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Le 32790 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Non c'è dolore più grande di lame
che scavano e giungono al cuore.
Perché quella ferita erutta sangue
e ricordi passati...
quando l'amore era vero, non un fantasma.
Ora vivo nel freddo che mi lacera
e osservo l'uscio
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ci furono
giorni invecchiati
prima di nascere
ancora
morti all’aurora
del giorno già passato
appena dopo l’autunno
e la prima luce del giorno
che filtra tra i cipressi
alle colline
fine che inizia
ad aspettar
il
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Cerco di non tremare
quando la luna scivola via
fra le ombre e il vento
e rimango solo con i torti
Con le mie rovine
che divergono dai dolori
mentre le ore scorrono
lucide come nuvole morte
Cerco di non pensare
a come sarà la sera
e
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Siamo cerchi concentrici
alimentati da gocce sonore,
ingigantiti dai sassi
abbracciati dal fondo.
Questo siamo
nient'altro che questo
sulla superficie delle acque dormienti
il frastuono silenzioso delle piccole oscillazioni
che muovono
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 | Dimmi se puoi madre,
bisogna morire per trovare pace?
Che faccio dunque su questa terra
ora che il mio orizzonte è incluso in un giardino
e un sole ignavo tenta di risvegliare rose?
Ora che conosco le nebbie che offuscano lo spirito,
e
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| il poeta è se stesso
e se stesso è il poeta
poiché se me stesso
non fosse poeta
il poeta stesso
non lo sarebbe,
per paradosso
se poeta dunque
anche se stesso lo è
poiché se deviasse
dal primo
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| Segreto nell’inconscio
chiudi gli occhi al
desio dell’animo.
Freni la bocca alla
parola dello sguardo.
Stringi la mano al
vento
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| Equidistante
dall’implosiva
centralità dell’io
e dalla sua sfuggente trascendenza
un punto d’appoggio
cerco
per governare
le contraddittorie istanze
che la mia sorte
quotidianamente
reclamano.
Ma
a ben guardare
dell’io
nuovamente
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Appoggio ora le mie ciglia finte
sul davanzale della vita
e mentre un sibilo di vento
le sparge nella notte
mi chiedo se è davvero valsa la pena
sfidare una città così meschina
non pensavo fosse così tanta la sua
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Se il Tempo conservasse le voci che il vento
non salva
le parole che cadono dalle frasi finite
e ogni suono della vita che non cede
al silenzio...
certo, le terrebbe in fondo al mare
perché ho creduto di udirne il canto
dentro le
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Eppure anche distratti in cento cose
li ricordiamo i numeri
quelli come chiodi come spine
li strappiamo all’infinito
come radici alla terra
alle interminabili ore
che imprimono tatuaggi sul tempo
e riscriviamo l’eco della pioggia
insistente di
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La vita un libro.
Pagine sbiadite
di ricordi. Non hai tempo
di leggerle si rinnovano
giorno per giorno.
Dimentichi il passato,
per trascriverne
altre. Tingi il bianco
foglio con la realtà
del momento, con la
speranza di una
lunga
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Così sempre mi inquieta l'alba nuova
con i suoi attimi sconosciuti e ignoti,
sì che - penso! - un arcano vi si cova
ne' i suoi liberi spazi ancora vuoti.
Non so, infatti, io chi sia in questa mia alcova
che presto mi risveglia; e
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Inferni sempre più urbani,
ammassi di pensieri inefficienti,
di gente annichilita,
che vive disturbata,
da contratti scaduti e amori rinsecchiti.
Paradisi macchiati di sangue,
connessioni troppo lente,
tra gente indifferente,
che guida
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Gli dei che quella lingua transalpina
presiedono non più fatto l’onore
m’hanno di visitarmi la mattina,
oppur la sera: non mi danno amore.
Si sono allontanate quelle dee
della poesia spagnola e portoghese:
non concedono spunti, delle idee,
non
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 | Eccomi, sono qui.
Catturo giochi di luce
e d'ombre
or quieto or triste
è l'animo mio
accecato ogni tanto
dal bagliore del sole.
