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Le 32805 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Decidono certe volte
di prendere il sopravvento,
contaminano l’attesa delle cose belle
o l’osservazione degli alberi ingialliti.
Capita quasi che io sparisca
per lasciar loro lo spazio che occupavo,
velocemente fluiscono erodendo,
scalzano la
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Crine di cavallo
artigli smussati
scivolano su corde di fieno
parlando di melodie
suoni da muovere
amanti impauriti
emozioni immobili da tempo
evocando lacrime
di passioni rare nel dare
presenti nel togliere
purificando momenti
già
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Ombra dell’ombre, regina, oh tu, Notte;
ombre dell’ombre regina, oh tu! È un Sogno!
E la civetta l’udito mio ascolta,
che si lamenta in canti funerari,
e l’ululato del lupo del bosco
che il mio animo impietrisce in tanta angoscia,
donde io
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Non vedo l'orizzonte oltre le scarpe
che squadra il mio cielo di memorie.
Parlo con le cose senza idee
cammino nel buio di candela
e cerco immagini di mondo
fra colori impossibili di vita.
Ascolto il rumore di me stessa
che raccoglie acque e
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Ogni anno
in questo mese
dove si ricordano Santi e Morti
tu te ne vai ancora
se non fosse per quella lacrima
che ancora ti cerca
sembreresti morto davvero
e non comprendo
il perché di quel sogno
dove t'aspetto e dove tu
da troppo
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Il mio essere
ostrica e perla
il dorso incollato alla roccia
lo schiaffo delle onde
e le ginocchia raccolte
a proteggere il viso.
All’ unisono
il lamento e il canto
la carezza e l’urlo del cuore.
Ruvida poesia
vivere e morire
quanto
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Astri raminghi stanotte e
Si dispera l'oscuro
senza le sue stelle:
desiderare è
soffrire l'assenza.
Sei emerso dal mare
e con te sorge ciò
che non ho vissuto
La tua voce come
un canto di sirene e
Immagino già:
Mi
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Era una notte di neve
di quelle che non possono aver altro colore
perché c'è solo il bianco e c'è solo il silenzio
a scolorir le ore.
Ed io da dietro i vetri
li vidi come un sogno, come un'illusione
i carri dei circensi
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Lento scorrere di passi
sopra un cuore devastato,
non più lacrime che sfiorano il viso
né dolore scoppiettante in petto.
Solo sospiri muti...
e il giorno si fa
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 | Sconvolto da stabilità
irradio
vitale energia letale,
equilibrio precario
di nucleari effusioni
in sospeso collasso.
Resiliente
in immobile moto infinito
nutro entropia.
Esaurito l'alimento,
all'acme del caos
di metamorfica
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| DaviD |
01/11/2015 09:13 | 3940 |
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Snodarmi, se riesco
così che non si spenga
il mio cielo.
È un’anima dolce la mia.
Accoglierò le carezze del
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Cigolanti pensieri
nella mente rarefatta
fluttuano lasciando cadere
un ricordo di te.
Incatenata
per un lungo istante
ad un funesto e ombroso fato
avverto ora un freddo di niente
e un gelo di paura.
Sulla schiena
mi scivola un brivido
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Quando il raggio della luna morente
penetra il freddo marmo del sepolcro,
sia per tacito e voglioso disgusto
l'abbandono dell'anima ridesta.
Di sanguisughe nutrito il chiarore
e sanguigno il vortice della pena;
l'incubo lancinante si
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Del resto non ti offro niente
tranne il mio orecchio
che è pieno di scritture
vedi:
per poco invisibile amore
di
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 | Come le foglie in autunno
sbattute qua e là dal vento
sollevate a volte, imprigionate altre
così sono io, così mi sento...
Come dentro a un mulinello
che non si ferma mai
giro, giro, senza meta, e il mondo
mi appare più
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Cenere d'ombra
spalma malessere,
infido morso
di compatta agonia
Abiura il respiro
in umbratile refolo
nell'esangue battito
d'eupnoico sibilo
Morde dentro
papille scadute
d'inappetenti labbra
incolori, insapori
E più non so
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nascono nel tempo della noia
chiacchiere ai quattro venti
senza gioia
risplendono di ori come le
foglie d'autunno
e come esse cadono
pensieri vuoti
turbano le menti
nascono dal niente
nel nulla spariscono
all'alba dei desideri
si
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E' musica del tempo andato
che ora ascolto pensando a te.
