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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Un batuffolo bianco,
grandi occhi
eccomi al mondo,
piccoli gioiosi guaiti
al caldo latte di madre,
ma si cresce
e “Vivere” è altro
E’ annusare
Scoprire, capire,
rotolarsi sull’erba,
è rincorrere i greggi
Sgambettavo
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Mani e menti
mortificano la terra
consapevoli
colpevoli
di condannarla a morte
Sordi ai lamenti
di sofferenza
si rallegrano
si distraggono
nel valere il contante
La loro percezione
è solo
la sazietà
quella
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Le mani,
queste mani raccolte,
racchiuse d'un
tempo disfatto:
le ho prese
ancora
con me.
Come
vele al vento
d'ottobre:
le apro ancora
di più, a scavare
in una terra
scura
di libera
vacuità.
Si può
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 | Onirico –
il sogno rimosso
è una gioia incompiuta
il rifiuto ricorrente.
Il risveglio -
condizione mutata
ambigua è la forma
distorto il pensiero.
Diversità -
si chiudono le porte,
si sussurra tra i muri
e quegli
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 | Serba e cingi e allieta
salva dagli occhi feroci di chi slava le anime
i colori dell’uomo
che nessuna tempesta ne tolga più lo splendore.
Lungo la strada srotolata ai piedi della vita
ora fiammeggia la veste nigra
nel viaggio diurno
ora
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La consuetudine degenera
nel sistema endèmico
sogni omertosi racchiudono
sintomi incontrollati.
La culla dorata
degenera nel miraggio morale
il pianto dal cielo
svuota nuvole torbide
d’accennati sorrisi.
La casta inquina
rigida e
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Non sempre alle virtù il successo arride
e certo Cicerone ne dà la retta nota.
La Sapienza, tua dolce Dama,
nella tua dolente sorte
a te porge legittimo conforto.
Sai tu, o pregevol Severino,
chi fu
a difender Cicerone a spada
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Calais è un deserto
verso il mar rosso
nulla possiede,
uomini sparsi a raggiera
sotto il cielo
inondato di stelle,
non trasmettono amore,
ma freddo
con una promessa:
andremo su Marte...
Calais è in fiamme,
nel fumo
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Tremor
di foglia.
Lacera la
Terra
Si scuote il pavimento,
di questa storia
d'Autunno
lento.
Quali propaganti
onde
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L’uomo non può
essere foglia
al vento
con lo sguardo
dove brillano lacrime
perchè
sa quanto sia triste
la fame.
Semina grano
per chi pensi
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Scusate signori se siamo cialtroni
non ci giudicate per quattro mattoni
siamo persone di buona famiglia
e i negri non ci sono graditi.
Permette maresciallo non siamo arrabbiati
siamo piuttosto cittadini modello
le nostre prigioni son piene di
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Ci siam sdraiati lungo le rotaie
ad aspettare il treno frecciarossa,
un gioco come un altro, per passare
il tempo con la cuffia nelle orecchie.
Il treno ci è passato sopra il corpo
ed un ciclone d’aria ci ha investiti,
al termine ci siamo
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 | E ti sento, lama di vento
pugnalare al costato l’Amore.
E sussulta
sussulta il mio cuore
quando mi volgo alla
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| Jibi |
24/10/2016 16:45| 1427 |
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| Ci sono occhi
chiusi
come le gemme
d'inverno
in una nevicata
senza fiocchi
respirando
inferno.
Ci sono voci
che nessuno più
ascolta
come i cantastorie
di una volta
cosparse di chiodi
e croci
sotto una camminata
storta.
Terra
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 | Esser guardiani tanto non vale
ti prodighi per un mondo fallace!
Dove l'idea furbesca è vorace
non vedi i segni immondi rapaci?
Assassini di dignità e di vita
e tutto sempre più stretto nel degrado.
Esser guardiani è
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Bottiglie vuote sull'asfalto a ricordare...
croci e fiori ai bordi delle strade per pregare.
Lacrime dal cielo a riempire,
chi sveglio aspetta per non soffrire.
Vuoti interiori da colmare,
rombano i motori ancora una curva per sognare.
