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Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 8058 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Piccoli indifesi
costretti dal destino
ad un amore forzato
strappati
dalle ali di lei
con tatto vi cingeva
soli
in un mondo senza cuore
attendete con ansia
la vostra maturità
è mancato
quel caldo abbraccio
il soffice bacio
l’avete
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 | Prepotente
indegno d’esser uomo,
non vuol perdere
il suo dominio.
Sotto il falso
verbo dell’amare
nasconde imperituro
la sua natura prepotente.
Imperversa
dentro il duro cuore,
il desiderio d’essere
padrone e dittatore.
Incapace
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| La musica gossipara
è sempre più chiara
assomiglia ad una cagnara.
Riviste patinate,
sfogliate e incaricate
di distrarre la gente
con belli articoli sul niente.
Rotocalchi rosa
con le nuove facce in posa
a parlare del loro
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| Sera afosa.
Lungo un viale cieco di tramonto,
le macchine sputano ansia sull’ asfalto.
Passo serena, indifferente.
Sto con le mie tenere angosce.
Sera afosa.
La donna quasi affoga,
mentre raspa nell’immondizia,
e dalla selezione si vede bene
leggi

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| La vacca senza scollatura,
senza corto alle mutande,
scioccherie all'armatura,
e leccornie al bar dei vermi,
non farebbe così paura.
La vacca senza i tacchi,
è poco meno di un'altra uguale.
Vorrebbe il porco
ma trova il
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| Buia l'essenza
come la notte
nella tazzina
è una presenza
che sa far botte
fino a mattina
con la mia voglia
d'andare a
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 | Famelici lupi
ingordi di potere,
con la bava alla bocca
e gli occhi forsennati
tendono agguati
all'ignavo gregge,
pronti a consumare
il lauto pasto.
Sul tavolo sacrificale
immolati son gli agnelli,
vittime innocenti
dell'odio
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| Che strano vezzo,
femmina alla moda,
mostrare il pube raso iridescente,
per pura vanità o per diletto,
oppure per sembrare più raggiante.
Adorna di brillanti,
tu porgi scabro al tatto il tuo gioiello,
stupendo da vedere,
giammai
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 | Stretti
avvicendati
coriandoli monocromi
- corse di sola andata
limiti
di noi erranti
tagli, le fessure
tra una volto e l’altro
aprono
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| Ho assaporato il gusto di migliaia bandiere al vento
Allo stadio ancor bambino
Ero catturato da un impeto
Da un onda umana che travolgeva dentro
Gli occhi esiliavano dal campo
Rapiti da un incessante e rimbombante canto,
Canto d'amore con occhi di
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| scarpe bucate di mille fronti perduti
i pochi di quel cielo di S. Paolo
quelli che la vita forse ma l'Italia prima
lampi di vite
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Non puoi alzar le spalle
buttando gli occhi al cielo
nascondersi didietro ad “un che ci posso fare”
Sei uomo o burattino?
come vigliacco, vuoi campare?
Così giustifichi l'assassino
che sulle tue spalle vuol mangiar
Ruba futuro ai tuoi figli
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quel tossico in piazza
che rotea gli occhi smanioso
d'incontrare il suo tamburrino
è tuo figlio
quel ragazzo solitario
che compulsa siti porno
e schifezze, anche lui
è tuo figlio
come quell'altro
che sale nell'auto
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C'era una volta
e c'è ancora
in una terra lontana
e assai strana
la terra arcana dei
dei Tontorondò.
In quella terra
comandavano quelli del no
che a ogni cosa dicevano no
Or mi chiedete
chi ci fosse prima di loro
e io vi
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Sera afosa.
Le macchine sputano ansia sull’ asfalto
specchiante di tramonto
Passo serena, indifferente.
Sto con le mie tenere angosce.
Sera afosa.
La donna quasi affoga
mentre raspa nell’ immondizia,
e dalla selezione si vede bene
che quel che
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 | Soli,
rinchiusi
vuoti a perdere
senza consolazione
in balia dell’alienazione
giacciono inermi
in quei letti
piccoli grandi uomini
indifesi.
