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Sociale
Le 12267 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Camminava
sotto il sole di luglio
un viandante pellegrino.
Muoveva i suoi passi
nel sudore e nella polvere,
guardava il cielo
forse pregava
perché non aveva paura
né dei serpenti
né delle notti rumorose.
Ai temporali
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Ci saranno voci
a ricucire il tempo
nel fluido scorrere
d'anime senza pelle.
Notti di speranza
e albe senza
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E' una storia che si ripete
anni passati a giacere inerte,
non cede questo legame primordiale
un anello in più a quello matrimoniale.
Convivenza casuale o forzata
un intimità troppe volte pregiudicata
quando è il caos sotto un
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Vaì, a corsa sfrenata dov'è iniziata l'avventura
Su quei sentieri polverosi
guizzanti serpenti appena schiusi
riprenditi le bucce dei ginocchi
scalpi iniziatici fra i rovi
e quella gioia tutta straniera ora
Succhiala a cuore
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Diciotto i giri attorno al palazzo
per poi salire solo dieci scalini
ancora sento la coda d'assolo
milleduecento melodiosi euro
come sei andato a finire in basso
sano annichilito portatore
d'un ingente bottino di guerra
tre sgualcite foglie
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Conserverò questo pezzo di pane
per le sere inutili senza perdono,
forse lo muterò in rasoio di sale
e mi laverò le ferite nel tramonto
Poi loro verranno coi fucili neri,
con i camici e le liste scritte fitte.
Pronunceranno
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 | Auschwitz?
Ou plus simplement,
Camp de concentration?
Camp d'extermination?
Mais mon Dieu,
où étais- tu?
Dormais- tu
alors?
N'entendais- tu pas
qu'un simple
"Achtung"
faisait
que chaque jour...
millions
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Perché sperare
in un giorno futuro,
se il cielo plumbeo
di Auschwitz
mi opprime il respiro
elargendo
funesta
aria greve?
Il “domani” non esiste
ad Auschwitz:
lo scorrere del tempo
è stato troncato.
Suoni di campane
sono
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scende
nelle vene asciutte
il ricordo di sangue versato
nel muto oblio della storia
- la memoria non ha confini invalicabili -
ma polsi numerati
occhi infossati
vertebre tese
odore di morte
non dimenticare
è solo il primo passo per
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Attaccati alla vita
passando come bestiame
innanzi alla immobile paura,
paura bendata, voltata,
con le mani sulle orecchie:
paura per volere incosciente,
ignorante solo per volontà
di non conoscere l'attualità,
della propria
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 | Al museo si mostrano resti
rubati a vite in corso,
la disumanità
in collezioni spaventose.
Protesi non
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Tu
piccolo uomo
che piangi senza vederti
nascondi le mani a testa china
e mangi il dolore
a labbra chiuse
cammini a piedi nudi
con la pelle persa per strada
e col freddo che taglia l’ultimo respiro.
Tu
al chiaro della luna
hai spento
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 | Nascosto, ma non troppo,
negli spazi esigui di fanatiche visioni
si insinua e matura il desiderio
di uccidere il fratello.
Nato da menti insane si evolve
quando batte a porte dove
la mancanza di un credo
tutto riduce ad un tirare avanti privato
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 | Furono
note, stonate,
intonate al vento dei camini,
e nulla più.
Esse uscivano, intonando
le voci, inascoltate
dei bambini,
angeli, purissimi, ora nella Luce.
Furono
note, inascoltate,
delle donne,
martiri, degnissime, ora, del loro
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In grida mute
si corrompe
il ricordo
occhi bianchi
di uomini stanchi
nudi
d'amore
di pelle e dolore
sordo frastuono
si perde nel tempo
di fuoco e di cenere
cancella l'umano
un marchio è un nome
registro infinito
di un
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| Eirene |
26/01/2011 14:55 | 2168 |
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Siamo figli della strada
duri da digerire
siamo quelli dei cartoni
fantasmi da scordare.
Graffiti anneriti
spade infilzate
in sottopassi dimenticati
piscio, vomito, bottiglie svuotate.
Donne, Uomini
d'ascoltare e da salvare
no! da umiliare
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Giammai potrò dimenticare
il supplizio della mia scomparsa,
trafitto il cuore non potrà più volare,
quando rammenta quella valle arsa.
Noi poveri corpi lì ammassati,
in quelle fosse nudi e martoriati,
vecchi e bambini insieme massacrati,
dalla
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 | Un fumo denso
si alzava da ogni camino
nel cielo grigio e gelido
d'una terra arsa dal ghiaccio
che non era più freddo
dei lori occhi
più freddo delle parole
che chiamavano un numero
che segnava ogni singolo
braccio
Non c'era
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 | Piove sangue, dalle nuvole grigie
e lamenti, si alzano al cielo
strazianti oggi, come ieri
senza riuscir a cancellar dolore.
E il pensiero, va alle immagini
che mettono sotto morsa, il cuore
per la ferocia di uomini
che nel cammino, hanno perso
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Sottili linee di confine s'intrecciano
in fili spinati arrugginiti, non per
belve feroci, ma per occhi spenti,
privi di luce e dolci sorrisi sdentati.
Abominio, crudeltà, pura iniquità, in
orgoglio frantumato in macini di
distrutta
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 | È il giorno del ricordo...
mai dovrebbe cadere nel vuoto
nel nulla,
in quell’ombra che sovente ci prende
e ci fa
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 | Gente che vive di poco o di niente,
si accontenta di rattoppare
la baracca e dormire accanto ai topi
che ruminano vicino,
strabuzzando gli occhi
per un tozzo di pane...
Malandati, sgangherati, derelitti,
deviati dalla società,
rifugiati
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| Muovono cento, mille passi
e con essi soffia la fantasia,
una ragione al vento
che ha persuaso
parole e pulsioni
a inebriarsi
della divin poesia.
Andirivieni
è la danza
sul filo del tempo,
il filo
che squarta la tela,
e i
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| polvere di ossa
annerite d'un silenzio
lentissimo di morte
respiro di tomba
bianco d'uno sterminio
rannicchiato di
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Innanzi ai tuoi occhi
mi sento piccola
fratello,
crucci e pensieri,
pensando al tuo fardello,
diventano leggeri.
Ho
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Un liquido scuro e denso
non lascia spazio al fiato
perde il mondo il suo senso
l'avvenire soffoca oscurato.
Annaspando sul fondo d'una tazza,
schiacciati da una cultura pazza
incrostante corpo e pensiero
oggi dove abita il vero?
Ridotti al
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Ti rintani
fra le lingue taglienti
e le grida
come se il tuo dio vivesse in eterno
e il mio?
E il mio dio
dove si nasconde il mio dio
quando sente le urla salire dai fossi
a lisciare le piaghe di un intelletto malato?
Povere donne
ignudate
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croci dolorose
fuscelli d'un silenzio
sbandato di figlie
urli d'una notte
vomitata di solitudini
carezze d'una guancia
appassita
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L'uomo camaleonte che vive per cambiare la realtà
cancella ogni valore su cui credere
e parla di una vita che ti da senza chiedere
alcuna cosa sia possibile.
L'unico obbiettivo è resistere
ad un mondo che ti opprime dalla nascita
e
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Attori amano le figure retoriche
armi di battaglie politiche,
parlano per similitudine
promessa effimera è consuetudine.
Comizi che hanno l'anima d'iperbole
cuoce il futuro su bollenti graticole,
si muovono rassicurazioni con
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12267 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5761 al n° 5790.
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