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Le 38011 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Sono sempre incollate
le bende sugl’occhi
di chi non vuol vedere,
come se bastasse
chiudere le finestre
per tenere fuori da casa
la tempesta.
Tanto il dolore
misto al silenzio
varca anche i muri più ostili
per affermare la sua
leggi

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Ti attardi con la mente sui ritardi
del cuore; pensi "E' questo amore?"
Ferito orgoglio o sapore squisito
in bocca, l'anima terra non tocca.
Danza fuori dal tempo, il "noi" avanza;
ti ninno, all'amor come luce un
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 | Ti chiedo un sorso di vento,
una piega nel petto
dove tacciano pioggia e tempeste,
un incrocio di strade
e un sorriso oltre il rigo del pianto.
Ti chiedo vienimi incontro,
ti aspetto nella cuna d'un sogno
a pregare che mai sia giorno,
che la
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Quanta fatica, ho messo uno sgabello. Non bastava, ho provato con la scala...
Ancora non andava.
Allungavo le braccia, stendevo le mani e le dita, mi mettevo sulla punta dei piedi...
Niente da fare, un pezzo mancava.
Via lo sgabello, via la scala e
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Oppressi e oppressori,
filo conduttore
di un sistema inevitabile
per selezionare i migliori,
pochi eletti
insigniti di onorificenze.
Vige la legge del più forte
utile a sovvertire i valori
dequalificati,
destabilizzando il corso degli
leggi

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E nel cuore
c'è una porta che porta più in là,
oltre,
tra gli abbracci a spalle ormai stanche
e sguardi che ti ricordano ieri bambina
e che,
oggi ti mancano.
Una porta che si apre ogni volta
che le storie di vita ti
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Quel silente pensiero
viaggia nella mente
Si ferma un istante
confuso
incerto
Torna sui suoi passi
resta lì
immobile
Un'attesa inutile
Rende l’aria strana
soffoca il sospiro
E non riesco a comprendere
no, non riesco
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 | E non si conosce motivo
ma han sempre creduto
che guardando all'ovest
ci doni calma e libertà...
forse il motivo tramonta
assieme al rotondo sole
nell'indicare mia la pace
volontà e mai arrendersi
Ma è vero... proprio
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Vuote le reti,
poche alghe impigliate,
qualche frammento
di antichi corali.
tronchi rigonfi,
qualche goccio di linfa...
Della luna non basta l’argento
per cucirne le maglie,
cerchi un approdo
chiedendo un tozzo di pane,
tra le retti tra
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Verbo che fa pensare a tanto ed a niente
l’importanza di esserci
è già qualcosa di grande
appigliarsi a minimi particolari
edifica castelli
ove trovare rifugio
pioggia battente non cancellerà
sarà solo fertilizzante
per quel domani che
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Va', mia poesia, disperditi nell'aria
e scompari del tutto appena in vita,
che ti leggano o no nulla si varia
se tu sparisci, forse un po' avvilita.
Quante ne ho scritte, e il senso sempre muta
sia che tratti deluso la complessa
storia
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Cammino di fianco alla mia vita
la osservo
nascoscondendomi nella sua ombra
ombra lunga
che sibila distanze
assenze
voragini immense
senza sponde
geme dal fondo un dolore sordo
s'avvita a se stesso
dirompendo in tempeste
o annichilendo
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Stai come fragile radice
aggrappata alla sua terra
dove l'albero germoglia
verso la luce di un confine
Per dar vita ad ogni foglia
senza conoscerne il viaggio
perché il respiro di ogni vento
può deciderne il destino
Non
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E' la piena di rovi, una strettoia
senza erbe e riparo, inestricabile regno di ragni
dove prima, sottile, di polvere solo qualcosa.
Annunciate, che mi rinfranca,
una talea per questa pianta e per il melograno
una margotta, il violazzurro del
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Lia |
18/04/2016 21:08 | 2055 |
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 | Sapore intriso nella pelle, sapore acerbo
di gioventù che sbadiglia in un tramonto
lontano e non torna più.
Nidificano folate di dolci estati passate,
sovviene pensiero in trame di memoria,
dove non esiste noia, ma solo allegria
ed
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E quando viene l'alba e al dì or svanìscono
qui ripetutamente i Sogni miei;
e la Notte così non mi sarà
che un mellifluo ricordo oscuro, che un
argènteo sguardo di cerulèa Luna,
e il cuor che è mio or
leggi

