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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’592Autori attivi: 7’447
Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 73551 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Aria assolata, tenero vento,
tutt’intorno fiorir di bianco e rosa,
altra giornata di guerra lontana.
Traffico deserto, siam ricchi di cannoni.
All’orizzonte della mia città
solitaria ciminiera nera minaccia
di oscurare per sempre il mio cielo.
Un
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Metti la tua corona di spine
le rose non soffriranno
la mancanza d’amore
e appassiranno solo
quando i petali sentiranno
il calore del tuo corpo
sfumare come un tramonto
fra le nuvole della sera.
Indossa il lembo stracciato
del tuo sudario
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Striature di policrome luci
tra setosi cirri di nubi azzurrine,
rosate e grigioline,
l’arancio dolcemente s’induce
tra i raggi del sole brillante.
Magico tramonto d’intrecci
di variopinte fasce avvincenti,
mentre il maestoso astro ardente
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La mente e la malattia
sono in stretto contatto
non importa quale sia
ma da lei son soprafatto
Mi lascio condizionare
dal terrore dei farmaci
che fanno spesso peggiorare
con effetti demoniaci!
Se poi chiediamo ai dottori
ti dicono che son
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‘A vorpa ca sapimmo è trafechina
venette a museca’ int’ ‘a matina
pe’ na campagna e comme s’accurgette
‘e na pigna ‘e uva cchiù durcetta
fu pigliata d’ ‘a voglia ‘e s’ ‘a magna’
e zumpettianno cercava ‘e l’arraffa’.
Ma chella steve ‘ncielo
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D’augelli in festa
sento già il verso
al cantare mattutino
d’un giorno che s’apre
Se in torpore ancor mi trovo,
mi sfrega in viso
un vento sopraffino
Poi le nubi
in cielo fuggono
all’avvento del Sol d’Apollo,
che col carro traina
Più
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Se tutto avesse fine
non stasera lo vorrei
se questa sera avesse fine
resterò a guardarti
appoggiato sul davanzale
della mia finestra socchiusa
e t’ammirerei in alto, nel sole
intenta a tuffarti verso l’ignoto
in un salto ch’è l’apoteosi
nel
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Se ricordassi
ogni momento
che la vita è vetro sottile
tra le mani distratte del vento
camminerei piano
come su un lago d’inverno
che trattiene il respiro sotto i passi.
Ogni parola sarebbe acqua
versata in coppe di argilla
non sassi
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Sii acceso nella nuvola delle stelle
vivi la leggera rugiada del mattino delle speranze.
Vola il bianco gabbiano sulla cima sottile dell’onda
risuona il violino dell’anima del poeta.
Disarmate le bombe con le radici dell’amore.
tremito di un vento
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Nel crepuscolo danzano ombre di seta,
fili d’oro intrecciati a sospiri d’ambra,
dove il tempo si scioglie in un fiume di brezza,
e l’anima vaga su ali di zaffiro.
Le stelle sussurrano antiche leggende,
perle di luce in un cielo di velluto,
eco di
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Cae la tarde,
el sol roza el horizonte.
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"Du Fu" suspira,
despidiendo la promesa del día.
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A lo lejos,
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Ora che sei andata
non sento nulla
non il dolore sulla pelle
né il vento che soffia
parole d’amore incomprese
e incise nel buio
di sere già passate
a domandare perdono
per colpe mai vissute.
Ora che non sei più
nel mio cielo
solo il
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 | Forse è perché i fiori
si spengono
come candele
fragili
e il vento li porta via
prima che il cielo
li ricordi
Forse è perché il mio cuore
è una lanterna
incrinata
che trema tra ombre
e luci
troppo lontane
Chiedo alle notti
di
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La rossa fiamma
furtiva dalla cavità tra le rocce
si sporge
e cauta nella copiosa neve s’inoltra,
nei raggi solari abbaglianti
diventa fuoco brillante.
È la rossa volpe delle nevi,
nell’incantevole contrasto
con lo splendore delle falde
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Passa l’acqua sotto i ponti
così come il vento sulle fronde
e la luce oltre l’orizzonte
tutto confonde
facendo da contraltare
fra la sera e il mattino.
