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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ Eleuterio Cimini | |
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Le 89343 poesie dei soci sostenitori |
Caro il mio uomo
si specchia nel suo mare di Narciso
e vede solo azzurro dentro sé
nella certezza vana che sia il re
che offre solo ai ciechi il paradiso.
Caro il mio uomo
l’Adamo delle sette e mezzo in punto
ha dato al suo piacere un vecchio
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Nell’ora in cui la terra dormiva
di grafite e metallo
tu scendevi le scale dell’invisibile
con una lanterna fatta
di geometria cosmica.
Non dipingevi la carne
nè la foglia che cade
ma la linfa segreta
l’equazione d’ambra
che tiene insieme le
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Sera d’estate
soggiornata e vissuta
tra i riflessi della luna
che a dismisura
affiora qua e là
nel cielo che s’imbruna
Nell’aria che si respira
fra i faggi e le campanule
al limitar del bosco
or ti ritrovo
accovacciata alla luna
che di te,
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 | L’attimo che da qui porta all’eterno
imprevedibile nelle vicende umane
interrompe il tempo che rimane,
nella continua minaccia dilatata
dalla nascita che fu, sino all’ora ingrata.
È un attimo che limita il nulla
che offre solo silenzio come
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Siamo un naufragio di parole mai scritte,
un tempo sospeso tra il dente e il labbro.
Mi tieni per il polso come si tiene un amuleto,
un oggetto sacro per scacciare il tuo vuoto,
ma le tue mani non conoscono il peso del mio cuore.
Sei l’ancora che
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Quel vento alla magnolia
soffiava intorno
in quella sera brillante,
cantando tra le stelle
e i miei desideri.
La luna vestita di rosso
e sogni rivelatori
si stringevano
ai palpiti del cuore.
L’amore
si accendeva oltre il
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Lo sguardo Tuo di Madre diletta
piano adagiarsi sul mio umile essere
vedere vorrei,
mentre più del sole brillante,
a giorno tu irraggi la notte.
Tu, sublime Regina di Grazia investita
e dell’umanità Madre eletta,
dall’Amor Divino
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Non servono cieli per la mia ascesa
né vette da scalare oltre il meriggio.
Oggi l’estate sosta, un ingranaggio
che inchioda l’ora al picco della luce.
Depongo il peso, il ciottolo spezzato
delle aspettative, il ferro del dover essere,
e la fretta
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Nel bel dì che tanto manca,
un matrimonio m’accolse,
che tutto l’aere parea immoto,
risonante d’antiche melodie
In ecclesia fui rapito
da sublimi note all’infinito,
che liete correan fra cerosi fumi
e d’incenso su abiti scuri
Poi d’incanto
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Ti seguo, ancora...
so che arriverai di buon’ora
al nascere del giorno
quando l’anima rasenta l’apice
di quell’emozione di pace
e alle prime luci del mattino
ti ravvederò nell’onda amica
di questo mare, che da tempo
mi tiene compagnia...
Mi
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Tra le tue dita il tempo si disfa,
come una seta che il vento trascina;
mi cerchi l’anima e il volto s’eclissa,
mentre il silenzio nel petto cammina.
Sei come un porto che nega la sponda,
un’onda stanca che mormora e mente;
mi vuoi vicino ma
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Poco più di quattro mesi a Natale
se ci pensiamo bene il tempo è volato
considerazioni che facciamo ogni giorno
non risolvono niente
appurato come nulla cambia
ognuno pensa sempre al suo orticello
cosa importa di quanto avviene intorno
lungi
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 | Ci sono dolori
che non ci van leggeri.
Entrano nella vita come un inverno improvviso
e ti costringono ad affrontare
il nemico più ostile che mai.
E allora arrivano le scelte,
quelle più difficili,
quelle che sfondano il cuore
al punto da non
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Se riesco, Signore,
per Te ricamo
un manto intessuto di diamanti,
dove la volta stellare
a Te d’intorno fluttua e s’inchina
danzante
come farfalle gioconde.
Se riesco, Signore,
chiamo monti e colline e valli
a spostarsi sul mare,
i fiumi
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Al mio tocco
ogni cosa si sfalda
come roccia
al passare dei millenni.
Gli attimi
mi inseguono
come a volermi anticipare
strappandomi
al presente.
L’odore acre
di un mondo di macerie
impregna
l’aria stessa che respiro.
