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Le 8057 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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L'amava
le aveva dato un figlio,
era la sua vita.
Poi qualcosa è cambiato,
era nervoso, non andava mai bene niente
volavano i piatti
se non era pronta la cena,
se restava ad addormentare il bambino,
volavano calci e ceffoni
se aveva la
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Lo sguardo perso nel domani ignoto,
il corpo annaspa avvinto dal nulla,
sospira il cuore battendo a vuoto
e intanto l’oblio ti culla.
Sparita è la via dei desideri,
fugata la speranza ormai avvizzita,
false illusioni del remoto ieri,
sfuma
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Occhi di bimbi, innocenti, puri come acqua
di sorgente limpida, cristallina.
Traspare il cuore, scrigno prezioso, dove è ben
riposto amore, genuino e puro, non conosce
iniquità, nefandezza, atrocità.
Occhi di bimbi,
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 | Li vedi? Sono fermi all’orizzonte
sostano sotto alla grande ombra:
credono ancora.
Un solo uomo saprà guidare
una sola bandiera dovrà sventolare
ma non sarà quella dell'amore.
A sinistra un uomo nudo chiuso in se stesso
a
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C'era un angelo per strada, in un luogo che non si vede
c'è un cannone che spara "neve" al posto della neve.
Le luci di natale sono i fari d'un anonimo furgone
un gatto si dilegua dentro al buio, cerca cibo in un bidone.
Un
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Voglio scrivere
una poesia sul niente
ma il niente, mentre scrivo,
già si fa cosa,
fragile e vana,
come ogni cosa.
Voglio scrivere sul niente,
ché niente c'è più da dire,
niente più da pensare:
svanito ogni
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| Mavec |
12/11/2013 20:44| 630 |
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Atterrita, attonita,
incredula,
osservo genti
in quest'implacabile
tempo dell'oggi
irriverente.
Miserrimi attori,
che ruban scene
come nevrotiche
primedonne,
ammaliando stancamente
da questo palco
folle insane, vuote menti.
Nessuno mai
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Andare dove non c'è pace
A raddrizzare un angolo di luna
Raccogliendo una lacrima perduta
Andare e non curarsi di cadere.
Il senso di una mano che accarezza
Più grande d'ogni pena dell'Inferno.
Là, nel verde campo della
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Sud (intro)
Ora
raccoglierò
fiori di prato
e giovani papaveri
rossi rossi
non più
tristi crisantemi
adorneranno
ammassi
di macerie
di perduti sogni
ora
soffierò
sulla polvere
cancellerò
le tracce
d’ogni
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Mirai il sole
sfolgorare ardente
sull’Italia indigente.
Nell’aere azzurra volare
folli filamenti trafitti
da sconsolati sguardi.
Capelli d’argento
serraggi di speranze
nei corpi stanchi
mummie senza bende
col passo storto
negli occhi
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Entro e m'investe l'onda
della voce di un tale che commenta
una splendida azione di Butraghegno
al megaschermo, entro
e mi siedo sopra uno sgabello
Dalla cintola in su qualcuno spiega
con uno sforzo estremo di dolcezza
che una grossa nube
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Lascio il mio sorriso nelle vostre mani capaci,
così da non rubarlo ad altri in attimi fugaci.
Lascio il mio futuro nelle vostre mani leste,
altrimenti di altri ve ne abusereste.
Non lascio i miei affetti alla vostra cura,
così da non
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ci si cercava per parlarsi,
per confortarsi, per amarsi.
C’era la guerra...
c’era la guerra, e ti ho trovata
c'era la guerra, e tu mi
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 | Grida l’anima...
grida tutto il nostro essere
così tragicamente calmo
tra i respiri della notte
a cercare
quella parte di cielo
che appartiene
alla vita di ogni corpo...
scacciando i rumori stonati
distesi insieme
alle finzioni della
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 | Un foglio
perdente,
nelle parole asciutte
come tanti,
accartocciato
infine esiliato;
nel disordine
così
si argina
il pensiero dal mondo
si compiace
d’esser altro
al margine
predisposto
alla dimenticanza.
Il limite si
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E’ pur lecito ogni tanto
esser insofferente quando
l’ingiustizia è oltremodo evidente.
Come restare impassibili di fronte
a tanti cuori piccini che aspettano
solo di essere abbracciati,
riscaldati e coccolati,
sentirsi amati?
