 | Cosa voglio davvero,
mio sacro monte,
mentre il cuore oscilla
tra la festa e il pianto?
l’ho chiesto ai tuoi boschi,
ai vigneti d’oro, alle acque vecchie
che cullano i passi,
ma la risposta non arriva,
e il mistero rimane,
sovrano e
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| Mostraci le stelle
danza sulle ombre
e la musica sarà
un fiume in piena
verso il mare del buio
mostraci le perle
i nostri densi sogni
avranno il colore
delle albe argentate.
Mostraci le nuvole
sullo sfondo del cielo
dacci un altro
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| Il mio ciel si corruppe
in quel tal dì,
quando ti conobbi
Or e sempre
navigo in malanni,
dal putto trafitto
Che forse il suo
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Ad intenerir cuor è tal beltà, armonia illuminante,
e silente flusso d’un fiume a sfociar inosservato,
ninfee e fior di loto, a baciar sole,
germogli ad intagliar vita, ove il cuor fa nido all’amore.
Sorge la luce, chiaror d’un vivo salutar
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Non è tempo di raccogliere promesse
sulle soglie di inverni mai spenti
ma di farsi vento
nel respiro denso di stanze sconosciute
e di passi
nostri frammenti di tempo.
In canti e memorie di sale
che senza peso confondono la sera
e si adombrano in
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Come lavacri sacri guance affossate raccolgono il pianto
di chi spera non vada perso, dolore antico da non cancellare
da tenere custodito per non dimenticare
Ricordi vaghi ricorrenti che ci riportano alla mente affetti
lontani ormai andati,
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Go imparà a viver aea bona,
a vardar el cieo drio a laguna,
e a far do passi calmi tra e cae,
finché a sera me stua l’ansia che me resta.
Quando l’aqua sbate sue brìcoe
e ’l vento move i fiori de e barène,
me vien da scriver versi su a vita
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Terra, mia madre di buio e radice,
non ti scrivo per nostalgia, ma per l’attrito del restare.
Sei il centro che non ruota, la moneta caduta di taglio
tra ciò che mostriamo e la verità che ci consuma.
Inseguiamo un progresso che ci calza stretto,
un
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Conserva un magico mondo la regal Natura,
dove la vitalità tuto trasforma e la quiete regna,
e del cui pregio è la nostra Italia insigne.
Incantevole istintiva infiorescenza
che in Castelluccio di Norcia,
tappeto variopinto diventa nel cuore
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Salvo le ombre
le tenebre distratte,
qualche sorriso
dipinto sulle pareti
e i sogni strani
finiti all’alba
quando il buio
è troppo vicino
al cuore malato.
Salvo le notti
le carezze alla luna
e il velo d’argento
con cui le
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Sapere di non essere più se stessi,
di essere stati luce prima,
sereno, capace di allietare
questo sapere pesa nell’anima
come catrame che cola lento.
Catrame che si insinua
tra l’energia che fu celeste,
tra la forza che doveva sovrastare
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Non ha fretta la terra nel buio
non conta i giorni il germoglio sapiente.
Lì sotto, dove l’inverno è profondo
il silenzio non è mai il niente.
Conto i passi e le ore
colpevole di ogni sosta o inciampo
mentre fuori la quercia non spiega al
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Spesso mi concentro
nel vuoto che mi circonda
e osservo ogni anfratto
alla ricerca di te,
non posso dire di essere fortunato
poiché mai ti trovo
ho come perso le speranze
mentre tutt’attorno
il nulla è ancor più presente...
E se ciò che
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C’è un verso che pizzica in gola
fugace ciarliero invadente
somiglia a tantissima gente
che sempre più spesso è più sola.
C’è un tempo di vita una scuola
che gioca col tutto e col niente
lo cogli e lo annodi al presente
mistero di carta
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Mi ritrovai in oscura selva,
che parmi il Sommo, essere
e d’angoscia un poco sentivo,
quand’ecco m’apparve
di luce rivestita
una gran dama,
che l’occhi azzurri avea
e seco recava un cesto d’odorosi fiori
Allorché il passo fermai,
ché tutto
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Sento nell’aria un caldo
che toglie il respiro,
è quell’afa di luglio
che rallenta il mio cuore.
