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Le 73956 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Mi sei rimasto tra le mani
come un’acqua che non ho saputo trattenere.
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C’è ancora calore in ciò che tocco,
una tua forma nell’aria
che respira quando chiudo gli occhi.
.
Non eri soltanto tu:
eri il modo in cui il mondo
smetteva di
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Nel silenzio del tempio senza mura,
l’anima cerca un raggio tra le rocce,
mentre il pensiero, in cerca di misura,
svanisce come pioggia in poche gocce.
È un labirinto di specchi e di vento,
dove la fede è un’ancora sommersa;
nel
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il cielo vitreo porta l’infinito nei tuoi occhi
godo la vita che resta w sorrido e sorrido nel silenzio
ama il piccolo selvaggio che squarci i tormenti dei laghi
la porta delle nuvole entra nell’acquazzone bagnato delle gocce
porta della nuvola che
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I’ vorrei prender naviglio
e navigar con te
in uno sperduto mare
all’ondeggiar di chete onde
E la vela fermare
in centro di cotanto mare
e restar lì, in beccheggio
de l’incostudite onde
Ma ohimè, un mal mi sovviene,
che’l cibo mi si
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‘A vita s’è stracciata comm’a carta
‘mmane a nu dio criaturo
ca despettuso m’ha lassato annuro.
‘O cielo all’intrasatta se n’è gghiuto
senza da’ n’ombra ‘e aiuto
scrivenno ‘ncopp’ ‘e prete d’ ‘a scaienza
parole sciacque e ’nzìpete ‘e
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Non si perde o non si vince nella vita,
conviene prenderla come viene.
Abbiamo ereditato una vita già fatta
e la viviamo a rate anche pesanti.
Di tanti luoghi immersi nel tempo
ora lascio alle spalle città, strade e porti.
Della porta del passato ho
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Quando passo, di solito veloce,
arrivo e transito oltre,
non vedo il senso
di doversi fermare a leggere,
o semplicemente a pensare
su anime simili alla mia,
è così che funziona
o almeno dove il pensiero
si crede libero di non giudicare
e
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 | Quel sorger del sole ad entusiasmar vista,
pregevole riflesso e striature di corallo,
oasi serena ove addormentar il cuore,
orme ed ombre a concretizzar sogni.
Quel flebil sciabordio a cullar mente,
pensier a navigar su onde,
angolo solitario a
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| Piccola con il nasino all’insù
sfrutti tutto il tuo saper fare
nell’essere sempre più intraprendente
riuscendo a catturare sguardi
birichina vorresti coccole
dolcezze che a molti bimbi mancano
medicina accettabile quando attorno
sembra che niente
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| Nel cerchio d’ombra
che la luna stende
il giorno tace.
Il leone piega
la criniera d’oro.
Un velo antico
sfuma la luce
inghiotte l’Ego
svela la cenere.
Passa la Nigredo
buio che purifica.
Ogni forma muore
per poter rinascere.
In questa
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Lui non cercava parole,
ma il battito nudo della terra
sotto le piante dei piedi.
Si fece piccolo come il seme di senape
per entrare nelle fessure del mondo
e parlare la lingua dei lupi e delle pietre.
Non c’è confine tra la sua
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Ho incontrato occhi
che guardano
e occhi che vedono.
E poi ci sono i tuoi.
Diamanti speciali,
che sanno leggermi dentro
come se mi conoscessero
da sempre.
Scivolano piano
tra le pieghe del mio cuore,
là dove nascondo le paure,
le
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Ho scalato la montagna
con le mani stanche, Senza
sapere che ogni passo era
un’arrampicata verso il fondo
della mia anima.
Pensavo fosse un’ impresa
impossibile un vertice nascosto
oltre le nuvole e oltre i cieli
perso nella nebbie della
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Il cuore palpita
accompagnato dal sole
felice e ricco dell’incanto
come la luna tra le stelle
ogni notte.
Il mio mare dei sogni ti cerca
nell’alba del mattino
nei nodi del destino
tu sei, il mio tesoro.
Il mio cuore
fiorisce accanto a
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O dell’Universo ineffabile radice,
principio che non ha principio,
tu ti celi nello stesso istante in cui ti sveli.
Dall’Umore primario traesti ogni forma,
grembo profondo che nutre la terra.
«Dall’Uno sorge ogni cosa, nell’Uno ogni cosa
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Cosa se ne fa Dio di me?
