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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Giugno 2026 |
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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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E cado come foglia,
sotto le macerie di questo cielo
che non riesce nemmeno a piangere.
Il cuore corre fino alla gola,
- ma non devo dare lacrime -.
E il mare mi avvolge,
unico come padre,
senza pregiudizio, senza riguardo,
verso terre che
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Si assottiglia la notte in un manto ignorante
illuminata a tratti da un riso crudele,
strappata di dosso alle carni pietose
dilaniate sulla strada di una profezia.
Come angeli travisati dentro un fuoco di dolore
falchi neri lanciati a carpire la
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Non comprendo proprio il perché
ogni giorno mi allontani da te,
da te che sei oramai solo un ricordo
da te che mi eri madre
e che mi hai reso orfano nel mio cammino
verso nuovi orizzonti.
Non più strade polverose o invase
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 | E quel giorno
il bianco inviolato
di un abito da sposa
ti imposero
e lo macchiarono di infamia,
di male d'amore
da te non certo corrisposto.
Piccola sposa,
pochi anni di infanzia
hai vissuto e
mille te ne aspettano
da prigioniera
nel corpo
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Non può esserci pace senza guerra
contro chi spacca e brucia la mia terra
con il pretesto di un antico torto
da un giorno all'altro forse sarò morto.
Non trovo un’altra via se non le armi
per chi ha deciso oggi d'ammazzarmi
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Cosa resta ormai
di un corpo martoriato
esploso o ferito da pallottole infami?
Una vita, anzi cento o forse mille
per il nulla assordante.
Nel buio saltano fuori le atrocità,
mani crudeli che senza tregua
si sporcano del sangue altrui.
Menti
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“Posso contare,
cucire imbastire trapuntare,
conosco a memoria l’alfabeto: a, b, c...
e se mi va
sono insuperabile nei discorsi
già
quanti discorsi ho imbastito sul mio cappotto!
Loro non sanno
non mi capiscono
sono lontani, loro
anni
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Se le tribolazioni della guerra
procurano sofferenze e dolori
su tutta la nostra madre terra
la vita non sarà più a colori
Anche se siamo in piena tempesta
con i disastri che sono sulla terra
l’inno di libertà sarà protesta
per un domani senza
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Il silenzio della marsigliese
intona l'inno
d'ansia, respira l'anima
colta d'improvvisa
percezione
arde la bocca
di spente parole.
Socchiude gli occhi
alla luce del sole
e chiede perchè?
Affranto destino
d'irriquieto pensare
batte
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Viviamo il caos
l'epidemia di un male che lentamente
contamina
Nulla sarà come ieri
come l'ieri di un sorriso su labbra
libero
Oggi... è il più prezioso dono
il dono di un sognato domani
evaso da pregiudizio
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Se la ferocia ha una cittadinanza
quel posto ha un nome, dove è d’ordinanza,
perché, in assenza di bene e verità,
scatta un ritratto di
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Chi permette?
Chi spara, chi uccide?
Chi mascherato, chi dimenticato
chi frutto di seni di madre ha bevuto
dalla coppa dell’odio
o alla fontana del niente?
Rosso- sangue
la vita
la morte
si aggira silente
nelle vie, sulle scale
fuori da un
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Silenzioso muto
accarezza gli scogli
sabbia dorata
preziosi
gioielli sparsi
nelle fresche acque
Il mare
vivo ci ascolta
nel mondo
il suo movimento
preghiere assenti
mute
come delfini emergono
dalle profondità
per nuotare nel
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Ho volato alto abbracciando mari,
deserti di sale, e fiumi.
Remigato su onde:
rasentato scogliere, evitato tempeste.
Ho visto tutto ciò che è dato vedere
e sempre, sono tornata al nido.
Nel becco custodivo per te qualcosa.
Ricordo le
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Fratello, ora che indossi la cintura
non vedi più i colori del mondo,
non senti più il profumo dell’amore,
non ascolti il canto del vento.
Sei accecato dal pesante fardello
che altri ti hanno calato addosso.
Mutilato da una fede che
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 | L'osserveremo ballare nelle sere
ancora rossastre d'un tredici novembre
Sconosciuti a loro intimi
di esistere là, nella sintesi
del tempo giovane di sé stessi.
