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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ Luigi Ederle | |
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Le 73957 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Giorni e giorni dopo giorni
in un senso di malinconico abbandono
ormai colme le sacche del tempo
che cavalcando le stagioni
percorre per le stesse strade la vita.
Nascono, scorrono e muoiono le ore
mentre stanco il pensiero resta sospeso
nel
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Se ora a me si apprestano
un tempo e uno spazio dilazionati
dal salto in traiettorie non frenetiche
quale che sia la
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Ed ora il lago mi saluta
con bagliori di speranza
e cento e mille volte mi bacia
ed allontana la lagnanza
E ancor vedo il bel castello
dall’immoto tempo,
risoluto svetta sull’ardito colle
e leva ogni fardello
E qui tutto v’è di
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Io la poesia l’ho vista seduta sul letto
aveva le mani d’angelo e la veste scura
pettinava il vento della sera
come si accarezza la pelle di un bambino.
È una piccola crepa nell’ombra del muro
da cui entra la luna a farci da madre
un fiore di
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Restare in contatto con il mondo non è semplice
quando all’improvviso tutto si rivolta contro
è un bel dire fatti coraggio
non arrenderti vai avanti la vita è bella
guardare da che pulpito viene la predica è già qualcosa
per rimanere con i piedi
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Ti trovo
in un sogno
sussurrato d’alba
quando la luce
s’addormenta
sulla pelle.
Ho visto
fiamme sudare d’inverno
fra le tue braccia
dove ogni desiderio
è sublimazione
della mente
tra le labbra.
Eri già lì
ancora prima di
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Passiamo la vita
dietro una forma d’amore
che non conosce corpo.
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La immaginiamo:
un gesto,
una luce,
un battito intatto
in qualche luogo del tempo.
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E in questa ricerca
ci frammentiamo.
.
A volte,
appena un istante,
qualcosa
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Non è un mantello statico, la notte,
ma una marea d’inchiostro e seta
che trasuda dalle crepe dei muri,
un liquido denso che allaga i cortili
e trasforma ogni ombra in un oracolo.
Lei arriva come un gufo che non batte le ali,
posandosi sulle ciglia
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Tredici lune
senza una luce
tredici dolori
di labbra chiuse
e il cielo urla
un’attesa di buio
e troppe carezze
negate alle ciglia
sul velo dei sogni.
Tredici maledizioni
pronunciate piano
ed entro lentamente
nell’orizzonte scuro
dei
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Non sale il germoglio
per cieca inerzia
né il marmo si fa statua
lasciandosi cadere.
L’orologio batte
i suoi ingranaggi al buio
ma non conosce il tempo
né l’alba da vedere.
Chi galleggia sul fiume della sorte
crede di nuotare
mentre
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Insieme voleremo
in quell’eterno silenzio
ove una goccia di rugiada,
perla adamantina,
illuminerà il tuo volto.
Insieme voleremo
nell’azzurro dello spazio infinito
ove una nuvola d’oro,
qual brezza leggera,
carezzerà i tuoi occhi
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Cercando il modo di controbattere
affinché il tutto possa trovare un’altra strada
non è cosa da poco per ovviare a quanto di più inutile
può mostrarsi in occasioni che nemmeno conosciamo
superando quel limite non sempre accettato
valore messo in
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Soglia
di oltrepassare il varco
non ho più voglia
Soglia
introversa e nera
è nella chiave
l’emozione... quella
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La notte non è un guscio vuoto,
ma una marea di seta scura che sale
fino a sommergere gli spigoli del mondo.
Si insinua tra le crepe degli infissi
come un rampicante d’ombra,
cercando i segreti che abbiamo cucito
sotto la fodera dei cuscini.
È una
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Insieme
torniamo bambini
e ti coccolo sempre
come se tu fossi
un vento d’estate
che mi avvolge
anche quando
cade la pioggia
fredda come l’inverno.
Insieme
ridiamo sempre
il tuo sorriso
è la cura del mio male
e dimentico i
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Ho lasciato i piatti sporchi nel lavello
e ho pregato il buio e Dio
come si prega un amante che non telefona.
