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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Giorgio Lavino
Le 886 poesie di Giorgio Lavino
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Viaggiano da sole senza conduttore
queste scorie di voci abbandonate
in un vecchio silenzio che non ha il coraggio
di non farsi sentire
Ora è di nuovo qua il silenzio pieno
di schegge di parole che abbattono il calore
di attese sensazioni e
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S'è infilato nella stanza
delle consuetudini
andando in giro
a creare sospetti
Ora che so chi è
gli accarezzo spesso il pelo
So che morde
ma non so tenermi
a distanza
Potrei anche asciugargli
la voce staccargli i
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Scorro i segni
della mia recente presenza
e ti trovo sdraiata a fissare
la mia inettitudine
Non sono stato capace
Non sono capace
di schiacciare
tutte le mie indecisioni
e fare capriole sui miei pensieri
Per scendere fin giù
alle mie
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Sensazioni di sogno
in uno sguardo di luce superiore
Raccomandato dal cuore
questo silenzio è tutto per noi
Spalmiamolo con il bianco
della prima purezza
che non lascia mai il campo
Un sorso di fiato del tempo
navigato con te
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Perdevo tempo a leccare i giorni
che m'illudevano con il loro sapore di torrone
Poi a vent'anni mi tuffai nel mare della grande voglia
e lì fui azzannato dai pescecani dei tormenti del cuore
Cercavo un'ombra in cui asciugare il mio dolore
E
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Lascialo questo sole
se copre tutto il tuo mare
e non ti fa ascoltare
la dolcezza di un morso di sogno
che sazia senza gonfiare
Copri con la tua resistenza
questo sentiero fino a farlo scomparire
se ti porta vicino alle carezze
che graffiano il
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Parola a spire mette in circolazione
la sua forza che si gonfia fino
a cedere all'uragano del silenzio
Barcollo tra giorni che sanno di niente
ma ascolto spesso il fruscio di un
pensiero che ha tanto estro da poter sopravvivere
al
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Sistemo il mio fiato
sul tuo corpo di solitudine
Per magia diventerà allegria
e poi cosa viva
Sentivo sempre
il tuo passo solitario
ma non riuscivo
mai ad ascoltarlo
per intero
Ora vedo i tuoi occhi
di bisogno e li soddisfo
con una
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Non c'è pianto
Né sorrisi
Solo l'aggiustamento
del presente
per tirare a campare
Trilli e campane agitate
Solo frastuoni
Nessuna bella voce
inquieta la gente
Forse qualche bel canto
c'è ma le onde
di questo mare
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In questo scorcio
di indiavolate pulsazioni
cerco un po' di luna carnale
un pizzico di fragranza
di nuda pelle
un filo del tuo fiore celato
Solo così potrò sdraiarmi
All'ombra di un vero sole
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Fa tutto tu
Io posso darti una mano
Proprio la mia mano
se serve a farmi
capire la carità
di un gesto
e la sincerità
di un abbraccio
che fa bene a lei
che lo deve ricevere
e al mondo
che come me
deve ancora capire
la sofferenza
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Saprai amare il resto del mio tempo
in un solo tempo soffuso di speranza
In un grido pari alla mia intemperanza
cercherai il calibro di un sorriso
per cullarlo quando non ci sarò più
Mi gongolo nell'affaticamento
del mio rosario di
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Passare per spiragli serrati
con l'agilità di lucertola
E' stato come schiacciare
con un dito un pulsante
Aiutare la mia mente
a fissare solo un'immagine
la tua icona di calore puro
E' stato come correre
con un autoscontro
Senza mai
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Corro incontro alla debolezza di un bisogno
sostenendolo con tutta la mia paura
Ho cercato di aggiustare la mia sincerità
Andando su e giù per il cammino
di una speranza
Non voglio più rovinare le mie aiuole
aprendo a tutti il
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Con un segno puoi sbranare
il mio desiderio annientandolo
Lo puoi fare per una volta sola
Se vuoi
Strisciandomi con il tuo seno
Puoi farmi sbavare le mille
notti passate ad aver sete di te
Lo puoi fare per una volta sola
Se vuoi
Spruzzando il
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Se hai gusto per la sinfonia
del sangue bollente
Verrò a capirti dentro un balletto
di singhiozzi solitari di piacere
Con lo sputo della morte della
monotonia ci accompagneremo
in un varco di morsi che sprigionano
un tempo di
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Invia un messaggio privato a Giorgio Lavino.
