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Le 88651 poesie dei soci sostenitori |
Annuso la vita
questa vita sempre uguale
da quando più non ci sei.
Ti cerco.
Il tuo profumo
s’è nascosto nei boccioli delle rose
e al mio passare
dolce, sensuale, m’olezza il cuore.
Rose, rose, meravigliose rose!
Ed eccola,
sembra
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Lì, nel mare d’inverno solitario
ferme le rotte e il chiasso dei bagnanti
facevamo la parte degli amanti
in un silenzio planetario.
Il giro breve e l’ora che incalzava
il giorno che abbruniva al suo declino
gli scogli e l’orizzonte già
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È stata la pioggia
a scavare la terra
non le tue parole
fredde come il vento
di un inverno sordo
chiuso alla luce
delle nuove stagioni
che volgono al cielo
senza più speranza.
È stata la goccia
a battere su marmo
e a creare crateri
di
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Vidi le acque sollevarsi come mura di cristallo,
e la terra tremare sotto il peso dell’alto.
Gli uomini correvano come ombre tra le onde,
e il vento portava nomi dimenticati.
Un angelo parlò dal vortice:
«Questo è il ricordo del mondo che si rinnova
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Placida è l’acqua al mattino
quando alle prime luci dell’alba
la risacca s’infrange
sui ruvidi granelli di sabbia
creando onde di soave rumore
che mitigano l’anima di chiunque
io qui, davanti a te
ricaccio indietro gli assurdi pensieri
che
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Mi sentì pervaso
da spirito ribelle,
che combatteva follemente,
d’esso ero invaso
In tal turbine d’eventi,
prono, il tuo antico bacio
profuse e volò via
rapito da mille venti
Scampo cercai, invano
fra folle d’altri
al rintocco di
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Ho cucito le finestre
con il filo spinato dei vostri sguardi
perché la luce, quando entra dritta
ha sapore di frutta acerba e di cose ordinate.
Io non sono una stanza da rassettare
non sono il canarino
nella gabbia del salotto buono.
Non
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Il cielo indosserà il suo manto nero
le mani stringeranno il nulla e il cuore
si adagerà languendo e il tuo furore
del mondo non sarà più prigioniero.
La mente non avrà nessun mistero
nel gioco delle parti ed il dolore
non sentirà che il vento
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Rimango sospesa
nel tuo sguardo
una lama di fuoco
che riscrive l’amore
agli angoli della bocca.
Non cercarmi dentro un sogno
trovami nuda sulla tua pelle
a consumare l’istante
umido di desiderio
nell’ eco delle stelle.
Vivo
la poesia
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L’antico spirto ancor tra noi dimora,
dove la lingua nostra ebbe il suo vanto;
l’eco del suo parlar ci guida ancora
e trasforma il dolore in dolce canto.
Tu che varcasti i regni del profondo
per riveder la luce delle stelle,
porti la voce
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Piccola navicella, Terra mia!
Naviga sola in spazi senza fine.
Fra mille stelle a lei indifferenti
una, fornace ardente là vicina,
le dona luce, calore, la vita.
E ruzzola attorno all’astro di fuoco,
inchino eterno di omaggio alla sorte
mirata
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Non si può eludere il Passato
dalla propria esistenza
nella propria memoria celandolo,
o nel rinviarlo a ritroso
nei reconditi intrecci dell’anima.
Ogni attimo potrebbe rivelarsi
come occulta verità impunita
e tutto potrebbe apparire
qual atto
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Uriel mi mostrò le porte dell’oriente:
sei varchi di fuoco da cui il sole emerge
come una creatura di luce
che conosce il proprio sentiero.
Ogni porta aveva un angolo,
ogni angolo un giorno,
ogni giorno un respiro dell’umanità.
E quando il
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Cessa il tumulto delle mille voci
il calcolo dei giorni e del domani
l’ansia che stringe tra le calde mani
i sogni spenti su aridi sentieri.
E nel silenzio che si fa profondo
quando il chiasso del mondo si fa raro
ecco ridestarsi una corrente
un
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Unico in ogni senso e in ogni modo
capace di attrezzare il sentimento
dell’ego caldeggiato dal momento
che amalgama la carne col suo brodo.
Unico dove intanto batte il chiodo
adatto a seminare contro vento
della qual cosa amici non mi
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Sola
difronte la realtà
non v’è alcuna beltà!