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Né barriere né muri
san fermare il buio delle notti
calanti
al giro di sole, dietro colline all’orizzonte
cambiano le maree per qualche ora
si richiudono i fiori sulle sponde
Tutt’intorno arriva il deserto
con allungarsi lento,
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col vento tra i capelli
una rosa tra le mani
un bacio sulle labbra
un'ombra dentro gli occhi
una sinfonia muta
addio
lama dentro il petto
dolore nelle
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Cento poesie d’amore ho scritto per te
che sempre sei rinata nel mio cuore,
cantare la tua bellezza è la vita è la morte,
è la memoria di tutte le luci,
dei fruscii, degli spazi che nessuno
mai saprà,
sei la
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Balbettavo un nulla, all'incirca
in una circonferenza, ambita
dentro i confini di una tua luna
il punto fisso,
oasi della mia mente.
- Cosa farai ora? -
Migrano, fiumi di luce sul tuo corpo
sorgente azzurra, inalterata
tu dormi, e sei
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Non piango più sul latte che ho versato
e che ha creato in me tormento e rabbia,
con il tempo mi sono risanato
e ho eliminato quella triste scabbia.
Guardo avanti, il passato l'ho scordato
e non ne resta più ricordo alcuno,
me ne
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Sprofondo nell'eterno
per ritrovare il tempo perso
e se l'estremo palpito
diverrà alibi per l'anima,
che il vento porti ogni
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 | Mi ha bagnato quasi del tutto...
Nessuno mai ha versato nel calice di vetro
della mia anima una sola goccia di vino rosso.
Non parlo di passione,
quelle sono effimere come il vento,
passano presto.
Il sapore della stessa era impresso
nella scala
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 | La bocca facile
masticava
parole d’eternità,
"tu sei me",
sussurrava,
non dimenticarlo mai.
Nel morire del
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 | Scritte e parlate.
Si poggiano su stampelle di panna
e a bastoncini di zucchero filato.
Solo alcune sopra colonne di marmo.
Sono come le onde del mare,
spumeggiano nella bocca,
insipide, bagnano per poco l’aria.
A ritmo del momento senza nessun
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La mia primavera
è una stanza chiusa
nera fra le pareti
ed il silenzio
di una pergamena
È un corvo
che gira sulla casa
e canta una melodia
che io solo
posso sentire ancora
La mia sera d’aprile
è una brezza
piena di
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Si dovrebbe saper restare per il tempo necessario;
fino a quando l'abitudine non sa più bastare.
Trovare il coraggio di scelte che sappiano deviare
anche solo un discorso quando non vale,
se non come un rimbombo,
un rimbombo di tamburi
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| Anna62 |
23/05/2015 15:41 | 1936 |
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Grevi di ricordi
passano lente
trascinando le ore al domani
Stille di dolore
stordito dal tempo passato
perlano gli occhi
Labbra mute
nel silenzio felfato della notte
mimano racconti di vita,
cammini percorsi
ora abbandonati,
solchi
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Infuocate passioni,
bruciano,
potessero librarsi
come farfalle di tanti colori
confondersi
tra neri insetti
che vivono a lungo.
Ti senti scoglio,
le onde
con l’alta marea,
spazzano insetti e alghe.
Solo le lumachine si colgono,
per
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Amalia sta alla finestra
con un geranio carminio sangue
sulle labbra,
e si flagella il seno
con una collana di perle smaltate.
Il suo uomo, ha varcato le sbarre
per aver spento il suo orgoglio
di rango
nel mellifluo sangue della
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Ti ho rivisto.
Sono passati venti secoli
o venti secondi.
Sei rimasto lo stesso.
L’abbandono non ti nuoce.
Hai lo stesso sguardo selvatico.
Le tue mani non tremano
ai venti polari.
Germogliano sterpi e roveti già arsi
intorno ai
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38011 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9541 al n° 9570.
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