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Morte
Le 6907 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Languida... viscida striscia la larva,
striscia, sempre più lenta, ella assapora
la polve che la sua squama divora,
il cener perduto della vanità.
Ombra oscillante sul filo, sull'aspo
sottile... delicato del Destino,
del Fato che me
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 | Non vagherò
camminando a vuoto nell'apatia gialla,
suppur con ali di cera continuerò a dimenar le braccia
- la mia pelle in fiamme
le ali terse
arde tutto il resto ma
con le piume al vento;
l'ultimo soffio di grazia,
prima
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 | S'inarca la schiena
cercando una fitta di dolore lancinante
per annebbiare la vista
sperando cosi
di spegnere l'interruttore
steso su prato graffio la terra nelle urla
mi cospargo il capo di fango
in un dolore Patroclideo
s'è
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| EnzoL |
12/04/2011 00:41 | 2440 |
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| o morte come approdo Divino
che giungi mio malgrado
in gemiti e sospiri e lamenti
e cogli alcuni d'improvviso
ti sei portata via tutto (e tutti)
dentro uragani di paura e rimpianti
e folate di rimorsi e vergogne
è un attimo di lotta (fino
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L'ultima strofa diceva: "non rubare"
non era un comandamento
ma un emendamento al testo originale
s'accese una sigaretta
e la vergò per bene
come sapeva fare:
s'alzò e andò a pisciare
con il foglio in
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 | Mi parve
di vederla
in mezzo a tanta flora
nell'incontro con l'aurora
oh! com' era bella
al canto d' amore mi
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 | Sul capo gratta un
bisbiglio di voci
e uno sventolio di drappi
che sfregano la ruota arrugginita del destino.
Sfila lo spettro dal ghigno metallico
sul carro della morte mater domina.
Sguscia dallo stipite, svelata dalla polvere,
la lacrima bianca
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| non mi struggo guardando il tuo splendido viso
...pensando che tu già sei stata chiamata
il pianto non c'è che mi riga le guance
ne voce che in gola rimane spezzata
...non c'è quella rabbia che rende violento
se un fiore
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 | Ansimi e singulti
suonano la resa,
non c'è medicina
ne armatura
ne fermezza,
a bruciapelo
inalato dal vuoto
avvolto in un
manto di spine è
scaraventato
nelle profondità del nulla,
sospiri
erogano nell'aria
l'essenza
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 | siamo destinati alla scomparsa,
alla terra dove ci attendono
vermi millenari,
marcita esistenza intrisa senza voce
in
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 | Si tolse i vestiti
rimase in piedi ad ascoltare
guardava i suoi piedi nudi sulla sabbia.
Una mano sul cuore
nell'anima la rabbia
dissolta come sale
sulle onde del mare.
Avanzò lentamente
l'acqua abbraccio le gambe,
l'inguine, il
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uomo dal cappotto nero
perche da qui più non passi?
pioveva dentro la mia anima
e mi hai prestato il tuo ombrello
ma non so come ridartelo
giorni son passati e anni susseguiti
la pioggia era cessata
e la tua barba incolta
bianca si
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Fu nell'attimo preciso
in cui incrociai quel passo
che capii:
quella donna l'avrei amata
d'istanti lunghi
a
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Quando sei polvere
solo i grani di te restano
a far eco al tempo.
E polvere sei
prima, durante e dopo te
sebbene ti
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qui nel letto ho perduto,
cosa non ti so spiegare,
non ti so dire,
non puoi ascoltare
qui nel letto vedo
ombre
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Anche il cimitero è bruciato
cenere che vola
carne arsa viva
ossa che stagnano
morti che vagano
nel mare della Morte andranno.
Ho legato il cuore
nei bassifondi di melma
ho strappato le ali
nere e misteriose
ora tutto arde e si
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E' un giorno speciale
ogni cosa accoglie
un colore universale.
C'è aria tiepida,
profumo che cattura i sensi.
Capogiri fluttuano
sospesi dentro corpi
che vogliono danzare.
Lampadari
appesi ai soffitti calpestati.
Orme definite
seguono
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Al pari di un vento dolcissimo,
che in autunno
strappa una foglia
dalla matrice,
sei comparsa tu,
signora mietitrice.
Un cenno, un saluto,
un tremito, un sussulto;
una valigia piena di ricordi
per compagnia;
la strana voglia di
andare via.
Il
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Silenzio
è notte.
Tutto tace,
tutti dormono.
La terra no,
ad un tratto ha urlato,
un grido forte,
straziante,
aggressivo,
feroce.
Cosa è stato?
Ti sei svegliato?
Non c'è tempo,
non ti sei accorto,
Qualcuno ha
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Effimeri piaceri... La natura
dell’esser provvisorio che noi siamo
rifugge dalla subdola tortura
di ciò che sulla Terra noi facciamo.
La nostra dimensione forse è il Niente,
che noi in certi momenti pregustiamo,
quando lontano quella nostra
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Io so chi è questa ombra
che col sole a manca s'accosta a destra
e con il sole a dritta ritorna a lato.
Spesso m'ingombra il passo,
mi toglie il fiato.
Col sole a piombo sembra scomparsa
ma se mi chino eccola appare
a come scalino.
Quando
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La porta bianca cigola,
aprendosi sul verde del cunicolo,
ove i rami ora s'intrecciano, ora si districano
nel nulla che
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Il rintocco funebre della campana
si arrestò.
I sei cavalli,
con passo felpato,
raggiunsero il Sagrato.
Due
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Fuggite dai mie seni smunti
nutrimento dei suicidi
unici figli a me riconoscenti
Voi che inorridite
ad ogni mio sospiro
sapeste quanto forte
è il materno desiderio
di stringervi al mio seno
e quanto il vostro non capire
per me
sia
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 | E ritorna l'aquilone
alla tempesta
spinto da vento di rosa
e cenere.
Or sia il suo passo
mielato in un tempo
ove vive il male di vivere,
e i mattini passan chiari
e l'orizzonte pare oscurato
da croci di spine.
Non v'è più sete e
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| O' gabbianello
che contrasti il giorno
come la foglia nel campo.
Tu che hai vissuto decine di stagioni
aspetti che arrivi mezzogiorno.
O' gabbianello
che come te
il tuo compagno è diventato
per mano dell'umanità
e non per sua
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| In profondità penetra l'esalazione potente:
dentro, i polmoni respirano veleno ardente.
Con gli occhi spalancati temo e spero la fuga dell'Io,
ma cerco la fulva chioma nell'aria per poterle dire addio.
Nell'attesa dell'ignoto, danzo
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| Or che non sei più quì
con la tua gente,
riposa in pace in ciel
dolce parente!
Ignoro chi decide
l'uman sorte
e nulla noi possiam
contro la morte.
Tu poi ci abbandonasti
all'improvviso,
senza un abbraccio, un motto,
od un
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Il rimbalzo della campana
si diffondeva nel meriggio,
i fiori erano in fiore,
ma chi è il fiore a imbuto?
io
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sostengo un peso
che si trascina
vita che non volevo
dolore emotivo
fisico
vorrei evitare...
soffoco, muoio
d'amore,
di dolore,
nell'immensità
del cielo
mi ricreo
per te
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6907 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 4681 al n° 4710.
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