Abbandonati da quella stessa vita
che hanno così tanto amato,
dallo stesso seme che
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 | Fin dal principio
fu la fine
quando, irriverente,
si fece scudo
di arroganti figure
pronte a saziare le leccornie
del proprio ego
sulla tavola scarna del popolo.
Nessun alibi
nessuna prescrizione
nessuna ricetta atta a sanare
potè ridare
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 | Occhi grandi e impauriti
hanno visto l'inimmaginabile
Scene orrende nella pellicola
hanno sporcato il tuo essere bimbo
Grandi malati con le loro sporche mani
hanno violato l'innocenza
Perso tra la folla alla ricerca di te
scavi nel tuo essere
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 | Decrepito vecchietto che vacilla
Rinuncia all’assistenza mercenaria!
Non può dar l’oro amor come di figli
Soldo non c’è che sì cotanto valga!
Potresti un giorno ecceder nel languore
E se lei non consente aver tormento.
Meglio cercar nel largo tuo
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| Sono un ostaggio nelle tue mani
inconsapevole e frangibile
mentre affondi la tua rabbia
sul mio corpo incredulo
e ne fai scempio a tuo piacimento
uccidi...
cancelli
per cancellare la tua inadeguatezza
distruggi
per soddisfare la sete di
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 | Vorrei volare nella luce
tra infuocate lingue del sole
diventerei pioggia d’amore
per questa arida terra
Ascolterei il caro estinto
perito senza compassione
sotto sguardi indiscreti
di sviscerata borghesia
Fuggirei dal mondo
rarefatto
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| Alzeranno coltri di fumo
Per i festeggiamenti
Inonderanno di scalpi
La nostra esistenza
Per una sentenza
Cadenzando il passo
A ritmo di danza.
Ammicheranno con giubilo
Coinvolgendo in un onda
Di momentaneo sollievo,
Gettando un cavo
Alla
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e le ombre, quelle ombre
che minacciose sbucano dal nulla
armadi spalancati, finestre in frantumi
mostri sotto il letto...
tutto appare tollerabile
ma non la sua distanza
lo smarrimento t'imprigiona fragile
e tu, inerme figlio della
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Un telo
non bianco
uno nero
copre lentamente la dignità umana
incurante
strafottente.
Nero
nero per evitar che
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Presagi repentini di ore oscure
a revocare equilibri e accordi
che egemonie insidiose rendono vani.
Hanno chiuso l'occhi speranze fattesi mute,
segnano voli in tempestoso vento
fra rami d'ombra.
Fa da controcanto il respiro degli oppressi
che
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 | Ho ascoltato di cenci
dietro carni ancora crude
Ho ascoltato di loro
scivolando nei profondi
Dove
placide le lagune
da considerazioni vacue
e disumane alterazioni
E ho ascoltato.
Ho ascoltato dove
Non v'è il vero Peccato
ma
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| EnzoL |
01/09/2013 19:35 | 1886 |
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| Bagliori di dolore
sulle ali delle aquile,
nelle cime arroventate dalle fiamme
il respiro dell'acqua è fatto scuro.
Nei salti di un vento impietoso
il malessere di mani assassine
porta via frammenti di vita
fra le urla di foreste
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 | È sempre stato mite il disgraziato,
chissà qual lampo gli offuscò la testa
quando la donna ch’era la sua vita
con un suo amico ei trovò avvinghiata.
Già soffre perché troppo egli l’amava
è il
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 | Un passo dopo l'altro si sperdono
come chiazze intimorite, pian piano
in mezzo al buio senza far rumore
le orme sparpagliate di chi non sa
più sperare
Ognuno si porta dentro un ricordo
una tristezza vaga di giorni lontani
nel nulla
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| Sta il pensionato in fila alle poste
fa il furbo
va dove la gente è meno
sta il pensionato
a pagare il bollettino
passa avanti
litiga e inveisce
il povero impiegato
abbozza e annuisce.
Sta la giovane ragazza
sull'asse attrezzato
mi
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Mina l'attesa il pensiero sopito
troppe volte disatteso e illuso
dal vociar di eclatante parola,
che grassa di estenuante retorica
si squaglia come neve al sole
e ci lascia sgomenti alla deriva.
Il popolo sempre più ostaggio
degli umori
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8058 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3541 al n° 3570.
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