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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’069Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 - annalisabacciocchi |
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La notte ha i suoi passi
lo spirito si accosta
muto il pensiero
si prepara al lavoro
e si alzano le stelle,
fiumi di luce
cercano i sospiri
dei vati ancora svegli,
il Dio si sente,
non scivola, né spinge,
dove trova i cuori aperti,
si ferma e
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Il vuoto si è fatto specchio di luce
un’alchimia sovrana che trasmuta
il grande silenzio del mondo
nel pane fragrante della terra matura.
L’essenza non è più segreto sepolto
ma linfa d’oro che pulsa profonda
nelle vene segrete del bosco;
è
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Scende l’anima il vago suo declivio,
come piombo che cerca il proprio fondo;
giunta del tempo al critico bivio,
lascia la pelle e l’eco del suo mondo.
È un rito di sale, un fuoco che tace,
tra specchi di vetro e sguardi di fango;
non cerca
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fluttua il mare enorme nel piccolo bicchiere d’eternità,
apre la soglia cucita dalle nuvole colorate,
fame del silenzio che mangi i baci del tuono,
parola che cura il filo sottile della malattia,
sfioro tra le dita le vene sottili delle mani,
l’onda
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Non smettere di amarmi
anche quando il tetro buio
avvolgerà i miei occhi.
Sarò sempre presente
nei ricordi più coinvolgenti
del nostro immenso amore.
Vigilerò
affinché tu sia sempre sorridente
nonostante la mia improvvisa partenza.
Non
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So già che ci sarai
piccolo sogno
dai capelli neri
e so già che mi amerai
con i piccoli lembi
del tuo sguardo distratto
che nota i colori
e le pieghe del cuore
prima di tutti i gesti.
So già che piangerai
e poi riderai con me
quando la
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Il poeta coglie e mira
il reale vibrante,
la sua mente solca e scardina
nei ciottoli di pietra,
risana le mura sbriciolate
e le rende cattedrale.
La polvere adotta
rendendola cibo dei poveri.
A nudi piedi la poesia
calca i viottoli
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Luce che si risveglia,
nel mio petto germoglia
una voce tiepida.
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Anima in calma fiorisce,
senza tempo né confine.
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Silenzio chiaro,
dove nasce la forma
dell’invisibile.
.
Fiore che non cade,
resta soltanto in me,
respirando
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C’erano stanze accese dentro il petto,
piccoli soli al riparo del vento,
e un bene quieto, semplice e perfetto,
che respirava piano nel presente, lento.
Ma io guardavo oltre la collina,
dove il domani luccicava d’oro,
una promessa magra e
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V’è un tormento che mi cresce,
ché di donna mal mi ravvedo
e dannato non mi pone in pace,
anco con quel putto che ha scagliato
E di ciò cotanto mi rincresce,
ché mal proprio mi vedo,
ché mi sento ancor rapace
di quel eros additato
Poniti via,
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Tra luci blu e parole leggere,
nascono legami che sanno tacere.
Un cuore che scrive, uno che risponde,
due solitudini oltre le onde.
Ti ho incontrato dove il mondo non tocca,
tra un cuore inviato e una frase non sciocca.
E senza vederti ho sentito
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E metterò il leone a far le fusa
il coccodrillo a raccontar le fole
il serpente a sonagli a canticchiare
la tigre del Bengala a pigolare.
E chiederò allo squalo un bambolotto
all’elefante di ballare il tango
all’orca un salvagente di coralli
alla
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Vieni dove il muschio beve l’ombra dei tassi
nella valle che il sole non dimentica
qui la terra trattiene i nostri lenti passi
e il ruscello continua a camminare.
Le ninfee bianche mani in un sonno profondo
galleggiano mute sullo specchio
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 | È arrivata l’estate tra i colori sbiaditi,
sui muri antichi e sopra i campi stanchi,
tra i sogni lasciati ai sentieri smarriti
e il silenzio che riposa lungo i fianchi,
il sole versa oro sui giorni assopiti,
sui ricordi leggeri e desideri
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| morde il sogno nell’ombra sottile,
divora la porta salata del mare,
Respira la bugia cucita,
nella fronda del sacerdozio.