Scorre il tempo e passa
a me vicino,
ma or che tempo persi
torno da te
che mi sei anima e
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Gentil soffio al cuor conduce
e gentilmente parla e tace,
audace a bisbigliar al vento,
parol loquaci ad intenerir vita,
oranti muse, divine ed eccelse
dal ciel a pianger e sorridere.
Muse d’amor e misericordia,
anime ad ambir alla pace.
Oranti
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Muoio per la ventura della tua delicatezza
pregiatissima radice della bellezza fragorosa.
Fischio sottile della dolcezza d’un sonetto umano
o mantello annodato al collo venoso.
Apro gli occhi lassù sull’aurora che nasce
ferita sbiancata innamorata
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Ho contato le eclissi come perle nere
le ho infilate al collo
credendole costellazioni
ma erano solo occhi chiusi del cielo.
Dimmi se vale la pena restare faro
quando il mare finge di non avere rive
quando la corrente traveste l’assenza
da
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Non è un dovere amarti,
né un merito da custodire:
sei respiro che ritorna,
ostinato,
come il sussurro salmastro del mare
che cerca la riva
anche quando nessuno lo sente o lo guarda.
È sempre amore, questo amore,
silenzioso come l’orma
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 | Se tu sei la vampa che m’incendia i polsi,
quel fuoco che non sa tregua e mi fa cenere
nel chiostro di una passione che non ha nome,
allora io mi faccio sorgente e fango.
Mi offro a te come un calice di pioggia
per estinguere l’arsura del tuo
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Ti amo come il fuoco ama la paglia
quando scende lento e incendia il buio,
un rossore che nasce senza scuse
e ubriaca la pelle prima ancora del cuore.
Ti amo nella curva umida del fianco
dove il lenzuolo si arrende al tuo calore,
come onda che si
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Non ho mai vinto
ho sempre sudato
polvere di stella
e mi sono sporcato
del buio di notti
troppo lunghe
troppo buie per dare
amore o lacrime
fino alla nuova alba.
Non mai trionfato
e il traguardo
mi ha trovato sempre
ferito e senza
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Canto la donna che ti fa del danno
che ti salassa con i suoi tranelli
strappando i nodi della continenza
a te che sei un compendio di insipienza.
Canto la donna tutta casa e chiesa
che soffre e paga per la insensatezza
patendo negli affanni i suoi
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Anco se percorso
par a tratti disparire,
cerco in verso il conforto,
ché’l cammin m’è un po’ avverso
Cerco un poco di far
per la gente che mi sta intorno,
ma mal mi piglio in pensiero,
ché in dilemmi mi contorco
Cerco in Dio un po’ conforto
e
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Perché la luna
perché le stelle
ed io cosi’ piccolo
non so far ombra agli alberi
nè cercare l’acqua quando ho sete (di sapere)
i giorni in fila come soldatini
un soffio di vento dietro l’angolo
e la voglia di volare via
un mare che non ha onde
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Passeggio lungo la riva
fra ciottoli e salici bianchi,
e mentre i giunchi si arrendono
al mio passaggio
guardando all’altra sponda
mi chiedo cosa ci sarà
al di là del fiume.
Silente scruto l’altra Rica,
ma è troppo distante da qui
sono nel
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Scivolo in delicati e frusciati pensieri,
in mille parole, tra spirali rimaste in delicati
e soffusi respiri, rimasti nell’arco della vita
ormai andata.
Ribelle m’insinuo nel frastuono del fischio
costante e poderoso del vento, mi lascio
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Intensa vibrazione delle corde dell’anima.
immacolata onda che sorgi da un respiro di bambino.
Soffio autentico di una sorda emozione di nuvole
bellissima rima di una breve luce vestita di stelle.
Lindo quadro brivido di una splendida amenità
ti
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Ti cerco, padre, nel chiarore quieto
che filtra tra le foglie come un canto
lontano, quando l’alba ancora preme
sul petto della terra addormentata.
Sei l’albero che regge il cielo intero
con rami che non tremano al temporale
e il frutto maturo
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La paura è un’ombra scabra
lichene aggrappato al muro del mattino.
Non grida:
rode.
Sta nella fessura della voce
nell’esitazione che incrina il gesto
nel passo che misura la polvere
prima di osare il varco.
Volti d’argilla,
inermi nel loro
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73551 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1081 al n° 1110.
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