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Sociale
Le 12267 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Il tuo sorriso bianco,
senza allegria,
ha braccia lunghe e
magre,
solleticano la sabbia
sulle mani sudate,
povere di carità.
Il tuo sorriso ingenuo
è una finestra con una
soglia larga per contenere
tutto: malaria,
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A che serve il folclore nella tua lunghezza
la tua storia, la grande arte, la pienezza
di tutti i grandi che ti hanno costruita
vestigia ammantate da pietre antiche...
se poi in questo tempo c'è diroccamento
una Terra fatta da uomini e
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Rapido vento
che gelido sfiori il mio volto
e tangi il mio pensiero,
per un istante
fermati a raccogliere
dalle mie labbra
un delicato tenero bacio
e dalla mia mano
un’amabile carezza,
che tanto hanno
di memoria e d’affetto.
Tu va’
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Nelle cucine illuminate al neon
genitori luccicanti di futuro
tolleravano a stento i racconti dei nonni
che si facevano belli di dopoguerra
Ragazzi noi -teste rivolte alla telereliquia
s'ascoltava la novella beffardi increduli
perché fuori
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Fantasmagorico e variopinto
è quello scatolone
popolato
da animalesco
caravanserraglio
Vivace
pieno di giochi e di colori
efficace
per incantare spettatori
Quelle grottesche figurine
ignari abitatori
di quel paese dei
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Sera, di velluto
avvolta nelle spire del freddo
nel buio, umido, senza stelle.
Sera di canzoni meste
sul bordo dei
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Sull’abisso del silenzio
viaggiando nel cervello
fin a raggiungere la materia
quell’anonimo tarlo inquieto
spegne ogni desiderio.
E’ un dolore lancinante
che avvelena pure il sangue
è entrato con pudore
ha giocato a nascondino
per uscire tutto ad
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Vivo nel silenzio di ogni rumore
e quando si chiudono le palpebre del giorno
palpito il palpito della terra che sa curare lividi d'inverno
e lacrime d'autunno che ormai sono carezze sedute al mio fianco
mentre perdono l'indifferenza dei passi in
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Sono felicemente indietro,
un fuori corso di gambe
dove tutto si scollega al tronco.
Se il giusto è
tra braccia e piedi coordinato ai
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Orma che lascia rimbombante traccia
e lento il pensiero umile nella bisaccia,
preso nel vortice di insane parole
ti senti sommerso dall'atto speciale.
Tu piccola foglia mossa dal vento
in balia del bello e brutto tempo,
sei barca dispersa in
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Siamo vittime
della morale sociale.
Siamo bolidi
sparati ad alta velocità.
Siamo schegge
impazzite in questo
putrido cosmo.
Lungo traiettorie
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Nella mano destra
un po’ di fieno,
manca la mucca
e il toro per copulare
e le stalle infestate
eppure con la
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Hanno lottato, a lungo, duramente,
vinte battaglie difficili, pesanti,
per ottenere diritti, oltre i doveri,
dare lavoro e certezze ai propri figli.
Di tutto questo vediamo oggi lo scempio,
nulla rimane di ciò che han conquistato,
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Quattro galoppini
faro di ruffiani
sdentati e mangiamosche
a occulte tresche
chiamate convegni,
cremeria
lamenta
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 | Un lucernaio
ruba fiocchi di luce
ai vetri opachi di afa e d pioggia.
Lì sul balcone,
oltre la ringhiera,
il vuoto l'attira...
occhi spalancati,
come oblò d nave salpata tra onde di olio,
ma...
per nuvole bizzose
dal vento
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| Propositi fluttuano fino a scomparire
il portafoglio continua a dimagrire
nella triade che avidamente ingoia
silenziosi e affamati aspettano i boia.
Ardua è l'impresa di fare impresa
forte com'è dell'oggi la presa
riavviare aziende
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Dio m’è testimone:
affondo tra il risibile e bieco;
sorge ancora per tutti un sole – giallo – lontano
in rassegna l’imponderabile
in apparenza fisso al polo; arrovello:
dove butta l’occhio girando contrario al cielo?
che sia nato l'uovo?
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Tra scrosci di rubinetti
cigolii di lavatrici
tremori di frigoriferi
tic- tac di lancette
stridii di piatti
pentole
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Droga scendi nel corpo
a sconvolgere la mente
e distruggere l’anima
che brucia dal dolore
che mi lega a te,
senza via d’uscita
e mi
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Giustizia,
Innata forza che la Ragione fonde nel Diritto:
armonie di respiri d’essere -Io.
Estorti Diritti tra validi
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Riguardo all'attimo,
ed all'incedere
della mia ombra sulla cenere,
vento o forse proprio io,
ad annunciare la mia Venere,
perduta nelle malsane gesta di Dedalo,
e ritrovata nuda
nel letto di una sporca democrazia sovrana, tiranna
e sorda.
E la
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 | Ni... no Nino, Nino, Nino, Nino... No.
Nino, tu che dormi con il cane.
Nino, Nino che nessuno vede mai.
Dimentica quel fuoco...
Nino, che dormi nei cartoni.
Nino, coi capelli da "rasta".
Nino fatti curare se no quel piede lo perderai.
Nino,
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| ci hanno detto
che eravamo
sudici e briganti
ci siam sentiti in colpa
ci siamo sentiti nessuno
se voi che scrivete la
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| Dibattere. Toni alterati.
Frasi e perifrasi
insulti gratuiti
alla nostra civiltà.
Non è l’uomo
a
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Camminai verso lidi ghiacciati,
nulla sentirono i miei piedi ornati di brina,
seguii l'eco dei miei
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Gente sotto voce mormora
delle dicerie s'innamora
sibila malefica scavando
nell'altrui integrità
divulgando ostilità.
La gente parla per colore,
cieca all'umano onore
saetta temporali di pregiudizi
rendendo i figli alla smorfia
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 | Che questo tempo
lasci solo pagine bianche
senza più niente da dire
perse e disorientate,
disilluse da un inchiostro
trincerato nel suo silenzio
che imbarazza, ferisce
smarrisce e disorienta.
Non posso credere
che abbiam
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 | Quanti schiaffi
devi ancora prendere
prima di comprendere la vita
accanita di epitaffi
d’anime con vuoti a rendere
sfuggenti tra le dita.
Quanta aridità
sfiora il lungo cammino
passaggio fragile di gioie, dolori
e stolte
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| Temperatura sotto zero
in un mondo di vetro e farina
ove i fiati cocci di vetro
taglienti sulle scarpe
Orsi di pezza,
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 | Le senti?
Gridano ancora nel vento,
quelle voci,
che pugnalano la memoria
senza colpa,
condannate senza appello
denudate, derubate
della loro dignità.
Controluce, evaporate
son le ombre,
nel gelido, inverno,
vestito di fumo e di
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12267 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5731 al n° 5760.
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