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Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da
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S’ode nell’ombra
la sera
che di luce
libera l’essenza sua
distorta al cielo
va la luna
nell’alto empireo
e il solare disco
affonda
nel cinereo mare
e risuona ora
al buio amico
l’attesa
della memore
fiamma
in quel timbro
di
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Siete la mia follia più sacra
il dolore trasformato in canto.
Attraversiamo le stesse stanze
voi con la forza di un futuro immenso.
La vita vi ha dato il mio respiro,
ma il vostro passo è un mistero.
Ammiro e ringrazio
il pane sacro che vi
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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Si attorcigliano i ricordi che hanno smesso di esserci,
e quel non essere più -frammenti di vita -
lascia l’amaro in bocca e tanti dubbi.
Domande ed i perché ed i per come,
i sensi di colpa scavano tunnel profondi
e in un attimo accelerano i
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Quando scende la sera
e il buio tutto mi avvolge,
ritrovo in alto nel cielo
un universo di amici
più che mai sfavillanti,
che mi avvolgono
nell’abbraccio della notte
e lì restano visibili lucenti
come ardente fiamma,
fino al sorgere
del sole
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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T’ho visto... un istante
la mente ha vacillato e il tuo nome ho invocato
nel cuore, nella testa mi sono detta " e’ tornato!’
un emozione improvvisa, un desiderio realizzato
come l’ arcobaleno che irrompe nel cielo arrabbiato.
Un istante... una piega
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a colpi di amicizia riderò,
abbracciami ancora,
sotto il cielo immenso,
scriverò parole,
condensate d’emozioni,
questa notte è l’ultima,
scelgo di restare,
nei miei passi di poeta,
commenti di immagini
profonde e strette di silenzio,
nei miei
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza che non
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentro ville e nei
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Stu silenzio ca nun dice na parola
guarda sulo chesta notte luna e stelle
e se mette a ricurda’ ddoje guagliuncelle
ca me stanno a cantaria’ facenno scola.
Stu silenzio s’annasconne areto ‘o muro
zittu zitto comme a fronna surda e muta
ca nun
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Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
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Passaggio di un mare di lacrime al silenzio dei miei occhi.
ultimo faro che illumina gli sbandati dell’ultima particella di vita
poeta crocefisso dai chiodi arrugginiti della mia fragilità.
Guardo la bianca spuma che silenzia le onde di tempesta
apro
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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 | Io non cammino più sulla terra,
ma salto tra una nuvola e l’altra
per non sporcarmi i piedi di cenere.
Dall’infinito guardo questo mondo
che trema di freddo e odio,
che vomita guerre e prende a schiaffi
l’innocenza rapita, quella grazia nuda
che
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 | Stanotte alle due
dicono che il tempo avrà un padrone,
che un dito sospeso sull’abisso
deciderà il respiro del mondo.
Ma il mondo non è un bottone.
Non è un ordine sussurrato tra denti serrati,
non è una mappa da piegare
dentro il taschino di un
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La magia
era sentire la notte
attraverso la pelle
e respirare le ombre
fino alla fine del cielo
quando il buio sfumava
in un alone di nero
con un cerchio di luce
che avvolgeva le labbra.
Il prodigio
era finire con le stelle
mentre l’alba
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Come file di colore
ora bianche, ora purpuree
vanno le rose nel cammino
fra i roseti delle chiese.
Sulle linee della mano
vanno i sogni a ricercar intrecci
laddove le tracce sono solo
segni da interpretare.
Siamo anime in
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Nell’animo acceso di ogni uomo
vive un universo di circostanze
con ritmo di lunghe percorrenze,
per conquistar l’ambito d’oro pomo.
Sembra l’uomo scrivere il proprio tomo,
sempre ardito e pronto ad oltranze,
con costanza e senza
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Buon compleanno, sorella mia
cinquantadue primavere
e non sei mai stata così viva.
Hai attraversato inverni lunghi
giorni senza voce
notti cucite addosso al cuore
ma non ti sei spezzata
ti sei trasformata.
Ora la primavera ti somiglia
timida,
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Falena insistente che sbatte su un lume,
metafora oscura di ciò che è la vita
l’istinto primorde t’impone salvezza
tu folle l’ignori anelando la luce
T’illudi, poi credi, poi preghi e disperi
cercando il calore che il cuore ti scaldi
tendi
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E torni come il soffio dell’aprile,
che scuote il vetro e sveglia la dimora,
con quel tuo passo d’erba, tanto umile
che il gelo si dilegua e si scolora.
