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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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 | Venti di pace
che non spirano mai!
Son mani fanciulle che
gareggiano con freddi
cellulari, stesse che
assassinano in gruppo
e sballano nell’illusione
di essere grandi mentre
i piedi ancora mandano puzzo
di sudore da quelle
sneakers
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 | Le verità non urlano sepolte
da un uomo che manipola e d’ignavia
veste; da verdi voci vanno colte...
voci innocenti che non hanno patria.
Le ingloriose tragedie non ci giungono
urlo foriero a raschiare memoria
e grigie guide pungolando
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| Aspetto il fischio dello sparo
poi prendo la lima e mi preparo
mentre aspetto l'anima che cuoce
mi sento dire "sii più veloce"!
La vedo scorrere sul nastro
la taglio, la sbavo e la incollo
talvolta è un vero
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Conosco le vostre lacrime
le ho viste negli occhi dell'innocenza
offesa dalla violenza umana
dalle guerre e dall'indifferenza
estirpata all'ortica che incendia
come vampa agli inferi.
Dio che hai voluto
mettermi alla prova
dov'è la
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Un val de ceata
peste tot
se arata
un urlet accentuat
in piata,
pentru o viata mai buna,
dar nimeni nu- i asculta
in aceasta mireasma de haos,
macar o lumina
sa coboare,
unind oamenii din strada
intr- un vis real
de dulce poem
sa curga
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Non raccontarmi fiabe
di albe primitive
ora non posso
dipingere amorini
sulle pareti del giorno
il tempo digitale è in transito
la corsa consumo
rifiuta un pensiero che se ne va
più o meno riciclato
nella raccolta mattutina
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Ruggine che corrodi
la parabola di un verso
mentre fuori,
la stagione ancora s'apre
e i languori, gli amori
al velo bianco di seta
inneggiano promesse.
Di quest'andito lungo
di sotterfugi e di gabbie
ove rimbomba la eco,
il piagnisteo
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Chitarre tristi,
lacrime di gioia
in mari senza onde.
Galere d'odio
e galere d'oro,
profumi sconosciuti
di desideri troppo alti.
E c'è un'altezza per tutto,
siccità dappertutto,
chi vuole acqua
e chi ha perso il
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 | Il solito treno
Silenzio di sguardi
in questo degrado
d' attese mancate
-Notte di persone-
poche
nell'ultima corsa
Incontro di occhi
Pensieri fuggiti
-uomini stanchi-
tra i cartoni le stanze
strette nell'ombra
di muri di
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Non voglio una pistola
per uccidere
ma la padronanza
di potermi difendere
da chi pensa di avere
nelle sue mani
le mie mani
da chi crede
che ciò che mio
può essere suo
senza pecunia
senza pena.
Non esitate
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 | E’ là che vorresti essere,
dove s’acquattano i pensieri,
e saper cosa scorre nella sua mente,
se demoni brulicanti o gatti neri
o il sorgere di un’alba sfolgorante
dopo una notte d’amore travolgente.
E’ così che deturpi un sentimento
dal
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| Vorrei un inno nazionale
suonato all'ukulele.
Non più trombe né fanfare,
non più tamburi e fiele.
Un inno che ricordi
a tutti il coro mattutino,
un inno che assomigli
al sorriso di un bambino.
Con la musica suonata
da
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 | Tra gallico e teutone,
geografica espressione ritenuta,
sebbene già col Corso
riassaporato aveva
coscienza e integrità d’una Nazione.
Fu poi restaurazione,
Venezia con Milano insorse:
Risorgimento nostro,
che, in vane, cruente
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L’imbocco stanco d’una tremante mano
tiranno, crudele, dal tempo affievolita,
l’inerme corpo giace nel vegliardo umano
tra quelle mura rinsecchite dalla vita.
Lontano, da sguardi, la solitudine è padrona
nascosta tra le parole oramai
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Non disperarti figliolo.
Chi insinua
che non serve più
costruire castelli di sabbia
che si frantumano
al primo abbraccio
dell’onda del mare
Mente
Al mondo
al futuro
a noi stessi
basta ciò che resta
i sogni
quelli di un
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E’ come l’altra faccia della luna
la provincia di Napoli, l’interna:
mai la vede il turista, che fortuna
porta soltanto a provincia esterna.