Eppure ci sono
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Ci sono quelle aurore
parche di splendente luce,
quel grigio dominar la scena
tutto... intorno contamina
e l'animo contagiato
si perde nei soliti malumori.
Non è l'Autunno maturo
che annuncia imminenti rigori
di un gelido Inverno,
che
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 | Lo senti ancora il gelo
rabbrividire dentro
questa tua vita randagia?
Quante scarpe hai vissuto
con occhi stesi al cielo
caduti poi sull'asfalto
a vedere vite camminare
dove tu non vai
E ti lasci vivere
di protesta silente,
personale disfatta o
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 | Anime
contaminate
da orgasmi d’inezie
supplicano, non vergogna
non finzione
ma risarcimento;
la vita, restituita
con le mani
di tutti
impronta
affrancata da terre
senza confini.
Diversa contesa
è il grido
camuffato
in
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| chi schiacciato dal trattore
chi avvelenato da miasmi
chi stritolato da presse
chi affettato da lame
chi spiaccicato al suolo
chi bruciato da forni
chi soffocato da cisterne
chi annegato nell'acqua
chi arrostito da corrente
chi investito da
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 | Il ballo dei
debuttanti? L’equilibrio
manca, due cuori... in una
capanna; presto l’amplesso, il
telefonino squilla, me ne
vado sono stanca.
È blandizia
non sentirsi... amati,
la paura di perdersi c’è
sempre; nascondersi per
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| Folle nel tuo cammino incerto
Inciampi nei tuoi passi confusi
Guardi intorno maschere umane
Deridono il tuo essere diverso
Diverso da chi?
Esiste un uomo uguale all'altro?
Non sono le differenze che creano relazioni?
L'opposto, il particolare,
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| respiro smozzicato intriso di occhi bagnati di morte
fragore di reti spezzate d'urla senz'anima
bimbi senz'ossa affogati di sale
mille e mille cadaveri esplosi di tramonti silenziosi
erano uomini
accovacciati nei putridi barconi senza sole
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| Simili sono le ore
nel dolore del parto.
Il pianto, le carezze,
i dolori, tutto è uguale
di fronte alla vita.
Tu uomo ignobile,
pensi, vede in me
un'altra anima
un'altra pelle,
un'altra vita,
ma ignaro non pensi
che anch'io soffro
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La felicità ...
la cerchiamo ovunque,
in ogni luogo
e ad ogni costo.
Tra sentieri conosciuti
e sentieri improbabili,
in un universo
ostile e polveroso
con il desiderio
di quella libertà
che ci appartiene,
un assioma.
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Bisogna stare al passo con i tempi,
se si vogliono coglier le occasioni.
La storia ci presenta molti esempi
di gente che mutò le sue opinioni:
quasi tutti i fascisti antifascisti
divennero nel tempo di un mattino,
ritenuti quegli anni furon
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Gioca l'artista
con le sue tele
mille colori
inebriano la mente
immagini fisse
astratte
crea, l'artista
suona il pianista
dita veloci sfiorano
tasti bianchi
ora neri
danza la piccola
anima in quel teatro
applausi scroscianti
fanno eco
a
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Non siamo
ed è struggente vento
che cammina
sui detriti del vivere
Canto al buio
note spietate
scordate tenue
che trema l'anima
Guido spesso
a fari accesi
schivando il buio
andante a folle
Così, assorto
per farmi
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ed al suo spirto diceva: «Beffarde
voi siete voci de’i gran novatori!
Quivi tempesta d’immani furori,
ivi una pozza di vergine cruor!
Folli e beffardi, e ancor più che istrioni
voi siete, oh uomini... voi che brandite
l’acciar de’i
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il colore della tristezza
ha fissa dimora
tra carne e mente
e io,
ubriacata d'insonnia
certa d'incertezza
mastico
ma non mando giù
le notizie
disgustata
scivolo
tra sopracciglia provate
e piedi gonfi
tra pace e paura
la notte
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| Desire |
23/10/2013 18:55 | 1617 |
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Gronda lo sdegno edulcorato
da lontani e annosi fariseismi
nel susseguirsi risentito
di una parata funebre del pensiero.
Parole come macigni
come uppercut assestati
al bersaglio delle coscienze.
Indulge il pietismo
e istituzionalizzato adorna
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8057 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3361 al n° 3390.
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