Sei come un raggio che non osa il grido,
ma scalda il solco della terra
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Qual rugiada, che all’apparir del sole,
è goccia di cristallo che si perde
nell’aere puro e fresco del mattino,
sì l’alma mia, che lascia i sogni, vuole
nei prati camminar, con l’erba verde,
che ha il limpido sorriso d’un bambino.
Ed ivi
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We,
fleeting shadows, nameless images,
skins and colors that do not divide us;
words that travel from distant horizons
and, in their meeting,
become a heartbeat
each day.
.
And if illusion slips away from thought,
tell me:
were our writings only
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Sulle rughe del tempo e sui segni profondi,
dove il ferro ha lasciato la sua scia,
tu versi quell’olio che placa i mondi,
e muta il dolore in una liturgia.
Le cicatrici, un tempo dure e severe,
sotto il tuo tocco si sono arrese
abbiamo bevuto
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 | Tornano alla Luna,
lo dicono piano
quasi con paura,
come fosse un ritorno a casa
e non un salto nell’eterno.
Io invece qui,
inchiodato a questa gravità
che mi tiene le ossa e i sogni,
che pesa più del corpo.
Eppure ti guardo,
ogni notte.
A
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 | Non è questa ruga, solco scavato
dal tempo sul mio volto,
la vera passione che tu,
Cristo, trascini nel legno
della croce.
La vera agonia è nell’anima,
dove il peccato dei giorni
si fa corona di spine,
premendo contro la mente
fino a farne
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| Guarderò le stelle sparpagliate nel vento.
i tuoi occhi simil miracolosi nell’azzurro.
Rincorrevo la tua vita nel gambo di un bacio
dolcissimo corpo consegnato al silenzio
tremito di un emozione strusciata d’un anima.
Bellissimo abbraccio tremore di
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Va bene,
tornerò fra qualche anno
quando sarai diversa
forse più libera
di cercare ombre
dentro altri cieli scuri
e quando parlerai di più
travolta da qualche amore.
Va bene,
ti auguro di essere felice
noi non avevamo spazio
e il vento ci
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Quando il silenzio completa l’anima sussultando
è qualcosa di unico capace di elargire
quanto sino a quel momento era stato dimenticato
sfruttando il vero modo d’essere che con sagacia
aggiunge un pizzico di sale
ad un mondo fatto di solo
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Nel cielo terso brillante
un librarsi di faville lucenti,
e un sentir di gaudio in crescendo
nell’aria si sigilla e si diffonde
come luce raggiante.
È l’armonioso volteggiar
di Sacre Creature danzanti
e voci suadenti
di angelici cori gioiosi
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Soliti e non soliti
il verso è un vecchio inganno
e senza i suoi accoliti
può fare un grave danno.
La vena se ti arriva fa sfaceli
e sopra e sotto il rigo si dipana
o spacca il mondo o sfonda a volte i cieli
mischiando seta pura con la
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Famiglie con stracci di silenzio
a piedi nudi si trascinano nel deserto.
Innocenti vittime del mare che sale nelle onde
padre nostro che piangi le stragi dei figli più poveri.
Tu che spezzi l’ostia dell’amarezza
i pochi che arrivano nel loro paradiso
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Siede ancora sulla pietra, il giovane di luce,
mentre il mondo, a poco a poco, ritrova respiro.
Non ha premura di ascendere alle altezze:
indugia, custode del vuoto, vigile del segreto.
Le donne sono corse, hanno sciolto il grido,
ma egli permane
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Tra banchi antichi il gesso era respiro,
nebbia di sogni accesa nella mente;
la voce, un filo teso verso il futuro,
scriveva il mondo piano, lentamente.
Lì l’errore era seme sotto il sole,
la paura un quaderno da sfogliare;
si cresceva inciampando
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La voglia
che non ho mai nascosto
e l’aria di aprile
che sussurra,
il sole sulla pelle
che taglia il respiro
e la trama di carezze
rende tutto uguale
anche il buio della sera.
La pausa
delle attese disperate
e domani sarà ancora
un
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Un giorno come un altro capace di portare lontano
rivivendo percorso che sino dai sei anni
ha avuto il suo bel daffare per giungere ad un’età
per la quale porre una firma
benché se avessimo potuto prolungare il cammino
tanto ancora avremmo potuto
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Quando la Fede oltrepassa i suoi limiti
e non cede a chi la vorrebbe nascosta
dietro un sipario chiuso,
non nasconderti e apri il tuo cuore
poiché nessuno cancellerà i tuoi passi
verso quel che reputi ti appartenga.