Tutto quello che volge verso il mare
è richiesto, apprezzato, molto amato,
mentre le sorti sono alquanto
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Noi,
quelli dalla pelle bianca
invasori di tutte le terre,
nei social grandi guerrieri,
la frase più scritta:
“spero di risolvere tutto”
Bimbi
come tra alberi antichi
in una giungla priva di liane,
risuona un’eco:
“ladro”
il più alto titolo!
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Chi ci separa dall’abbraccio
che ho tanto desiderato
è un muro
una fortezza
alzato dalle nostre stesse mani
per la paura della luce del sole.
Pur
se i miei pensieri fanno rumore
tu
non li senti
sono tenuti lontano dal tuo
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Di tempesta un profumo implacabile
inagrisce l'ombreggio del glicine;
dell'abaco quello che resta
è la scala dei grigi.
Corre il vespro e brandendo le tenebre
il proscenio scompiglia; più pavidi
su rampe brumose e di forre
ci si
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Al cuore mio che naviga nell’oro
nel mare dall’amore ben rodato
ho chiesto una mattina a un suo richiamo
leggendo dell’ennesimo tormento
di tanta gente in cerca di un respiro
e delle facce orlate di paura:
“Perché questa esistenza è
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 | Dolce mimosa
gialla e odorosa
ricordo per chi
nell'incendio morì.
Eran giovani donne
pronte a lottare
figlie e madri
che sapevano amare.
Pei loro figli
e le loro famiglie
si decisero a protestare
serviva il pane
il salario era
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| You were thrusted at the crease
without an oiled bat
the miniest of the minnow
you were considered a gnat.
But the sorcerers duo
with their histrionic
mighty bellow
were concocting magic portions
to bewitch any fellow.
Like a ship maiden
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| Con gli occhi del passato,
quelli che mi han destato,
vedon sempre quell'amore,
al presente, nel mio cuore,
che non cognitivamente
si fa spazio fra la gente,
con la voglia, già d'adesso,
a riprender con successo,
una vita
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| Sento il vento tra i capelli,
La pioggia sulla pelle
la maglia sudata per il caldo
La coscia brucia
Sento di non farcela
ma continuo
Schiarisco la mente
Il dolore continua
non si placa
Il sudore aumenta
voglio smettere
fermarmi
Ma
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Un tiepido sole velato
penetra nel suolo
tra alberi rigogliosi,
ornamentali fiori
e frutteti acerbi,
preziosi gioielli
sulla terra dipinti
cantati da antichi poeti.
La genia degli uomini
con mano potente
guida l’occulto potere
d’insensata
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 | Si è aperta la finestra
un vento forte entrato,
ora tutto è più disordinato.
Alcune cose si è portato via
ad altre il posto ha cambiato,
qualcuna a terra ha gettato
ed io sono ancora confuso,
non capisco come sia
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Spegnerò la luce
solo dopo che mi avrai accarezzato
un’ultima volta
qui dove il mio cuore batteva
E non avrò parole
da pronunciare alla sera
che dolcemente mi porta via
fra le ombre che tremano l’aria
Respirerò il
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Giorni trascorsi
con l’ansia
di cose taciute,
c’è guerra
persino tra i santi,
i potenti a raduno
e Catilina imperversa,
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E si riparte il lunedì,
la stessa angoscia
per un futuro che non c'è:
dove è finito?
Qui non si arriva a fine mese:
e' sintomatico,
che cosa importa se una scimmia
balla o muore?
Cercasi
una speranza per continuare
e
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| Mavec |
27/02/2017 18:26| 787 |
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Al frenetico passo
l’aria si sposta
il tempo s’accosta
fianco le pareti
colorate nelle notti censurate
prima delle luci dei treni
marasma di segni
nei suoni
rumori vuoti
di pensieri stringenti
un tempo aitanti
da parecchio latitanti
accecati
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Appaiono come i giorni dell’addio
e ben vengano questi
per quelli che non hanno un Dio
o pensieri per imprimere il tempo
e per chi lascia fuggire via
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1411 al n° 1440.
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