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Sociale
Le 12269 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
 | Ancora ristagna
e trasuda dalla terra scura
l'odore del sangue
sulla collina dell'orrore
che dell'infame supplizio
fu muta testimone
mentre l'incontenibile marea
delle grida, della rabbia, dell'odio
saliva nella stagione
della vendemmia e
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| È notte fonda
la luna, ha uno sguardo mesto.
Tutto è in stallo
in equilibrio
privo di suoni.
Il
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Una fessura...
uno spiraglio incerto.
questo sei!
Occhiello d'una serratura
ove posare lo sguardo,
ove scrutare,
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guardami negli occhi perché è arrivato il tempo
di dirti io chi sono e da dove vengo
di dirti cosa vedo e di urlarti cio che sento
io non aiuto, non perdono e non imparo non ci tengo
mio padre non lo conosco, non so quanti anni
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 | Scorre lento il fiume
raccoglie foglie
rami
ed anche pattume
in acque gelide
perso è il silenzio
di lamenti sospesi
e di sogni mai spesi
suona triste e lenta una campana
canta fanciulla lì, assai lontana
donna s'accosta ed
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Hai finito di curarti allo specchio
tra il giallo e il nero
di una bugia all'ospedale...
non puoi cadere sempre dalle scale!
Ora su quel riflesso
ti puoi truccare
come i primi giorni
quando lo sognavi di baciare,
quelle carezze
non erano mani
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Sfideranno tempeste e fucili
Oltre l'oceano la primavera
li aspetta con valigie di figli
alcune vuote riempite destino
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Non sappiamo vederci
con questi occhi di tempo arido.
In plaghe d'indifferenza
l'altro è marcescente,
e diventa
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 | Disordinata pazzia
che batte il silenzio
il pensiero or tace
tra mille pugnalate
E lacrime di stelle
nell'Achille ergersi
spengono il tramonto
esilmente rubato
Il tempo si estingue
lacerando lo specchio
riverbero sgomento
e vile amar
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 | Quanti Petruška nel buio della notte
scavata dalle ruspe illuminata da candele
funerale d'alberi secolari, pianti millenari
alla radio dicono che genitori usano figli
abusando della loro ingenuità quasi rimandando
alla Convenzione, senza
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| Oggi lascio una riga
per chi osservando il capo
per sfuggirgli, in silenzio prega
come banchi di nebbia gemelli
E scrivendo in tanti contemplano
per sognare, piangere o maledire
ed usano le labbra per vanti
o flessibili sorrisi
Di notte non
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| Prateria sconfinata la mente
gregge i pensieri
pascolati da coscienza
costretta a mediare
tra lupi e macelli
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 | il mondo della notte è molto intelligente,
ma il compenso bianco è fatto...è fatta di un'ostinazione
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| Sono il rifiuto della vita:
ne odio, ne amore,
ne gioia, ne dolore
Sono l'assenza,
vivo sotto l'ombra di me
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| Chi smarrisce il giusto
s'affida ad una spada
che distrugge ogni salvezza
La mano che colpisce
non dev'essere mozzata
ma unta con sale di luce
violentata che cerca la quiete
prima di essere clonata
e pubblicata nell'albo delle
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 | Isola di smeraldo
celtiche coste dell'anam,
l'atrocità sporca i pascoli
su colline e prati d'incanto.
Oaglaigh na hEireann
le gesta di valore
ed i morsi dei Black and Tans,
divisioni ausiliarie del RIC
a spargere sangue
sulla terra di
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| Li vedi giocare d'estate
nei pomeriggi addormentati
all'ombra d'un muro bacheca
a locandine di cantanti al tramonto
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Finito! è quel brusio vacanziero
che al margine dell'onde imperversava
e gioia e risa ovunque emanava
scacciando
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 | E piango il mio Sud
amore senza ritorno
senza vergogna senza peccato
amore mai sbocciato.
Piango la mia cara terra
che si abbatte e risorge
tra cattiverie ed inganni
tra insulti ed affanni
ti dipinsero come pittori
di quadri i malfattori
con
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| Sa di finestra questo cielo
e panni stesi.
Fili d'orizzonte rimbalzano sui muri.
Verrò d'Agosto
quando soltanto
l'avventura di una vela
unirà gli orizzonti
(monocorde).
E monocromo il cielo.
Polifonico canto
di libera pace.
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 | Quanta gente c'è in giro di prima mattina
sono bimbi nonne mamme papà indaffarati
gioiosi sonnolenti prepotenti timidi vogliosi
corrono ognuno verso la propria meta
Per la prima volta li vedo veramente
mi sento un po' fuori posto
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| Si può avere un mondo migliore
dove il nero nell'arcobaleno
prenda il posto insieme col bianco
senza esser per
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 | Non vedi la verità
che ti passa accanto,
ha la voce della gente
e le preghiere del mondo.
Non vedi Dio
che piange di sconforto,
le sue lacrime tentano di curare
ferite inferte dalle tue mani.
L'ombra del burqa,
olio bollente,
guerre e
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 | Grida la Terra
è una stanca
Madre
Insorge
contro i propri figli
che la straziano
ferendola al cuore
Uragani, terremoti, inondazioni
per scrollarsi di dosso
l'infamia dell'uomo
che senza amore
la profana ogni dì
Onde
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 | Un giorno, San Pietro
bussò allo Studio del Signore
così esordendo:
"Maestro!
Ti è arrivata una valanga di posta!"
E Quegli, poggiandola sul cuore,
prese a leggere, dei figli suoi,
le grida di dolore!
Ad uno ad
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Come non udir blasfemi
se dentro gli animi sfregiati
languono miraggi di libertà
In chiatte prive di remi
nell'infinito mare umiliati
non ritrovare serenità
Nei rovi dei sistemi
facilmente mirano diti
sui nomadi della
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E' proprio dei giovani collezionare amicizie
valorizzarsi nei gruppi non fuggendo le sfide
accumulare esperienze alle
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 | Le ho viste,
disorientate alla stazione,
fra crocicchi di panchine, dove passa la vita,
dove passa la
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| Il flusso prese l'avvio da oriente,
librando prima un sussurro, poi le tonanti voci,
ai limiti delle città e lungo
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| Uomini erranti
negatori di patria
di opposti sentimenti
da sempre evocanti
artisti di strada
o lerci cenciosi
uomini liberi
o delittuosi
sensazioni diverse
per diverse passioni
nessun olocausto
la lor colpa ha sanato
sempre sulla
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12269 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 8851 al n° 8880.
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