Eccomi non mi vedi
trasparente come sono divenuta
non mi vedi
eppure sono sempre qui
accanto a
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Nell'alba della memoria
chiaroscuro di rimpianto
nel pianto d'aurora
in fermo immagine di nostalgia
mi guarda il tuo sorriso
mite e sincero.
Troppo tempo è volato
da quando non posi più passo
sull'umano sentiero
e torni come
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Mi cercherò un angolo di cielo
per sedermi sulla nuvola più comoda
e più vicina alla sorridente Luna.
Ascoltare l'anima senza tante domande
lasciare che la ragione celi i rimpianti
forte delle mie vituperate debolezze.
Un
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Sulla soglia di un intero universo
credi di essere solo, mentre osservi
Il silenzio di un destino rivestito da sassi.
In mezzo alla terra desolata,
non c’è rifugio
ma puoi sempre guardare le lucciole.
Lontane, tante, infinite.
Altre vite?
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Mi piacerebbe che il tempo
si riavvolgesse a ritroso
per riportarmi a tempi scordati,
nella memoria di ieri,
dei miei giovani lontani anni
e ritrovarmi con l’altra mia me stessa.
La verità di oggi è conoscenza
ed è fonte del
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Ma se al mattìn mi sveglio, e sogno il Sole che non v'è,
e tetro scorre il dì, ancora,
così l'Inquieto de' il mio Destìn or m'innamora
e requie più non v'è.
Questo maggio svanisce a me sì
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È esattamente così
tutto cammina all’inverso
di traverso ai tuoi sogni
tra tegole e macerie
e muri traballanti
Cerchiamo riparo nel Niente
tra musiche
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Il senno del tempo.
Non domandare del temporale che piega gli alberi
la poca neve o la vampa del sole
conosco il giorno e la notte
il tramonto sopra gli alberi
un barbaglio di luce mi parla del sole.
I giardini fioriscono senza mappe.
Come il
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Una creatura macabra pervade costantemente
il nostro corpo e la nostra mente
e codesta creatura ci appiattisce e ci chiude moralmente.
La creatura è in ognuno di noi
e prevale affinché più non ne puoi.
La creatura maligna
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Nell'incerta luce filtrata dal mattino
ardono inutili quelle candele
che, ostinato, accendi
d'innanzi ad ogni altare.
Di lontano ti guardo.
Rassegnato e composto
è quel tuo schivo
chinare la testa nell'atto di pregare.
Da anni ti
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La luce radente
il profilo essenziale delle cose
tratteggiava
magnificando
dei campi di grano
l’apparire.
Fremente
come spiga tra le spighe
di un’infinitesimale trasmutazione
ero testimone.
Rivelati
alla coscienza
erano
i luoghi
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Né amore e né fortuna
né strade e né cielo
e nemmeno l'ombra della luna
potrà illuminare il mio sentiero
fino alle porte dell'inferno.
Né dio e né preghiera
e nemmeno l'ululato
che ho nel
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Vita costellata
dal vuoto progressivo.
Si perde l’identità
terrena, per il rifugio
dell’ostello divino.
L’anima si assenta
dal corpo per il
ritorno alle origini.
La permanenza
(pro tempore)
è un breve ciclo
di anni
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 | Il tempo sussurra e passa
nei sorsi che ho bevuto
per le mie indipendenze.
Fermenta l'ispirazione...
Ma è troppo alto il cielo.
Comete riflesse al rovescio
trasformano i miei spazi.
Abito già torrioni invisibili
in punti
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| Io che vorrei la neve sopra gli alberi.
Un inciampo
il profumo di terra nuova
lo schiudersi dei fiori
la loro ansia di luce.
Il silenzio riempie la stanza
la luce mi trascina
la voce, i pensieri, tra le nuvole
riparo, luce, silenzio
lacrime
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| Intorno marciapiedi
di gente che non cammina,
televisioni troppo spesso accese.
Intorno città mai viste,
banche pregate
più delle chiese gotiche,
mari che hanno perso la parola.
Intorno treni di fuga,
sguardi rassegnati
all'erba
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32790 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6631 al n° 6660.
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