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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’564Autori attivi: 7’447
Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 73219 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Crollino pure i ponti del domani
si vesta il cielo di tempesta o d’oro
stringo il presente tra le mie due mani
l’unico vero e immenso mio tesoro.
Il tempo ride e scorre nel suo viaggio
ma non raddrizza ciò che è già fiorito.
Ho bevuto il sole, ho
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Sarai una luce
che non si spegne
neanche di sera
sarai il ricordo
dei mattini segreti
che le stelle
non vogliono mai
illuminare
con il loro cielo.
Sarai un’ombra
distratta dal vento
una nuvola nera
all’orizzonte
di un
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Un viso gentil m’apparve,
di mattutino era il suo sorriso,
all’improvviso disparve,
come foglia al vento
Il bel riso un altro baciò,
ch’era per ognun portatrice
d’un lieto risveglio
all’appressar da sveglia
Ancor mi tornò in sogno,
d’aureola
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Soffia nuvola soffia...
aspergi di coriandoli il cielo
maschera
il lampo con un velo!
Soffia nuvola soffia...
vesti di bianco il tuono
nel tuo soffice giaciglio
sarà più buono!
Soffia nuvola soffia...
irrora l’etere con gocce d’innocenza
il
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Il ciel luminoso di Giugno
s’intinge nell’oro degli astri del mattino,
tra fasci di raggi d’alba in pugno
il brillar di Venere è a noi più vicino.
Nella limpida notte le vampe ardenti
del rosso Marte e dell’Erculea costellazione
sfoggiano i lor
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La mia lingua non è una sola voce:
è un confine che cambia quando parlo,
una casa che a volte si allontana
proprio mentre provo ad abitarlo.
Ci sono parole che non passano,
restano ferme sulla soglia stretta;
altre invece scivolano leggere,
ma
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 | Strambo pensier direte
Essere ponte in carne ed ossa.
ma accadde ben due volte,
dannato sia il fato avverso.
La prima pensai alla sfortuna,
un errore del destino,
una di quelle ferite che il tempo
ricopre di polvere e silenzio.
La seconda
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| Non riposa il poeta sopra un alto trono,
non porta scettro e non indossa l’oro;
è solo uno strumento, un fragile suono,
che d’ogni sofferenza fa il suo coro.
Il cuore si consuma in ogni riga,
diventa un frammento da offrire,
senza una maschera
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| I tuoi pensieri, il mio sentire
I miei pensieri, il tuo sentire
Senza parole, muto
il pensiero si fa limpido
prima ancora che tocchi le labbra.
Un riso improvviso
sottrae gravità ai giorni.
Due sponde dello stesso fiume,
senza nodi,
siamo
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| Ego sum
Mi trovo scritta nel silenzio,
in ogni chiodo d’altitudine.
Impervia.
Franosa.
Solida.
In un dito di pensiero
attraverso l’Universo.
Muta,
discorro col tuo cuore.
Ho piedi che camminano
e non si stancano.
Alata
è la mia
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| chi tace sfiora il vento della neve,
riempimi dei sogni rosa della solitudine,
sussurra il silenzio cosmico del mare,
sento il respiro del coraggio del sole,
maledico la bruttura della malattia,
scrivo il verso dello splendore della luna
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C’è un orizzonte chiuso tra le mura,
dove il respiro si fa canto e rima,
un’oasi antica, limpida e sicura,
che non conobbe alcun rigore prima.
Svanisce fuori il mormorio del fango,
l’obbligo vano di restare in ombra;
qui la parola danza nel suo
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Dillo,
che ti piace l’idea
di contare i passi
che ci separano
dal cuore della notte
e che sarai mia
prima che l’ombra
copra i nostri respiri
con il velo nero
delle tenebre bruciate
dal ricordo dei mattini.
Dimmelo,
che non vedi
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Or la vita è lume di candela
che nel buio calore sempre dona;
tardi l’uomo si avvede che si oscura.
Il tramonto si appressa e pena vince
sui ricordi di fugaci dolcezze:
le amicizie, gli amori abbandonati,
verdi splendori di profondi mari
e di
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 | Ho cadaveri nel cuore.
lasciati lì dal tempo e da promesse
dalle mani che un giorno stringevano le mie
e che poi hanno imparato a puntarmi contro.
Ho voluto bene.
Forse troppo.
Con quella generosità ingenua
che non tiene il conto di ciò che
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Ogni notte arrivi, ospite atteso del parco,
tra i rami che sfiorano la finestra aperta.
