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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Sociale
Le 12270 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
È catrame
questa sigaretta corrosa dal tempo della città
È aria nera
quella che respira mia sorella
ha otto anni e non va a scuola...
È fame incolore
che prende le piume alle rondini
per il solletico delle
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Come può il cielo così etereo
raccontare storie di miserie umane
di perdite e immane dolore
senza il lusso di lacrime amare
immortalate su fessure di nuvole sparse
a piangere le ceneri di un popolo disperso.
Come può la
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 | Provare ad indovinare
Qual è l'uscita imposta
Poiché l'interna scatola
Fa buia una risposta
Bastasse un solo tatto
Che aprisse quel coperchio
Così che possa evadere
Per arrivare al punto
Nel trarre fantasia
Medesimo
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Di luna
splendido
coraggioso
e dorato raggio
si fa duttile.
E capace si rende
di portar se stesso
come omaggio
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| Angela |
29/01/2010 00:15 | 1340 |
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Non usate fiori
per glorie immeritate
senza averli mai consultati
Non usateli
per fornire alibi
a una donna
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Kabul, il cuore
nello stomaco,
lo stomaco sotto ai piedi
Tuoni e lampi
nel cielo stellato
odore di mattatoio
nel giardino dei lillà
l'emozione non ha volto
non ha voce la paura
Guardo occhi
che mi guardano
non riesco più a
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Il fumo denso e nero
si innalzava
verso il cielo,
e non era carbone
quel che bruciava,
ma donne,
bambini,
vecchi infermi,
che un mostro nazista
senza alcuna
pietà umana
odiava e sterminava.
Soltanto
una coscienza
turpe e disumana
i
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Stille di dolore
piovono
dal cielo grigio di Auschwitz
a riscattar la nuda terra
intinta dall'odor di sangue inerme.
Reciso è il cuore
da chilometri di filo spinato
nel segnar triste calvario
dell'umana sofferenza
spoglia della propria
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Volge
consueto travaglio
squarci lieti
passi lesto calpestio
Artiere
muove
senza tempo
Ruota su se stesso
spasmo intenso
Flebili
mormorano
esili piume
languidi pensieri
Lontano
carezzano
ancestrali lidi
raffinati rioni
Distinta
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Non posso dimenticare
perché non ho memoria
di corpi senza nome
arsi nel vento gelido
dal fuoco della
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Tenebrosa bufera
chiamata sterminio
Un carico di paura
nel campo di notturne
speranze
Con mani
scavavano pozzi
di acque intossicate
Morivano pregando
con i respiri
dei pallidi volti
Spargevano la foga
dai suoi cuori
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a volte ci sono albe
di nebbia a fari spenti
come velo ammantano le quote che ho scalato
mi accecano improvvise sotto fiori
che un tempo regalavo alle utopie
e voci aldilà di varchi nuovi
non vedono gli occhi senza sole,
come sassi
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Madre sono,
ma non come le altre,
perché nel paese
in cui mi trovo
le madri piangono
prima di nascere.
Un dolore insopportabile
che divora la vita
perché il mio bambino vola via
mentre mi stringe le dita.
Per questo lo
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Non c'è memoria
senza i conti con la storia
noi siam buoni
siam buoni ed ospitali
siam simpatici e cordiali
allegri e solidali
nella nostra memoria
non v'è che bella storia
ambigui e schivi
nell'agire crudeltà
ipocriti e
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Quattro mura annerite dal fumo
delle ossa - polvere da mangiare
io le vedevo strisce di cielo
o vele di barche in mezzo al
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| Zima |
27/01/2010 11:00 | 4960 |
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 | Dammi la mano, papà,
non mi lasciare.
E’ buio e fa freddo,
qui dentro.
Sento i fischi, le urla,
i latrati dei cani,
oltre i vagoni piombati
al binario 21.
Ricordo l’appello,
al quinto raggio,
il mio nome sulla lista
dei deportati,
come dalla
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Non c'è ruggine in Terra
che consumi le spine
dei reticolati di allora.
Non c'è profumo di fiore
che
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Smagriti pensieri
rimbalzano attoniti tra le pareti
stucchevoli della mia cassa toracica.
Pane al pane ma non a
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È morta la colomba bianca
nel fragore del metallo
lavorato a morte.
Corpi accatastati bollati a sangue
volano tra rotaie privi di vitalità
incapaci di sollevare le ali.
È morta la colomba bianca
nel candore di una stanza
come
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Sono crollate dallo scossone della terra
le umili case,
come fuscelli
al soffiare impetuoso del vento.
Non trova ristoro né giaciglio
il mio pensare,
come il bambino abbandonato
a sé stesso
al bordo della strada.
E si rompe il
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 | Polvere sottile caduta stamani,
colora la strada di grigio e di rosso.
Cammino,
mi fermo,
c'è gente che
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 | Luce
inondò la stanza
al tuo vagire
di gioia incontenibile
e speranza
e agli occhi di tua madre
balenò certezza
d'un futuro sfolgorante
da poterti offrire
e Luce fu
anche il nome che ti porti
da quel lontano luminoso
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Il gelo polacco
è ancora lì
tutto intero
pronto
a colpire di nuovo
la nostra indifferenza
le nostre distrazioni
il nostro impegno civile
sfumato
ho ancora
nel naso e nella bocca
l'odore di carne umana
bruciata
sento
rimbombare
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SARA
Sono scesa dal treno
puntuale al capolinea
dell'ultima stazione.
Mi hanno diviso
dal figlio e dal padre
e sulla
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 | Fantasia vienimi in sogno,
prendimi ancora e fammi volare,
portami via tra verdi prati,
portami via dalla mia
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Sussurriamo
mentre il sole
ci tramonta addosso
invisibili ombre
Voci, senza un'alba
stretti nel nido caldo dell'angoscia
del nostro ventre vuoto
della solitudine, delle nostre grida
in quel purgatorio rovente
Fissando, da lontano
un
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 | Ho solcato mari di intolleranza
perso in bassifondi denudati dalla dignità.
Troppe volte ho nascosto il mio
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| Il sole del mattino nel ferale lucore
tra le marce macerie ricava il cuore
di spogli cristi inchiodati a Favara,
alla gogna, sotto razza padrona avara.
Razza bara in pubblici investimenti,
girati di colpo in privati arricchimenti.
Da quella
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| Oh! porco d'un rognoso randagio cane
qua va tutto in malora a puttane
se poi penso alla mia unica figlia
infatuata di
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| La vita non finisce
in quel dannato giorno,
ripetevano tutti
fuggendo ai miei sguardi.
Ma occhi menzogneri
coprirono gli specchi
con la dannata voglia
di infrangerli tutti quanti.
L'esistenza è molto sola
quando una persona
ti strappa
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12270 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 9751 al n° 9780.
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