Nell'ombra del cuore
in silenzio l'avevo lasciata
con i rimpianti dentro di me.
E' musica dolce di un tempo bambino
la sinfonia dei ricordi che sento.
Tra la malinconia del primo
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Il futuro mancato ti guarda dai tetti
tra camini spenti e parole perse
nel coraggio diluito e stanco
d’inseguire Quixote e il suo ronzino
Tra i rami ormai nudi e foglie a terra
sento la canzone dell’Autunno
finire dietro l’ angolo delle vie
fatte
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Spazio aperto da acuti angoli, vie umide
di rugiada mattutina, sdrucciolevoli,
come convulsi pensieri anneriti – apatia –
da incomprensibile fuliggine, intanto
timido sole s’affaccia, sul mio mondo.
Una nenia interiore m’accompagna, come
poetico
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di ghiaccio
questo pensiero solitario
che perfora e trafigge
peggio d'un pugnale
sventrati i concetti
precipita la notte
sui viali smarriti della mente
mentre oscuro vaticinio
predice rovina
e dei giorni
rimane solo il peso
trascinato da
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La carta rigida e macchiata
da immagini consunte,
è vela di ricordi restituiti alla notte
sussurri lenti di un andare indolente;
in assenza di vento,
aleggiano spezzoni di sequenza finale:
crepuscolari inganni per giardini promessi;
son
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Un dormiente sentire
in un giorno di quiete
s'alza annoso
fra lo scuotere
di rami appesi
al nudo tronco.
Spire di luci ramate
nella penombra
di un volto stanco.
S'aggira con occhi vitrei
mentre langue l'attesa.
La vita scivola
nel suo lento
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Sto
Come foglia
secca
in bilico sul ramo
sognando il tempo
in cui ero frutto
Attendo
che si compia
il fato
godendo il viaggio
tra cielo
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Seguirò gli antichi canti di padri sconosciuti
in esplorate vie, tracce d'atavica saggezza,
lasciando di luce impropria riflessi già maturi
che son artefici di miraggi in gelidi tormenti.
Smarrita è la bellezza dei giovanili
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| Pagu |
29/10/2015 18:57 | 4349 |
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 | Sono in una spirale senza uscita
rannicchiata, embrionale
in un corpo non necessario,
solo un vagito indistinto
dell’anima nel vuoto
confonde la notte.
Ho sempre temuto il buio
e i vicoli stretti dove sul capo
si fa pressante l’affanno del
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Cerco di capire
quello che di me non capisco
è profonda la ferita della mente
è taglio cucito da taciute agonie
miscugli di sangue
macchie di cuore nel petto gonfio d’autunni
Di capire, cerco
fra disordini dell’io
ingombrante fra carne e
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Avevo sempre rimandato
il momento di chiudere
con me stesso e con le cose
vicine alle ombre della notte
Credevo che invecchiando
il cuore avrebbe avuto paura
di troppo buio del troppo nero
spalmato sulle nuvole del cielo
Avevo sempre
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Nella pianura al confine
tra un presagio d’autunno
e l’audacia invernale,
diradati sogni,
abusivi di necessità
tra le sughere e il cisto.
Stenta il verde a colorare un intorno
e debolmente incanutisce quell’assenza di bianco
ogni
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Quieti e assorti attimi
di una pace perduta
afferrano sguardi timidi
a volte teneri all’ attesa
Scrosci di pioggia infreddolita
cercano un cuore raffermo
nelle loro vie ammutolite
tra rami ormai spogli
Nudità di anime perdute
senza
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 | Diluisce i pensieri
sciogliendoli in lacrime
avvolte in fumose spire di fiato
e con la sua rabbia antica
acuisce i silenzi
pennellati di informi grigi.
Spegnerebbe la mia sete
questa voglia di vento
e la speranza di evanescenti luci
che
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32805 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9751 al n° 9780.
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