Sola
volgi gli occhi al cielo
il sole sulla tua anima
ha steso un velo
Sola
senza parole
a sfogliar petali di viole!
Sola
senza il tuo sorriso
...te che credevi nel paradiso...
Sola
nessuna
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Il cielo è un orto di bianchi diamanti,
seminati nel buio e nel mistero;
noi siamo solo piccoli passanti
sotto il dominio di un impero vero.
La luce è un fiume che non ha stanchezza,
scorre da mondi che non hanno nome,
ci porta un’eco della loro
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Seguimi
senza dire parole
il vento
sussurrerà per noi
le melodie notturne
che non vogliamo
perdere all’alba
con la luce delle stelle.
Lasciami
senza darmi l’addio
domani
avremo due cuori
e i ricordi svaniti
nel cielo di
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Non sento più parole,
ho nascosto dentro il cuore
l’amarezza,
di un crescente desiderio
che si è fermato.
Guardo da lontano,
la vita che passa,
con lacrime negli occhi
di chi sente cicatrici sulla pelle.
-Fanno male-
Hanno cucito paure
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Volteggiano uccelli
d’ali spiegate
al cantar del vivido Pan
La frivola erba,
riposo dei fiori,
danza cordiale
Ondulanti frequenze
festeggianti di colori,
abbandonano mesti ricordi
L’animo mio si disperde
e’l cor si rallegra
nel suo
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Vidi troni accendersi come carbone bianco,
e i re della terra tremare nel proprio nome.
Le città si piegavano come canne nel vento,
i superbi cadevano senza rumore,
e un fiume di luce divideva il giusto dall’inganno.
Ogni volto era nudo davanti al
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Silenzio, basta infinite parole,
ogni attimo ha il proprio sentire,
il silenzio ha un segreto udire,
nella calma è lo splendore del sole.
Il silenzio è amaro e duole
a colui che sceglie sempre l’inveire,
della sua magia non potrà mai gioire
e
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Siamo frammenti di un’unica tela
sfumature diverse in un sol cuore
come la barca che dispiega la vela.
C’è chi nell’altro cerca il suo splendore
chi specchia l’anima in un viso eguale
e chi trasmuta il corpo nel dolore
per dare al suo spirto
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Così come mi vuoi sei tu a crearmi
A fare del mio viaggio degna impresa
Sicuro a possedere quelle armi
Scafate alla battaglia senza resa.
E tu errabonda musa impertinente
Sei il taglio della lama a mia difesa
Estremamente pronta e assai
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Siamo nati dal brivido d’un lampo,
figli cercatori d’una antica sponda;
portiamo in cuore un luminoso campo
che muove l’astro e l’infinita onda.
Il cielo è un grande spartito d’argento,
dove il silenzio si fa melodia;
viaggia la luce come
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E ora che siamo, di nuovo siamo
ricorderemo chi eravamo un giorno
e tutto ci apparirà più chiaro
in un tempo così gagliardo
dove tutto era possibile
e d’ogni momento vivevamo felici.
Adesso che il vento ha trascinato
con sé le foglie cadute, è
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Il buio
creava strani riflessi
fra i tuoi capelli,
e la sera
non sarebbe mai più
stata cosi scura,
attendeva nuove lune
per svanire per sempre.
La luce
si era sciolta al mattino
incapace di comprendere
perché la tenebra
fosse
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Scivolarono dal cielo, fenditure d’ambra,
e sul crinale dell’Hermon posarono il giuramento.
La terra tremò sotto il passo degli angeli caduti:
negli occhi portavano una luce anteriore al sole,
un sapere che non apparteneva alle stagioni.
E l’uomo,
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Ed ecco lo spettacolo
di un tramonto che si fa
presente, una bellezza
che non ha mai fine
dove il ricordo rimane infinito.
Ti amo tra le musiche celtiche
d’Irlanda, mentre l’arpa
di vento e di pioggia racconta
ai millenni il nostro segreto.
Ti
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Amena terra tra colli e pianure
dove vivere e sognare avventure,
flusso di torrente che scorre leggero,
gente che col cuore ama davvero.
Amata diletta terra mia
dove in infanzia mi colse poesia.
Dolci rilievi d’agrumi e d’ulivi
sotto il sole
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In questa pagina dal n° 301 al n° 330.
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