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Le 8061 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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* * *
In una discarica
della periferia dell'Impero
hanno trovato
ratti mutanti
Sembravano alti
come bambini d'otto anni
Non sono sicuri però
sui dettagli del ritrovamento
né sulla descrizione degli animali
Non si riescono
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| hy ju |
06/04/2012 15:09 | 1985 |
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Rantoli sovrumani
intessuti di disperazione.
Un salto nel buio
abisso... angoscia
come un buco nero
entro cui impazzisce il tempo.
OLTRE L’ABISSO
panorama senza ragione.
Vibrano ali di fango
nel macabro singulto
dell’ultima
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A macellai d’emozioni
vendetti il tempo migliore
contato con le morti dei miei cani
-Poi arrivò il giorno
che premiarono le ossa dei mie anni
scrivendo sulla mia pelle conciata
……...Pensionato…………
-Una croce e un ramo d’alloro
gli addetti
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 | Guardo quelle mura
la fantasia corre nel passato
Del popolo imperiale
rivedo le grandi gesta
Immediata
la riflessione
Dov'è l'evoluzione?
Non credo che ci sia
Il popolo conosce
solo l'angheria
Da secoli
chi comanda non abiura
Le
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| Scheletriti rami di platano
sopra questa lapide muschiata
riprendono vita a primavera,
Io a imitarli esplosi
l’ultimo veleno d’amore
dai denti cariati dal rancore
-Oh! maestoso platano possa tu mediare
negli occhi increduli di chi legge
e tra
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| Delle città ci sono, come Napoli,
con l’individualismo ereditario
così connaturato che hanno i popoli
forniti di uno spirito gregario.
Per non sentirsi vinti, troppo deboli,
onorano un uomo autoritario,
anche se sono inesistenti o flebili
le doti
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E’ la costante
che t’accompagna
polemizzando
logorando
nell’ipertrofico - IO - di perfezione
dove ti crogioli
_ nell’auto - contemplazione _
dell’arroganza
fai l’occasione
del delirio berciante
le vuote parole
Penitenziario
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Era una penna conficcata nella roccia
non un canto di sirene
a stordire metafore ed aforismi
ad ingrassare gli opinionisti
del telegiornale del quarto canale
Lascia tutto così com'era
il gesto incauto non premeditato
di sventolare ancora
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 | Fuori piovono sassi
mentre fiori nascosti
raccontano
delle loro fantasie.
Di quando il sole era più gentile
e i bambini correvano
giocando felici.
Fotografie del passato
che come aquiloni volano impazzite
mentre le paure del
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 | Il Silenzio, oblio infinito,
infinitamente tace.
Predisposto dall’ essere udito,
l’ immutato e spoglio è fallace!
Senza un confine è il suo rito.
Unge il Silenzio, da propria pace,
il suono; spezzando abituale riposo
dell’immensa menzogna
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Ci vorrebbe il mare con tutta la sua forza
a sommergere la merda di quest'Italia bipolare
E' un'Italia bipolare ammalata del non fare
del lamento sequenziale come inno nazionale
E' un'Italia messa male senza regole e superficiale
abituata
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 | Steli, ingialliti dal sole
di luglio che brucia le spalle,
mietuti, profumano
di terra, di grano,
di papaveri rossi.
La paglia, nel magazzino
cova verdi frutti acerbi
e maturano,
dalle messi d'oro
assorbono vita colori
e amori
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 | Settimana di passione
solennità fondante a rinnovar la visione,
di sovrana fede propositi a iosa
ma la coscienza è oscura e non tersa.
Noi esseri viventi di un Italia,
in scafandri imbellettati
raminghi in sentier
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| Opulente genti
Fermate la mano che vi nutre
e offritela a chi deperisce
Guardatevi intorno
non udite i lamenti?
Carni straziate
giacciono ai piedi vostri.
Lamenti e pianti silenti
sono ormai il contorno
del vostro pranzo.