Ma qualcosa
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Quando cala la sera un pianoforte
strimpella a tutto spiano dietro il muro
io canto con gli accordi e li depuro
giocando a pigliatutto con la... sorte.
Quando cala la sera le sue porte
si aprono ed io la raffiguro
vestita di incertezza e di
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Che’l vostro cammin
sia dianzi sì lieto
e libero d’ogni fardello
e ogni dì si rivesta di bello
In bellezza viviate sempre,
anco baciati dalla mano del Signore,
ch’ella sia generosa e prosperosa
in ogni cosa
Allietatevi pieni di vita,
senza
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Ingoio terra, ora
e in tutto mi sembra
di soffocare,
non riesco a restare lucido
nemmeno un momento
e a ogni respiro, ingoio terra...
C’è buio attorno a me,
il silenzio uccide ogni lamento
e il dolore prevarica
in me ogni gioia,
sento il
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Libertà
dell’eterno divagare
dove ognun
s’attinge a camminare
Agognata
è la sua benedizione
la cerchi da lontano
ma inutilmente tendi la mano
Eppur è tua!
Fragile e impetuosa
è il suo arbitrio a renderla famosa
Soli
in un tracciato perverso
a
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Non nel rosa, ma nel pallore di calce
che impasta le pietre del muro
io cerco un’impronta.
Non c’è sollievo nei baci,
ma un sillabare incerto di labbra
contro il soffio del libeccio.
E il riso, lampo breve tra i denti
non consuma la carne
ma lima
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L’anima è un palombaro di sogni
che scende in apnea nel petto,
cercando tra i relitti del tempo
quell’oro che non sa annerire.
Siamo cacciatori di una traccia
scritta su fogli di nebbia,
mentre il cuore batte il ritmo
di un orologio senza
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Per sentieri lunghi e tortuosi
vaghiamo senza fine, senza meta
non ci fermiamo mai, stanchi ed ansiosi
cercando la pace e l’acqua cheta...
Ma questo desiderio è un miraggio
esiste solo nell’immaginazione
e se arriveremo a fine viaggio
saremo in
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Quanto vagheggiar mi s’infonde,
che parmi troppo perduto
in esso, come un frastuono
di colpi di tamburo
Quanto mi s’appiglia tal stato,
addosso mi s’appiccica
e malnato in sè mi prostra
e pur imbelle mi sovrasta
Addio vorrei dirgli,
ma esso
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M’accoccolo in quell’angolo del cuore
abbracciando forte quel dolce vento
che sa ancora farmi sognare.
Carezze, baci, profumi di emozioni. .
Di stoffa antica con ricami di mamma
fata e principessa
tra bambole di pezza.
Sotto quel salice che
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Come fantasmi camminavano
su vie di luce in cuori così puri
da essere trasparenti
nella leggera brezza del mattino,
e fioche ombre divenivano poi
al ritorno d’ogni sera,
al cospetto di quel buio
che attraversava i lunghi viali
col passo che
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Consegnami
le chiavi del tempo
ti restituirò tutto
anche i respiri
e gli sguardi rubati
al buio che implora
un’ombra diversa
più vera dei sogni
che svaniscono muti.
Regalami
i gesti ripetuti
sulla pelle sudata
e dimostrami
che tutto
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Mi sei rimasto tra le mani
come un’acqua che non ho saputo trattenere.
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C’è ancora calore in ciò che tocco,
una tua forma nell’aria
che respira quando chiudo gli occhi.
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Non eri soltanto tu:
eri il modo in cui il mondo
smetteva di
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Nel silenzio del tempio senza mura,
l’anima cerca un raggio tra le rocce,
mentre il pensiero, in cerca di misura,
svanisce come pioggia in poche gocce.
È un labirinto di specchi e di vento,
dove la fede è un’ancora sommersa;
nel
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I’ vorrei prender naviglio
e navigar con te
in uno sperduto mare
all’ondeggiar di chete onde
E la vela fermare
in centro di cotanto mare
e restar lì, in beccheggio
de l’incostudite onde
Ma ohimè, un mal mi sovviene,
che’l cibo mi si
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‘A vita s’è stracciata comm’a carta
‘mmane a nu dio criaturo
ca despettuso m’ha lassato annuro.
‘O cielo all’intrasatta se n’è gghiuto
senza da’ n’ombra ‘e aiuto
scrivenno ‘ncopp’ ‘e prete d’ ‘a scaienza
parole sciacque e ’nzìpete ‘e
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