Brivido di un angelo strappato di semi,
voce sbandata d’una disarmante verità del silenzio,
stagioni d’un
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Supplicando la tua anima
chiedi perdono...
E’ tua la vita... avuta in dono!
Delimiti i contorni
annaspi nel grigio dei tuoi giorni
Senza alcuna scalfittura
è la coscienza a renderti più dura!
Eppure
è sempre lei
Venere in un divenire...
a
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Discende dal mattino un velo lieve,
come un sospiro su pagine antiche;
la terra nuda e immota lo riceve,
memoria dolce di vecchie fatiche.
Non è tempesta che percuote e scorre,
ma un tocco nudo, un brivido sottile;
l’argilla stanca
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A notte fonda, il sole si spense,
con lui fuggisti in ombre tenebrose.
Nubi di stelle lucenti; dov’è lei?
Piango silente, tace il firmamento.
Spazi nell’infinito cielo oscuro?
Hai freddo, cerchi Dio che ti promise
di star con te per lenir le tue
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Siamo polvere e terra
del soffio primordiale,
fiori in una serra
nell’immenso spaziale.
Costola creatrice
dell’antico
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 | E se spostassi d’un tratto
le nuvole dal cielo,
con la forza di un Dio
che non sa più pregare,
per disegnare la vita
col sangue del mio cuore?
Tu lo baceresti, allora,
questo momento sfrontato?
lo berresti come un vino
che scotta le
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In Sagittario, Luna come in un museo,
con Giove nei Gemelli ebbe a conversare,
considerò d’essere lei sita all’Apogeo,
ed eran da vivere ore sì da colorare.
Al giunger di Venere entusiasta e brillante,
Luna divenne Blu nel suo turbamento:
Venere
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Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Immagini tra le dita
come parole sottovoce
il rumore di un sorriso lontano
quando il passato
mente al
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Piovve delusione e foglie attonite,
d’un cuor contrito e tempesta boreale,
amare delusioni a denigrar umore,
tristi percorsi ed incontrar dissesti
e amorfe dissolvenze.
Piovve e piovve lacrime a bagnar zolle,
sprazzi di sereno ad adombrar nuvole
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E ritorna la parola
che di solito tornava,
si specchia il mio io
sul peso del tempo
e tremo di gioia
e la gola si fa dolce
e come madre
mi sveglia, mi sorride,
il Dio un po’ più in là,
un po’ più in su e poi
si accosta, si siede,
il buon giorno
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E’ come un grande giardino
dove gioca felice il bambino!
Dove i fiori
disperdono i loro battiti...
...Un cuore accellerato
nella schiusa s’è celato.
Ape volteggia
nell’ampolla di una scheggia.
Piccola è la coccinella
ma fra tutte è la più
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Non cerco il sigillo delle cose accumulate
l’orgoglio che recide l’ora o la parvenza
di una vittoria mutilata tra le mura.
La memoria si sgretola come scoscesa arenaria.
Resta il gesto che non fa rumore
il filo d’erba che buca la terra arsa
la
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Dorme la vita sotto il velo d’oro,
chiusa in un guscio d’umile pazienza;
nel silenzio dei secoli, il tesoro
attende il tempo della sua esistenza.
Piccoli scrigni d’ambra e di speranza,
celati al vento che la duna sposta,
misurano
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Il sole è già nel cielo
coi raggi suoi cocenti,
biondeggiano le spighe
negli assolati campi.
E il contadin solerte
è pronto con la falce,
per poi gustare il pane
frutto del suo lavoro.
Brucia la pelle il sole
su bianca e calda
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Salgo i sentieri
che mi portano sul monte
e là a me si affianca
forte e bella una luce
che non abbaglia,
leggero mi sento e sono
simile ad un pensiero
che nasce come un fiore
che si apre
nella magia dei suoi colori,
mi fermo sul piccolo
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Al pensier vostro mai m’avvezzo,
che langue nel mio cuor come greve ferita,
siete di stanza, nel mio battito albergate
anco se non versate affitto
Non posso per aver voi disprezzo,
anco se il non vedervi m’insidia,
ché tanto a cor mi restate
e
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il mare cinto in un bicchiere
declama la poesia nel sole.