Avevo
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Quando volge in male trasmutare,
che a tratti par vita indegna,
tutto ciò ch’è d’intorno mi sdegna
e manco riesco ad amare
Ad amare ciò che ho,
seppur in più materia è il rifugio
e troppo preme quel che non ho
e proprio non trovo pertugio
Sì,
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Quando il mondo ci cade addosso,
quando il respiro pesa più del cielo,
e il silenzio riempie ogni stanza,
non chiamiamo il futuro.
Invochiamo il passato.
Cerchiamo quelle mani
che non ci stringeranno più,
quegli occhi che sapevano
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Come a dire che mi manchi e non soltanto
con i giorni che mi fanno da dettato
mentre il tempo frettoloso buon pilato
si riscopre prigioniero di quel canto
che non so se serve a me oppure al vento
ma sta certo che a intonarlo ancor ti sento.
Come a
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Molte volte arrivai in punta di piedi
per non disturbarti
e spesso è davanti a te che m’inchinai
come uomo dalla smarrita Fede
o quantomeno dispersa
fra i bui sentieri del mio percorso.
Adesso che non sono più lo stesso
ancora m’inchino ai tuoi
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Cammina piano tra le stanze vuote,
come una dama dai calzari d’aria;
mentre il silenzio in cerchi si percuote,
lei fila il tempo, saggia e solitaria.
Sfiora i cristalli con le dita stanche
e riordina i pensieri sul
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Si muovono leggere
dietro un vetro di cortesia
un ponte levatoio mascherato da festa.
I loro sorrisi sono elastici tesi
ricami perfetti che coprono il vuoto
argini bianchi contro
la corrente del mondo.
Non lasciano impronte
sul terreno del
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Vieni,
appoggia il tuo petto sul mio disordine.
Non contiamo le ore,
lasciamo che il quadrante del mondo
perda i suoi
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porta lo sfondo delle stelle,
promesse sudate tra i sassi sfregiati,
respiro il libeccio vero dell’amore,
riempimi il cuore dei violini tzigani,
domani è qui sono morto per te,
stagioni benedette che m’hanno toccato l’anima
sussurrami o fiore
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Un mito percosse le ali
e in fibrillazione il cielo scosse,
arduo destino s’infuse
nei suoi sguardi profuse
Poi d’incanto a terra si pose,
sublimazione di mille cose,
attraversò boschi e fiumi scoscesi
e divampò negli animi già accesi
Fuoco di
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Un senso di vuoto e di angoscia
preme nel cuore,
lacerato da scene violente,
brutali, che lasciano il respiro sospeso.
Chiudo gli occhi
e ripenso a me,
alla mia vita,
al mio crescere ingenuo e pulito.
Mia madre e mio padre,
i loro insegnamenti,
le
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Non ero vuoto nel buio
ma materia che brucia.
Molto prima che la parola
tracciasse un nome sulle cose
molto prima della ragione
un’arteria cieca
già scavava le viscere.
Sotto i palazzi di specchi della logica
arde un’officina selvatica.
Nessun
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Cara mamma,
oggi ti scrivo come si scrive a chi è lontano ma non assente,
come si parla a una luce che non si vede ma che guida.
Ti scrivo seduta nel silenzio,
quello stesso silenzio che ormai da tempo porta il tuo nome.
È in questo spazio fragile
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Si raffredda il gesto
dopo la parola rotta
del sentimento.
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Ciò che fu fuoco si spegne
senza chiedere perdono.
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Attraversano echi
del silenzio interiore
senza trovarmi.
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E il cuore impara
lentamente
a non trattenere.
.
TANKAKNAT V -
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Un bel bacio ti porgo,
ché già il tuo sorriso scorgo,
che d’esser in delizia m’accorgo,
e i brutti pensier discordo
Anche se bacio sogno resta,
quel che sento non s’arresta,
con pioggia o sole si ridesta
e turbine non s’assesta
E che ci posso
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Laggiù strisciano visioni,
ombre latenti e luci abbaglianti,
v’è sole, luna e stelle, laggiù nasce l’amor
e gloria a fiorir istintivamente.
Qual pensier or s’ovviene e conduce ad altre visioni,
longevi visi, anime in viaggio lungo percorsi
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73957 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 421 al n° 450.
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