Sacrificate il vitello
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| o apocalisse d'un dicembre
schiantato d'innocenza
diafana nutrice
d'un anima operaia
dignità d'occhi
annerita di silenzi
bevuta dal buio
pallido tremore
d'un anima contadina
sudore di moralità
velata d'una lacrima
spezzata
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| Dura poco l'illusione
che sia rivoluzione
e che si dica basta
a l'odiosa casta
portan sol dolori
i sapienti professori
è vero sembran sobri
rigidi e severi
ma il conto da pagare
son gli stessi a sopportare
e son essi solo attori
dei
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Dopo il furor
della battaglia,
dell’onor dei vinti
mai nessuno scrisse,
rimanendo in campo
sol
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L’ho visto camminare sulla strada,
imbacuccato con l’anima bucata.
Attaccati al suo bastone
i suoi pensieri;
seguivano come ombra
i passi suoi di ieri.
Oltre la sera,
in questa notte nera
un astro luminoso ora splendeva.
Un vecchio addormentato
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Se la rabbia fosse colore
sarei un arcobaleno,
fosse cielo
sarei giornata di primavera,
fosse pioggia
fosse davvero pioggia,
sarei diluvio, catastrofe, distruzione,
fosse neve sarei slavina,
furia di una natura che tutto travolge
forza
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 | Fioriva
ai gerani nuovi, il rosa acceso
sulla terrazza
d'estenuante abulica lentezza
come ogni gesto
l'aria, si chetava
frugando
con affanno, nel pensiero,
filo matto
argenteo vivo guizzo di mercurio
inafferabile
più dell'acqua
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Dalla sabbia del deserto
il fratello
dalla pelle trasparente
il cuor dell'altro
dall'oscuro colorito
richiama
Legati
l'albero
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Oltre il silenzio
del tuo sguardo,
nascosto dall'involucro
da bambola di pezza,
nella fissità
dei tuoi occhi di vetro,
oltre quell'oblio
di un mare di nebbia,
che ha celato i ricordi sul fondo
e non trova risveglio
neanche a furtiva
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perché niente ha senso,
neppure il sole che caldo
fa crescere i germogli,
poveri germogli senza rugiada
di una notte di stelle,
usurpata dalla violenza
di mille scarponi sporchi di fango
e vigliaccheria,
mille fucili inutili
contro
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 | Incapaci di sentire l'emozione
insensibili a chi ci chiama
restiamo indifferenti all'altrui bisogno
corsa sfrenata verso il successo
voraci mani che carpiscono
vita frenetica di spasmi feroci!
Vita inutile per il cuore
mano amica che tocca la
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| e, in una sera tempestosa d'inverno,
in un caldo ciarliero salotto mi ritrovai
del più del meno ci scaldammo a parlare
del mondo, della vita, dell'economia, della fede,
dei figli, degli amori, e di tutto tutto quanto
v'è stato in
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*
mi sono perso in attenzioni programmate
Attila veniva a scuola con le alabarde
la prof diceva ch'erano cazzate
sedeva con me all'ultimo banco
e vi assicuro, non era per niente sveglio
forse per quello: pericoloso ...
un giorno mi voltai
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Povero
questo bambino senza madre
uccisa dalla fame
dagli stenti
o forse dal dolore
il dolore
per vedere
del suo bambino quel pallore
quella mano tesa
come per aggrapparsi
a un seno
che non ha niente da dare
povero questo
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Turan |
25/03/2012 11:43 | 456 |
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Un bacio per mamma
un abbraccio per me
la porta si chiude
nella tua figura mimetica.
Servi il Paese, il nostro Stato
non servi a me in questo stato...
passerà tra poco e staremo nuovamente insieme
giocheremo a correre
non a schivare le
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Si scuotono alberi
incuranti
del danno che si reca
Conta la resa
Che restino pur spogli e malandati
non importa
Per nuova
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 | Tommaso è il nome suo
Fa Aniello di cognome
Per chi gli sta vicino
è Masaniello il sopranome
L'Eroe della rivolta
Fratello della gente
Un uomo che s'immola
che non chiede e non si vende
Teneva la sua testa dentro a un umile
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| Non vestite per lusso i cani,
se vi sopravviveranno
il popolo li prenderà a calci
e i randagi li sbraneranno
Basta in povertà sfornare figli
altrimenti, camerieri schiavi
supereranno il numero dei turisti
Non andate a confessare
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8061 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4501 al n° 4530.
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