Infrango il silenzio nei rami,
pennella l’infinito d’azzurro.
Cade la goccia della pioggia,
nell’onda bianca del mare.
Amo me stesso,
non sono pronto ad essere narcisista.
La mia freccia
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Tramontata è la luna, e il cielo tace,
le Pleiadi svanite nel loro velo di brace.
Giovinezza dilegua, la notte non mi consola
nel mio letto resto ancor sola.
Eros mi scuote, selvaggio e feroce
di desiderio, che per me è una croce.
Dolce- amara la
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Se per caso le nostre ombre
si incroceranno ancora
lungo i sentieri ignoti
di un domani senza memoria
soffierò sulla cenere del tempo
per ritrovare il calore del tuo nome.
I tuoi lineamenti estranei
mi parleranno in silenzio
di stagioni ormai
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Di sera scrivevo parole d’amore,
e di giorno le vivevo.
Sotto il glicine in fiore
il tempo si asciugava piano,
senza lasciare ombra
a un bacio custodito nel silenzio.
Tra le foglie danzava una luce gentile,
dorando il respiro delle ore,
e il
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Nu sì pe maje ferni’
pe farte ‘ncannari’
pe fa’ ca po’ sta vocca
ogne matina schiocca
e dice: “Bene mio
sì comme te vogl’io|”
Nu sì pecché accussì
te faccio ‘nfanfari’
senza truva’ arricietto
senza cagna’ maje lietto
scartanno ‘a
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Quanto sollievo v’è
nello stringere nuvole tra le mani!
Piedi felici
di giocar dentro specchi d’acqua
...tuoni ormai lontani...
Sciocca è la mente
ad inseguir farfalle
Futile quel pensiero
eppur beato!
Gioconda è la coscienza...
fili di euforia
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Il tramonto scocca con Luna calante
e Venere si affretta a raggiunger Giove,
appassionata lungo l’ellittica muove
e nel suo splendore appare pulsante.
Sull’asse a ponente del cielo brillante
la vista segue i due nelle rotte nuove
congiunti
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In questa pioggia d’acciaio,
obliqua e insistente,
io sono un campo arato e nudo,
che beve il cielo scuro.
Non c’è ancora la promessa della rosa,
ma un ronzio sordo sopra il tetto
e il fango che inghiotte i passi stanchi.
Sono l’attesa
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Parole che
hanno dei profumi diversi
scaldano il cuore
o lo tagliano in due.
Restano senza fare rumore,
immobili ad ascoltare segreti,
mentre asciugano lacrime amare.
Gelano pensieri di una vita vissuta,
tra amore e perdono
carezze e
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Siamo invisibili
nell’aria della sera
nessuno ci vede
contare le nuvole
e respirare veleno
nel deserto di polvere
che ci siamo disegnati
sulla pelle pallida.
Siamo trasparenti
nel vento del buio
nessuno ci ama
neanche le ombre
che
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Bimbo, tenera età, occhi vivaci,
terra, polvere secca, pietre bianche,
piedi scalzi nel calore d’estate,
appuntamento col fiero bisonte.
Mostro di ferro saetta e saluta,
fischi felici e nuvolette nere,
ritrovo al meriggio col treno amico
in un
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ho aperto la finestra nel sole che scalda,
nel mio silenzio mi sono messo sotto la bellissima doccia,
mi sono svegliato con un caffè caldo
sono uscito ed ho sentito la gente che parlava
non sono più tornato indietro ho attraversato Roma
sono arrivato
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Fra stuoli di folle,
marcian ancor gli alpini,
di nere penne son cinti,
simil ad allori mai vinti
Echeggia nell’aere il lor canto,
primeggia su nei cieli,
eterno saluto lassù
a quelli che più non sono
Non sono ma sono
fra noi sì
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Cade una pioggia antica e senza fine,
muta la forma del mondo là fuori;
cancella i passi sulle vecchie linee,
copre di fango tutti i miei timori.
