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Le 8061 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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*
...odora
di stelle la notte
Sotto i lampioni c’ è il sole
Riempiono l’ aria del suolo
note di fragili errori
*
Passi inquieti, sensuali, vagano persi nei viali
Troppi errori negl’ occhi, brezze d’ amori nel cuore
Viaggiano polvere d’
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Ci diagnostican malattie
ch' invece non abbiamo
instradandoci per le vie
che seguir non vogliamo
ci convincon che fan del bene
per risolver le questioni
ma ne abbiam le tasche piene
e ci sian rotti i cortisoni
ci forniscon il lor aiuto
preziosi
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Due cravatte
vissero nel mondo infranto
come fosse un cappio al collo
perché la gente non chiude gli occhi
anzi, li apre ancor più
e giudica amaramente.
E negare l’evidenza
non possono far altro
quanto bella sarebbe
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Al centro del salotto
c'è una marionetta
truccata e costretta
dentro un ruolo
ritagliato dal potere che le dà vita.
Colpire, non informare.
Questo è l'obbiettivo,
creare uno spettacolo
il più possibile
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Non bastano gli anni
non bastano i secoli
le ingiustizie divampano,
bilance pendenti
impietose irrefrenabili,
come sabbia d’una clessidra
van giù e crescono
sempre di più.
Le verità ormai
non son più
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 | Ricordo ancora ogni parola
che all'improvviso sboccia sulle labbra
e scioglie i nodi al cuore,
semi vecchi di decenni
serrati e intrisi del mio pianto
sì lontano l'eco di quel canto
eppure è qui
nel seno stanco
deluso e irato con
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 | Fantasmi neri
s’aggirano anonimi
da cima a fondo coperti
lasciano vagare solo lo sguardo.
Nascosto sotto la lunga veste
il fiore della femminilità
il cuore continua a pulsare
e l’anima graffiata a vibrare.
Nel velo
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| Non un fruscio,
non un sussurro,
neppure il ronzar di mosca
quando lesse il verdetto.
Vista la legge,
calcolati i danni
sentenziò:
in galera per vent’anni.
Quanto si sentì perso
il condannato,
cascò a terra
come un leone domato.
Aveva
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Passi assecondati dal vento di questa via di città,
passi distratti nell’asfalto di questo grigio cielo.
Due occhi tra queste vetrine squallide,
due occhi sulla punta dei piedi.
E dopo, un attimo,
occhi in occhi
di chi,
di fronte a te
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Dell'onda
solo lo sciacquio
ci dondola
all'arenile
fra giocoso vociare.
E più vicino
il cuor non ode
l'echeggiar disperato
del grido di morte strozzato
di chi, di questo mare,
ha assaporato la libertà
prima di un ultimo sorso
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Giullari,
dai sonagli silenziosi,
camminano per la via,
imprecando
contro il nulla.
Parole muoiono
in un istante,
in una bocca
dal ghigno sgangherato,
impastata da disagi.
Una bottiglia e follia
la loro compagnia,
circondati da una folla
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Bisognerebbe guardare oltre
oltre atavici dogmi
in una società attuale
non più ancestrale,
in un mondo diverso
perché tu sei diverso.
Bisognerebbe cambiare,
l'anima rinnovare,
nel vivere
nel pensare,
per un mondo
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Nell'angolo d'una stanza
rimane un lottatore
dal volto stanco,
ad attendere il suo pasto,
occhi velati viaggiano
ad una vita dal vecchio sfarzo.
Schiena ricurva,
alle corde,
sotto i colpi degl'eventi avversi,
ciechi malfattori
a privarlo di
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Odio, fame e guerra
imperano sulla terra,
la lupara mafiosa...
spara sulla gente bisognosa.
Furto di legalità,
in tutte le città
si vive senza equità.
Ndrangheta, mafia e camorra
sono la nostra zavorra,
dove l’uomo onesto poco conta
e il
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Nasi rossi, un bidone dove la legna delle cassette crepita
odore di gomme che affoga
come il pensiero di una vita normale,
nel vino si perde e nasi paonazzi
clowns senza tendone
nessun copione
una cicca che gira
volute di fumo
ci si
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 | Galoppa e corre veloce
il suo destriero
come il vento che piega l'erba
così calpesta la nuda e umida terra
E' il grande e odiato nemico
che duro lo affronta
strappandogli ferite e medaglioni d'orgoglio
dal suo fiero collo
Aspra e
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| Pensi ancora tu
che a livellare le vite
basti la morte?