La senti ora dentro te dove
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Luminoso
più che sole raggiante
limpido più che acqua pura,
splendente
più che sublime aurora
addormentato ma non per morte,
vivendo un Sonno Santo
nello Spirito e nel Padre,
confermato eletto Redentore,
è Risorto! Egli è il Dio Vero,
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angelo che gonfi nelle tue mani i chiodi del silenzio
soglia dei tuoi occhi stanchi di fragilità
guardo il raggio amato del sole
sanguina la mia croce frantumata dalle ossa
canto di una primavera vestita d’amore
guarderò le stelle appese al tuo
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L’alba è radiosa
l’ultima stella sposa
il primo raggio di sole
la valle è tutta un canto
e le umili viole
depongono sul prato
una lacrima per
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Ti sei rivelato
nella nostra fragilità,
mostrando quella paura
che accomuna noi umani.
Hai tentato di rifiutare
di bere a quel calice,
poi hai accettato la Sua volontà.
E lui che professava di voler morire,
al tuo posto,
per tre volte ti ha
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Non è corazza il cuore, ma membrana
che d’ogni raggio beve la ferita,
corda d’un’arpa tesa e troppo umana
che vibra al tocco della nuda vita.
Se il mondo preme e l’onda s’allontana,
resta nel petto un’eco indefinita,
come una voce antica e
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Tutto scorre veloce
e tutto passa
poco rimane
mi ritorno in mente
la’ dove ero io
io nel profondo
io che volevo cambiare il mondo
io che volevo dipingere sogni nel cielo
io che avevo paura ma un attimo dopo avevo coraggio
io che cadevo ma con
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 | È l’aprile che torna con la sua luce cruda,
ma qui il tempo ha un altro battito, un restio
fermarsi tra le pieghe. La giacca è nuda
sopra il legno, nel vuoto d’un addio.
Ha tenuto la curva delle spalle,
il peso dei gomiti, l’ombra del respiro
un
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| Pasqua non è per chi cammina al sole senza ferite,
ma per chi trema nel buio di una solitudine stanca,
è il Dio che scende a baciare le occhiaie del pianto
e trasforma l’urlo del sangue in un’alba di pace.
Risorgere non è un miracolo per i santi
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Ti vogliono solo
quando sei bello
e se sei vecchio
per loro muori
e non esisti più.
Ti vogliono solo
se le fai ridere
e se piangi allora
hai già la polvere
sui tuoi occhi blu.
Ti vogliono quando
puoi comprare
tutto il mondo
e il mondo
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Non esiste più niente
piccole uova sono ruzzolate giù dal ponte
nessuno che abbia deciso di metterle in salvo
sembrava che sorridessero
da anni erano nostre amiche
avevano fatto di tutto
affinché niente potesse distruggerle
perché questo
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Tramonta il sole, Signore,
e l’ultimo chiarore sfiora la terra
come una mano che benedice e tace.
Nel silenzio che cresce ricordiamo
il sangue versato nel tempo
e la pace nella notte dell’uomo.
La campana risuona nella valle
come un cuore che
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Presso il Sepolcro li ho visti,
gli Angeli Santi
in doloroso silenzio,
in attesa che abbia fine la notte.
Dolenti e sconvolti
intuivano nel Divin Sonno
quella Santa Vita
che non segna la morte.
Ora attendono
in intimo Consiglio
e
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Irto su un percorso,
cercai posa,
che già giungeva mattutino,
ché di restar sopito bramavo
In sosta ancora scosso rimasi,
notte volubile si spengeva
al novello cantar d’allegri uccellini,
stormiti da d’Eolo il soffio
Luce si
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Seduto qui, sotto la croce
non ho la forza
nemmeno di alzare lo sguardo
verso di te
che dalla Croce mi guardi
in bonario segno di sfida
no non posso accogliere in me
il tuo sguardo, è troppo
e mi fa male vederti così,
il corpo tuo così
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Sei la radice che spacca il cemento,
il battito sordo che la casa tiene,
quando la luce si arrende al tramonto
e il mio silenzio ti chiama per nome.
Ti cerco nel taglio di un raggio improvviso,
tra i libri aperti e il profumo del caffè,
sono la
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Sia forza
in questo Sabato di pura soglia,
dove il tempo non scorre, ma matura.
Quando il cielo è un sipario tirato
e la terra si fa grembo, distesa in un ascolto assoluto,
custodendo il segreto di una vita che non fa rumore.
A chi resta
senza
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338232 poesie trovate. In questa pagina dal n° 136 al n° 195.
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