Ma continua il suo canto
stridulo la cicala,
entro un tronco nascosta
d’ulivo secolare,
mentre leste formiche
in lunga processione,
preparan
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 | Ho bisogno di me e di te,
di quel poco che riamane
sui bordi di una notte consumata.
Non volare via, ti prego,
voltati e raccogli l’ultima poesia
che il battito furente del mio cuore
ha forgiato, come carne e ferro
sul tuo corpo.
C’è un sudore
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Terra mia, e voi che la abitate nel profondo,
non vi scrivo per nostalgia,
ma per dare un nome a questo legame che ci stringe.
Se ogni appartenenza ha un suo punto di gravità,
il nostro è un equilibrio instabile tra ciò che mostriamo
e ciò
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Non è da molto
che respiro rovine
e in questo vento
sento solo il freddo
che sussurra piano
il mio nome acceso
da un tramonto
finito a tarda sera
con le ombre morte.
Non è da molto
che piango polvere
vivo in una lacrima
nera e opaca
i
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Verso i Gemelli il passo di Luna si sposta,
saluta Castoro e Polluce lucente.
Nell’orma del Cancro si eclissa nascosta,
più vicina alla Terra nel cielo d’oriente.
Incontra la Vergine e Spica d’argento,
al Perigeo risplende Crescente e
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Il peso del vuoto
nelle vene scorre
mentre il niente
invade la mia vita.
Improvvisi
frammenti d’amore
come lame
emergono
da sogni trafitti.
Ma prosciugato
è l’oceano di lacrime.
Inerme resto
ad aspettar che passi
il tuo ricordo
senza
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 | Ampie distese di spighe bionde e lucenti
danzano al lieve vento di un caldo giorno di luglio.
Vestiti a festa nel loro abito d’organza
i rossi papaveri
giocano con blu fiordalisi.
Io, giovane fanciulla,
osservo estasiata
I vivaci colori
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| L’orologio scioglie i suoi numeri d’oro
sulle ringhiere di una notte liquida
mentre le radici del cielo cercano il sapore
di un nome cullato dalla nebbia.
Costellazioni di perla e fumo
appese ai fili di un’estate stanca
dove le maree fioriscono
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| seguo i miei passi
a volte lenti e spesso così veloci
da passarmi avanti,
per poi disperdersi in ciò
che davvero non riconosco qui
dove il buio rifugge
e trafigge il limite del bosco
seguo ora i miei passi
così come le tracce di te
che a
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E canto bella ciao mattina e sera
estate autunno inverno e primavera
ed anche se non è una mongolfiera
vulesse fa’ cchiù granne sta bannera.
E canta bella ciao la mia signora
immersa nel suo vaso di Pandora
ed anche se da sola si rincuora
vulesse
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Parlami...
con la voce di foglie caduche
sui rami freschi di pioggia
in un mattino
seducente di luce.
Toccami...
come la rugiada
i fili d’erba nella notte
ai margini delle vene
dove scorre quest’ansia di viverti.
È un’opera
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Percezioni sensoriali
a stravolgere gesti quotidiani
Vuoti di memoria
confusione
a dimenticar s’appresta
dopo la tempesta
Buchi instabili
amnesia
un’anima sconvolta
in ostinata eresia
Tormentata confusione
a deformar va ogni sensazione
Si
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Cara mamma,
non cerco più di scorgere il tuo volto nel riflesso delle cose ovvie.
Se la vita è un cerchio, tu ne sei diventata il centro invisibile,
quel punto fermo che non ha bisogno di mostrare "due facce" per esistere,
perché è sostanza pura,
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È tanto che la clessidra è sotto stress inutilmente
non riuscendo a contenere quanto pare traboccare
sforzo immane affinché nulla vada perso
restare in contatto appare sempre più difficoltoso
un vero dramma quando idee prendono il volo
seppure
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Spegni la luce
e comincia a danzare
l’aria si muoverà
con te che stringi
le nuvole al petto
e che respiri oro
sul filo della luna
persa nei sogni
di una notte scura.
Accendi il fuoco
e tu sarai scintilla
che brucia la pelle
fino al
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