Mentre scrivo mi giunge il tuo breve richiamo,
che mi posa sulle ciglia un sonno sereno
come una quieta presenza che mi è accanto.
Chiù!
Sento l’ago che passa e
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Ancor inquieto mi ritrovai,
ché viver sano non mi parea
e fuggir non porria
dal torpore che m’illudeva
Ancor sì stanco in via vai
de la mente mia
che traevami in inganno
in oscuri navigli veleggiavo
Dippoi di questo e quello
intorpidito
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Le parole spesso
non dipendono dalle promesse
anzi, a volte sono
come foglie libere al vento
che si lasciano morire
nei sentieri fangosi del bosco.
Le parole ogni tanto portano con sé
quel sapore acre e amaro di fiele
per poi separarsi e
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Sono stata il sonno delle pietre
la pazienza cieca delle radici
nel buio profondo.
Atomo anonimo
nel ventre freddo del mondo di polvere .
C’era già un’attesa nel silenzio fossile
promessa di un battito
a plasmare la carne dal nulla.
Ora cammino
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Felice è il respirar
e longevo il viver di chi d’aria salubre
si alimenta dei graziosi toscani colli,
e gaudio per gli occhi
di chi a lor lo sguardo volge.
Sinuosi declivi e verdeggianti valli,
sentir di serenità e armonia
permeano l’anima
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Conoscenza intellettuale
ad educar s’attinge
in maniera magistrale.
Affascina la sua esposizione
cattura mente e corpo...
sembra un’esplosione!
Saggio
chiaro ed appassionato
stravolge e coinvolge
come un bimbo appena nato!
Insegnamento
no
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A chi me sta vicino
a chi me cresce ‘nzino
a chi cu me fatica
a chi se dice amica.
A chi m’ha suppurtato
a chi nun m’ha ‘nquadrato
a chi m’appiccia ‘o fuoco
a chi me crede poco.
A chi me sape annuro
a chi cumbatte ‘o scuro
a chi m’accatta e
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Quanti morti innocenti di pietà,
nessuno vi ha mai abbracciato di tenerezza,
Gaza patria di un amore,
ossuti dolci bellissimi bimbi,
non ci sono più tombe,
solo sacchi riempiti di croci,
sono rimaste solo le macerie,
bombe nella notte obbiettivi
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Custodi ciechi di un’antica aurora,
i semi sono nodi nel silenzio;
mentre la sabbia il tempo suo divora,
essi filtrano il sole come incenso.
Sono piccole navi senza vela,
ferme nel porto d’una duna scura;
ogni guscio è un segreto che si
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Venere lucente di Giove innamorata
lo scorge brillante all’orizzonte,
ben decisa s’appressa ridente trafelata
e l’attende sull’ellissi sopra il ponte.
Scorto l’ardor della dea armoniosa,
Giove d’amor non si scompiglia
e nei Gemelli s’impronta in
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Pesano i peccati sulle spalle del Signore curvate
dal dolore, vorrei prenderti in braccio carezzarti
il volto, proteggerti da chi ti vuol far male,
nascondere il sole in cerca d’amore, per non farti trovare
Scendono le ombre della notte la
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Parla il rumore della strada asfaltata,
giunge la notte e cade la goccia pallida della luna,
vivono le foglie rossastre dei salici nei respiri del libeccio.
Riempimi di silenzio che parla di astri,
sognami punto esclamativo del cielo.
Rintocca la
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Semplicemente sorrido...
lanciando su per l’aria ogni mio grido!
Non sempre ho voglia di parlare
e neanche di cucinare
Cammino su e giù per le scale
però non amo il sociale
Fuggo dalla malacreanza
preferisco cantare nella mia
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I raggi il sole asconde dietro i monti
e un po’ s’allunga l’ombra della sera,
quando il grillo il suo canto intona assolo.
Nella mia mente s’aprono orizzonti,
ove m’appare una stagione nera,
poi l’incubo scompare, e mi consolo.
Ed or m’è dolce
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Ti ho amata... ti ho amata...
Eri una goccia di rugiada
Che cade... cade, ti ho amata
Ti nascondevi dietro sorrisi
Nel tuo cuore oscuri paradisi.
Cercavi il nettare in ogni fiore
Una Maddalena che donava amore
Sotto la croce hai cercato
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73219 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 421 al n° 450.
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