Questo impeto giovane che mai cresce
a divenire grande, ne sale e
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 | Come avvoltoi si librano nell’aria di cieli neri,
scrutando vittime ignare, volteggiano quasi
con aria innocente, per esser sicuri di non fallire,
di esser vincenti .
Artigli tondeggianti e forti per poter ghermire
prede designate, già
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Quante volte
dovrò ripetermi amore
confondendo l’odio che bussa
nello stridio di coltelli sui vetri di povere mura.
In questo delirio ostinato
dove ripeto - non faccio conversazione
con il grido ustionato di demoni
soffiato da risa
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 | Non vuole sorgere il sole
nel tempo sospeso
dove c'è il silenzio.
L'umana misericordia tace
quando parlano le armi!
Profonda angoscia combatto
in questa notte di Novembre,
l'onda della morte
carezza la mia casa
ma il senso del
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 | Un gioco perverso
d’inganno e di odio,
assetati, senza ideali,
rosse onde s’infrangono
tra le scogliere e battigia sabbiose
di gabbiani addolorati.
Reclutano innocenti vittime,
lame taglienti mietono
candidi Gigli fioriti.
L’atroce
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| la ville lumiere ha spento le luci
nell'oscurità degli animi travisati dal male,
come lupi feroci approdati dall'averno
nella mattanza di una notte infinita.
nello sgomento della ragione
ho sentito le mie certezze frantumarsi nell'ira,
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 | Dove vai uomo immerso nel veleno
e monta quell'odio che toglie il sereno
e tetra sommaria ingiustizia di sangue colora,
la notte di colpo rabbuia e assiste passiva
a questo macello che sradica impietoso la vita,
un altra pagina nera al veleno
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 | era festa
era gioia
e c’era musica
nell’aria
era Rock
e avremmo visto Aquile
volare
ma liquidi fiori
esplosero scarlatti
sopra i nostri cuori
era buio
era freddo
e c’era sangue
c'era stupore
nell’aria
alti
dalla Torre
senza
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| Jibi |
14/11/2015 17:09 | 1220 |
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Arsa la gola nel deserto del giusto
striscio le membra come unico Cristo,
porto la croce, fardello dell’uomo,
frustato nel riso dell’ultimo primo.
I chiodi m’attestano il non esser divino
espiando le colpe d’un fatuo destino,
rinasce la vita
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Com'era denso il chiaror lunare,
luminose le notturne ore senza veli,
schiacciavi i colori e dipingevi
gli allegri pensieri di un acerbo tempo.
Poteva essere forza o lucido desiderio,
sentivi pio affetto nel centro immaginario,
non doveva lo
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| Pagu |
13/11/2015 20:22 | 1986 |
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Corre sul filo d'acciaio
corre con le sue scarpe sottili
corre e non inciampa il giocoliere
dall'alto della torre del cielo.
Aerei con la stella di Davide
dirigono verso il mare
il giocoliere lancia in aria una palla
verso l'ala di un caccia
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 | Ci s’illude a
cavalcare l’incoscienza,
non trovi mai la convenienza;
un giudizio giusto non paga la
dogana, l’arte della legalità
non è strana.
Soli come
dei bambini, cerchiamo
l’aiuto della mamma stato;
non è al
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| Un val de roua
s- a ridicat
poporul s- a trezit unit
a matura in graba
spinii ce printre flori alese
au distrus visul tinerilor
sus si jos
melodia de vis
a patruns inima focului nestins
cu dor si jale
ecuatia s- a-ndeplinit
in cor
mergi spre
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| ¡Cuántas veces
quise gritar la verdad!
¡Cuántas veces la grité!
.
¿Y quién escuchó?
.
Solo me quedó el dolor.
Heridas,
surcos mentales
que nunca sanarán.
.
MUTA
.
Quante volte
ho voluto gridare la verità!
Quante volte l’ho gridata!
.
E
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| Fuggi, nel bosco di betulle
i rami protendono le mani;
fuggi, il passo si fa molle
al ringhio famelico dei cani.
T'accasci sulla gelida terra,
preghi invano che si spalanchi
fuggi, ma il terrore ti afferra;
non chiudere gli occhi
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"Dona", mi disse il cieco sulla strada,
ed io donai; ma lui non mi vedeva.
Dimmi: adesso che ti ho dato una moneta
come mi riconoscerai?
Non mendico guardando in faccia il mondo
ma so riconoscere un'anima gentile,
nel mezzo del brusio
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2131 al n° 2160.
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