Uno
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E’ di tutti la tavola imbandita
la stanza è vuota la mensa piena
Chi primo arriva prende posto
chiude gli occhi e si sazia
e poi va via
E l’ultimo conterà le briciole...
Apre gli occhi e scava nel piatto
torbido sugo croste
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Cento passi Oltre.
Oltre la morte.
Oltre i marciapiedi rotti dal silenzio.
Oltre il velo pietoso della notte,
steso sulle lacrime dell'assolato cielo.
Oltre il solco delle profonde rughe
delle Donne coraggiose e Sole,
che a sera sgranano...
il
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Ferma a questa finestra
di sbarre arrugginite,
gocce dal tetto,
lottando con la fame
come una spina nel cuore,
respiro profondamente
guardando i tuoi occhi... Signore.
.
Quanta povertà mi segue!
Quante persone senza pane!
Giovani e vecchi
dai
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 | Mille anni fa
un tenero amore nasceva
a consolare il mio io,
ma tribolava la gelosia,
sentimento dei giorni tuoi
nel groviglio d'ossessioni...
Davanti al pugno alzato
spiegazioni e scuse
non bastavano mai.
Assurdo è urlo di
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| Non voglio la luna,
non prego le stelle,
desidero solo
un raggio di sole,
perché qui fa freddo,
non ho la caldaia
e tremo di giorno
e pure di notte!
In casa ci piove,
il tetto s’è rotto,
non ho il denaro
per farlo aggiustare!
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 | Alto interesse e impegno
hanno a distrarre l'angoscia
già seduta nei camminamenti
dell'evidente sfacelo.
Esaltano or uno poi l'altro
e lavorano le parole al vero.
Diventano vaghi dove conviene
e alla gente che patisce
a non amar
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Ogni sera stiamo a pensare
quello che il giorno ci ha lasciato
tiriamo le somme sul campare
e ci lamentiamo di ciò che è stato
In realtà non riflettiamo mai
sul presente a noi donato
perché riraccontiamo i nostri
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 | Strano o mio stivale
ti trovo nel pallone,
tanta è la retorica
ma zero in coesione.
Tutti contro tutti,
in questa giostra
che porta in auge
l'io squallido,
che porta linfa
solo alla propria bottega.
Si lo so sei fatto così
o
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 | È triste l’immigrato alla fermata
e il sabato, le corse pur son poche;
stamani, un vero fiasco, su al mercato:
nulla venduto, e merce sequestrata.
Domani, per campar, cosa inventare?
Con bocche da sfamar, laggiù tra i neri:
fin d’ora non potrà
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| Non scendo quasi più dentro di me
per unirmi all'intero,
con il tempo la strada si è ostruita,
sono caduti massi di dolore
dalla parete del mondo,
le tracce si sono coperte di polvere
d’ingiustizia.
Una volta portavo su,
trascinavo
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| Senza scarpe e senza scuola
vagate per le strade
sotto pioggia e indifferenza.
Non lenisco col mio scritto
il candore disilluso
dei vostri anni delusi.
A piedi nudi non avete
puntini sospensivi
ad alleggerivi il cuore.
Così fanno
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Macigno nel cuore.
È un pianto muto,
speranze deluse
dentro l’amarezza.
Si spara, si muore.
Ferite di guerra
come dura pietra.
È un forte schianto,
un sogno finisce.
Noi ti supplichiamo:
"Scendi sulla terra
coi motori alati
degli angeli,
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 | Ti ho cercato ieri
non eri seduta sulla panchina
del parco delle due betulle
vicina all’ingresso principale.
Il giorno prima io c’ero
seduto dalla mia parte.
Ho visto nella folla di cartoni
una leggera somiglianza
non eri tu tra la pasta e il
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La tua mano sia la casa di quei bimbi
e gli angeli le tue carezze
sulle loro guance bagnate dalla paura.
Ascolto il canto della notte, dei Navaho, che
mi trasporta su monti che conobbi, la tristezza!
-l’inferno sembra prendere possesso, la rabbia!
E
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Generoso sempre son stato
il sorriso mi è naturale
e l'avaro ho considerato
per quel che vale!
Or lasciar voglio in dono
non ciò che solito dici,
qui niente monete d'oro
da distribuir ad amici,
è solo affezione
che
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1591 al n° 1620.
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