Uomini migliori sorridono in cielo,
sempre che ci sia quel luogo.
Qualcosa dovrà pur esserci.
Forse il sorriso di mia madre,
magari del buon vino rosso,
un soffio vitale che curi le paure,
la libertà senza
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Non restare
avvolto al silenzio
chiedi
non salpare nel dubbio
momento
chiedi
le domande aprono spazi
che viaggiano in menti infinite
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 | S’apre nel buio il brillio stupendo
sopra un manto di stelle splendenti,
dardi di luci nel ciel sfreccian ardenti,
e la Luna esulta l’incanto vivendo.
L’anima è un sussulto in crescendo,
salta il cuor verso i guizzi lucenti
per catturar tutti
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L’alba è un incendio che non brucia i rami,
un bacio rosso sulla fronte al mondo;
Francesco scalzo annoda nuovi legami
tra il fango stanco e il cielo più profondo.
Egli sussurra ai petali del vento
che sono note d’uno spartito
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Oh uomo che riconosci in te
la finitezza del tempo
e ne percepisci la pura essenza
dell’infinito, quale finitudine
a rasentar la forma divina
di un Dio che tutto sa
dell’imperfezione umana,
come fosse limite dell’uomo...
Eppure l’intelletto
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Tu Satana e Lucifero in gonnella
mostravi l’avvenenza del peccato
col quello averti invano sempre amato
inferno di una vita a pecorella
tra i tuoi patemi ad arte in calda attesa
seguita governata e al nulla arresa.
Ed io che ero il fuco e lo
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Basta un nonnulla
che quel groviglio di ricordi si rimette in moto
giudicando ed estirpando quanto ancora palpita
tante le cernite fatte sino ad oggi
e tutto è tornato sempre al suo posto
motivo per il quale combattere
affinché niente e
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Caldo, afa e solleone
han serrato nella morsa
di turisti la lor corsa,
che attendevano il riposo.
Vanno in cerca di una fonte
per un po’ di refrigerio,
il sol grande desiderio
per calura soffocante.
Al contrario le formiche,
che di nulla
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Sarai una tomba
nel cimitero
della mia anima
afflitta dai dolori
sarai una pioggia
calda come l’estate,
un ricordo denso
di vaghe promesse
abbandonate e pure.
Sarai una lapide
incisa a fuoco
un gioco da pregare
per non perdere
sogni
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Se sovvien malumore
penso a un riso che m’aggrada,
anzitempo è fuggito
ma in me non si placa
È di colei che poco vedo
e bastar mi deve il pensier,
che nel cor sempre alberga,
anco se un poco ferisce
Lei sì dista, ohimè,
ma nel cor resiste
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C’è un fremito antico
che abita la penombra del frassino,
un accordo sospeso
che la cetra regala al vento.
Invisibile il legno,
invisibile la mano,
ma il suono si fa sostanza
luce densa che cola
tra le crepe del tempo.
Sulla pietra
dura e
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Uomo che ti perdi nel termine
che il tempo ti pone
rivivi in te quel sapor di giovinezza
che fu cammino e diaspora
di pensieri antichi,
vissuti per lo più sotto la luce
di un preannunciato fato
e che nel riavvolgere del tempo
ancora temi, come
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Rosso rossiccio rossastro
il sole su in alto è un impiastro
di fuoco di raggi e di strali
avendo tra i piedi i segnali.
Rossiccio rubente carminio
il tempo non chiede e dominio
si piega al suo farsi di fuoco
che nega alla notte il suo
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Eccome se la costanza dà i suoi frutti
guai perdersi in un bicchier d’acqua
rimarremmo indietro senza scampo
questo insegnano sino da piccoli
prendere atto del più piccolo indizio
riesce a comporre qualcosa di particolare
conducendo in modo
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Come vento
m’attraversi e scuoti
tenero ramoscello in balia.
Luce e ombra
nel limbo del divenire
tormento dell’anima,
cado
nel vuoto sterile della memoria.
Tienimi le mani,
e come airone
che spiega le ali e plana
su un mare in
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L’etere vibra in un abbraccio d’oro,
mentre il ruscello scioglie il suo monile;
nel coro del creato, immenso e umile,
si svela d’ogni vita il gran tesoro.
Tu, poverello, parli alla corrente,
chiami fratello il sole e la sua
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73956 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 331 al n° 360.
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