Il sole s'allontana
e le mani s'aggrovigliano
in un manto di algida sopportazione
L'amaro affonda
spada ingiusta
Perché tanto
tanto tormento
per un piccola cosa?
Ditelo al mio cuore affezionato
all'effimero di una squadra di
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Sotto questa terra sono ammassate
le puzze di mille diavoli venerati
come santi
Sotto questa terra sono sepolte
le ossa di male e le loro voci
di disperazione
Sopra questa terra s'inseguono
i passi della verità cercata
nelle viuzze dove
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Cerco nell'immagine del tuo schianto di corpo
un sapore di rispetto e m'accorgo di averti
quando il mio sole t'assapora in un anelito di speranza
Era notte quel giorno quando m'avvicinasti
per vomitarmi addosso il gelo delle mie risposte
Mi
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Voglio copiarti i seni
E mettermeli in tasca
per tirarli fuori
quando ho voglia
di inchiodarti alla mia voglia
Voglio tirarti fuori
tutto il cielo dei tuoi sensi
per annuvolarlo quando
la tua carne mi schianta
come un boxer nelle
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Tanta musica e tanti balli
nella testa e nel cuore
Poi un refolo abbandonato
per strada dalla malasorte
la mia malasorte
E tanto è diventato niente
Quel soffio sputato
da uno stregone che
non ha digerito la mia
felicità che
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Occhi che fregano dentro
le anime mandate a spasso
dai propri corpi
E che si rifiutano di approfondire
I gesti che scrutano nel silenzio
ritagliato tra parole ammazzate
dai frastuoni delle voci
Occhi pieni di solitudini
s'aggrappano alle
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Lasciami il mare il tuo mare
sfilare sotto il mio grigiore
e con quel che posso
cercherò di pescare
qualcosa che mi possa dare
un po' di alito
quello che ti porta lontano
da questo vento che mi trascina
dentro un cerchio
E lì giro
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Qui non si riesce mai
a condurre nella landa
la maledizione della disperazione
Bene qui si coltivano solo
i pensieri della rassegnazione
per portarli tutti i giorni
nelle liturgie della sofferenza
Avessi potuto avrei votato
per la chiusura
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Qualcosa che mi cammini addosso
con la naturalità di un sogno
Che mi penetri dentro dandomi
la freschezza degli occhi buoni
Qualcosa che mi dia un sussulto
Quando il giorno mi appare
operaio affaticato e frustrato
Qualcosa mi manca che
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Posami sul volto tutte le tue impressioni
e consumami addosso tutte le tue emozioni
Garbami con un cielo di piuma di sole
e ricamami le orchidee di vero piacere
sul mio pane bianco di golosità venerea
Stropicciami il corpo con i tuoi modi di
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La luna aggiusta la luce per darla
meglio alle genti che sperano
E' notte e nel cielo incupito
un graffio di luce è come
la voce di un moribondo
Screpolate sensazioni s'affannano
a diventare messa di giorni di festa
Gocciolano le
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Vogliono farci
capire i loro massacri
le loro angherie
ripetendo fino all'ossessione
che Dio non esiste
La verità è andata a farsi male
altrove nell'apogeo di tutte
le discriminazioni
Oggi hanno massacrato
uno che ha sbagliato
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Luce d'ingegno alzatasi
da un'oasi al confine
con la pazienza
di navigatore che non conosce sonno
della fantasia
quest'anima vola nell'azzurro
di un momento di semplicità
Per infilarsi nel gesto
di una generosa stella
che la
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Con una giacca di sole
sfonderò il ghiaccio
di questo tempo muto
Nelle forze che mi serviranno
Spremerò tutto il sangue
di questo tempo passato
a cercare una parola
E sarà una bella fatica
dare colore a questa
casa
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886 poesie trovate. In questa pagina dal n° 481 al n° 510.
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