Infelici vite, sorti sporche,
esistenze beate e sante,
condotte in tuguri miseri,
bestemmie del signore
che mostra le sue ire
a chi ha le mani sporche.
Il dolore eguaglia gli
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Non saprei dire da quando,
probabilmente
da quando sono nato.
Vago intorno al mondo
come un'asteroide
fuori dal cerchio.
Fuoco diverso dal consueto.
Anima incolore
o intensamente profonda.
Livida immagine
di una sponda
che non trova il suo
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 | Inaridita,
nei lancinanti riverberi,
un idea s'adombra
tra degradazione e follia...
s'incarna il respiro
nei tratti oscuri
di misteriosi destini
macerati dal tempo,
raggelati da solitudini
che come lame sottili
tagliano le
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Piatto l'orizzonte,
detrimento di generazioni
nel presente
fatto di contorsioni.
Sfumature nel nostro Cielo,
le vediamo
dietro l'oscuro velo.
Ancor deboli
i segnali
di futur tempesta.
Gli ultimi sgoccioli
della Festa.
Spicca come un
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Promesse,
versi incisi su carta.
Copertine favoleggianti,
riflesse,
dentro spavaldi contratti.
Firme,
articoli di giornali,
trafiletti.
Presentazioni ufficiali,
artificiali, immaginarie,
illusorie.
Echi rumoreggianti
grandi nomi...
sempre
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Sgranando un rosario,
pregando, proclami
tue vetuste onestà.
Entri in sacri templi
sol dissimulando
verità,
sorda alla cantilena
del tuo stesso
ripetitivo Credo,
dissemini al vento
piume di maldicenza,
schernisci
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Sarà sempre peggio.
Una ruota che gira
e si intoppa sempre
allo stesso punto.
Sbarre alle finestre,
chiavistelli alle porte
non basteranno più.
La rabbia ha la sua epoca migliore.
La malvagità è nel sangue.
I cani
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 | L’ignorante ha cinque lauree
che sotterra in un giardino
sentenziando, a cuor leggero,
i capricci di un ragazzino.
L’ignorante è profumato,
elegante e ben pagato,
ma sorpassa sulla destra
in sella al suo potente SUV.
L’ignorante si
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| Ove è finito quell’omino
sotto l’ombrello cucinava
pentole mestoli vibravano
alto il fumo disegnava
su ciottoli cenci tremavano
sigaretta di fortuna volteggiava
gioiello unico nell’ore
fanciulli
si fermavano
stupiti
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Ho visto piedi nudi
Per la strada
piedi che venivano da lontano
Scura la pelle di quel fratello
Lunga e incolta la sua barba
membra scarne
chiuse in un paltò troppo grande.
Tristi i suoi occhi
persi nel ricordo della sua terra
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Situazione disperata;
il sogno dell’Europa era perduto
il nostro bel Paese ormai fallito.
Quell’uom sul sommo seggio, beneamato
a governar chiamò l’altro assai noto,
ch’era in "Comunità" pure apprezzato.
Compito
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 | Con questi miei occhi...
ho visto
l'umiliata povertà
Strappar via di mano
doni del cuore
offerti
senza riceverne compensi
Dissolti poi
in un rapido momento
in un'attimo...
dal gesto Disonesto!
è triste il tuo
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 | Appaga i figli
l'immagine riflessa dal ciglio paterno;
rende speciale un pasto abituale
il grembo materno
- colostro e battito vitale
danno sostanza ai non maturi gigli-.
Per ogni tempo un appropriato pasto;
ciò che sembra normale la
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| Per selve sterminate
tra rigide idee
venne per donare impronte con la gioia nel cuore
e la libertà
suo forte amore.
Di giustizia desideroso,
maestro del vero,
natura del giorno sacro,
luce della notte divino,
immettendo giovinezza
dove balla
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Si posano i corvi
su di noi.
Scendono dal cielo
e non guardano la luce.
Vengono da molto lontano
ed hanno un dono...
si chiama oscurità.
Braccia di paglia su cui dormire.
Capelli che prendono
spesso fuoco.
Scendono i corvi sul
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8061 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4021 al n° 4050.
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