Io sono un vetro appannato e lucente,
che specchia un viso e non la strada
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Sono radice antica che spacca la pietra
architettura di argilla e correnti
tronco nodoso che sfida la scure
e fondamenta di roccia che tremano al vento.
Sono una fucina accesa che plasma i respiri
foglia che beve la luce del mattino.
I miei
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Se cogliamo le ortiche
il nostro vaso nero
sarà pieno di sogni
e non avremo bisogno
di mentire alla luna
sui nostri baci rubati
al veleno che scorre
fra noi e le lunghe notti
che finiscono in un’alba.
Se beviamo l’elleboro
non avremo più
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Stupenda villa antica, rimembranza.
Una vetrata brilla di sole caldo,
celeste chioma, glicini dall’alto,
rose dolci, violette delicate,
l’aiuola bomboniera di profumi.
Compagni cari corrono nei viali,
risuona cinguettar di voci liete,
voli di
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 | Tu violenti la mia sensibilità,
rapisci il mio sguardo
da quella bellezza
che è la vita ... Perché?
è un furto d’anima che
non ha nome.
Ma io resto qui, ostinato,
a bere il fiele del tuo astratto
e il tuo silenzio.
Amo le tue lacrime come
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| Sempre alberga
nel mio languido cuor
una graziosa Musa
e in tormento l’animo mi pone
Anco se ciò m’indispone,
ché soffro d’Amor,
ché malnato parmi d’esser
in ciò che si frappone
E canto posso sol elevar
a lei, che da me dista
e vita rende
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| Trema pure, mio cuore, nella notte
resta vigile, indomito, inquieto.
Le strade già tracciate sono rotte
il tuo patire non rimanga segreto.
C’è un vento che disturba la pianura
e scuote le certezze della mente
ma l’anima che provi ha una
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| Nel caos delle passioni
suoniamo uno strumento
che desta vibrazioni
tra l’attimo e il momento
sillabe parole versi
sono echi umani
raccolti non dispersi
in volo come gabbiani
dove lo sguardo dell’anima
sfiora l’angusto clima
frammenti
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Quattordici di luglio
coi nodi della storia
è questo un altro intruglio
degna giaculatoria
dell’uomo maltrattato
da questa società
signora del peccato
dell’uguaglianzità.
Luigi e la regina
la gelida Antonietta
la nobiltà col clero
scoperta la
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ho imparato l’amore nel tenero abbraccio dei miei genitori,
io piccolo uomo che singhiozzavo la dolcezza delle nuvole,
la preside della nostra scuola cantava l’abbraccio dell’avverbio insieme,
vivevo fianco a fianco dei miei amichetti,
angeli di
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Ti cerco nell’urlo d’un silenzio bianco,
dove il tempo s’arresta eppure precipita.
Sei l’alba che gela e la notte che incendia,
un ghiaccio bollente che mi scava le vene.
Il tuo respiro è una tempesta d’aria ferma,
una carezza di vetro che
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La farò finita
senza rimpianti
e con il cuore
pieno delle ombre
che amavo tanto.
Finirò in bellezza
pulendo la polvere
e respirando buio
nelle notti d’aprile.
La farò finita
e non sarò vecchio
mai se non in sogno
con le mie melodie
e
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Esiste un luogo nel mio cuore
particolarmente singolare,
celermente elaborato,
più che cielo azzurro immacolato.
Lì abita la persona più speciale:
il mio Signore,
l’unico che possa osare.
Lo abbiamo insieme concepito,
progettato e nel tempo
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Pensier volanti
a giunger disinvolti e riflettenti,
piume ad ondeggiar nel cielo.
Volar ad anima fiorita
e raccoglier mazzolini di viole,
dolci rimembranze e
umor a ripeter dinamiche parole.
Poesia ad incider pensiero
tempo a maturar
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07/06/2026 21:19| 14|  |
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