafitti
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 | Quella ragazza al semaforo
è la stessa bambina
di dieci anni fa
Quella cui regalai
una rosetta e un'arancia
resti di mensa aziendale
Ma lei sorprendendomi
invece mi chiese denaro
intuii che non era per sé
ma per i suoi
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| Nel regime franchista declinante,
mostrava Irun di essere la porta
di un Paese non troppo entusiasmante,
in cui la vita non è disinvolta.
Noi giovani Italiani fummo accolti,
dal cameriere smilzo nel locale,
come si entra nel regno dei
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Studio e sacrifici durati tanti anni
il futuro è cupo il lavoro non si trova
dopo dubbi promesse e tanti affanni
hai deciso di venderti in un’alcova
un bel ragazzo ha successo con le donne
ti offri e per le tue gran prestazioni
son disposte ad
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 | È scoppiata una guerra
Calda, che sterminò il mondo
uccise l'uomo, stipato nelle trincee
delle città con funghi rosso sangue.
Fredda, che spaccò il mondo
imprigionò l'uomo con grandi mura
e con possenti
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| Van via i lavoratori
in luce d'alba
già pronti di spirito
s'avventano sul sudato lavoro
Pei campi, in officine
in mesti uffici
come industriose api
son lì, sull'attenti
s'inchinano al lavoro
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Faccio il biscazziere al bar
e bevo solo del vino,
ma non offro mai da bere
neppure al vicino.
Segno i punti al biliardo
per pochi denari,
mi sento meschino
e non faccio regali.
Son sempre solo per strada,
non mi ama nessuno,
solo il giorno
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 | Chi ha detto l'uomo è più perfetto della donna?
Chi ha detto che la donna è più perfetta dell'uomo?
Due mondi differenti
che s'azzannano dall'inizio dei tempi,
per ignoranza,
per voglia di
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| accovacciati
cosi ben fatti
distinti
dai sorrisi magri
e visi strapazzati
pallidi eterei
da sembrare
una bianca
vela bucata
così ondeggianti
sullo sbiadito ciglio
funamboli
anche oggi
nel mantenere
la riga
tenendo stretta
la poca
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C'è una strana visione
un cerchio gira e cambia colore...
ora è trasparente,
adesso è bianco e ruota
in un vortice di stelle viola
una bolla luminosa stà in centro
anch'essa cambia colore
crea una tempesta di fulmini
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 | Apologeti del bene e del male,
sfingi dallo sguardo vitreo
prodigate e tesser menzogne.
Servi di poteri occulti
che dilaniano desiderati discernimenti,
verità centellinate
spalmate su bricioli di ipocrisia.
Che pena!
Coscienze come ceri
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 | Terra con un passato di miseria
ed un futuro incerto.
Famiglia e parentato
cellula di un'antica società.
Gente sorridente e solidale
Abruzzesi puri e chiusi,
paradigma della famiglia
una tavola imbandita.
Abruzzesi odiosi e
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| Anoressica madre dei piaceri,
che in pillole elargisci godimenti,
le tue mammelle più non hanno latte,
o è latte di sapore molto amaro.
Provar piacere è un fatto alquanto raro,
e le mammelle tue restano intatte,
ben magre in verità: di
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Taci,
chiudi quella porta
non mi rado
vado bene così,
camicia slacciata
pantaloni strappati
non puntare
i tuoi occhi nei miei
son aghi nella mente
fai male,
lasciami stare
Voglio, voglio
solo questo
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8062 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6541 al n° 6570.
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