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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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L’apparenza,
quell’impressione di buono
che fa credere
di essere felici
ha qualcosa
di nascosto e profondo
che illude, inganna
un gioco senza fine
come la sofferenza
che sostiene...
Confonde le idee dell’altro
come una nube
quando
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 | Un fiorir di melodie
rigonfia la mia vela
come vento di ribellione
al sogghigno ingannatore.
Con la cera della lealtà
tappo le orecchie
mi lego all'albero maestro
per non cedere- fragile
alle sirene ingannatrici
che incantono la mia
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| C'è vento sul Tavoliere
un vento che muove le foglie degli spinaci
e ci sono schiene piegate
nere schiene incurvate.
Il signore dei campi
è uomo stimato da tutti
la chiesa ringrazia
la sua presenza discreta.
Al comune le
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E sono intorno a te
le mani sue imploranti
sul cuore della terra
nel dare e nel ricevere
nel modo più ingannevole.
E sono porta e guida
coi volti già segnati
scolpiti dalla vita
affranti dal dovere
tanto per non vedere.
E sono
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Sfuma il colore del viso
che solo apparenza apporta
Cade ogni spontanea lacrima
verso un baricentro che non sostiene
Tutto si perde
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Tutto tace di là dalla sponda
è pace che governa sul mare
dove invece affonda ogni retto pensiero
come fosse un solitario uomo, quello a remare
E placida è anche l’onda
che culla e trattiene le lacrime di chi invano
attende
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La luna che ora vedo sopra il tetto,
in questa notte che si fa più scura,
ha un’ombra nel contorno non perfetto,
soffusa luce che ti rassicura.
Amore mio, le cose che t’ho detto,
non devono crearti la paura
per un cammino mio non sempre
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Sul cemento lucido del vicolo
poggi i tacchi, calpesti la speranza.
La tua illusione è un fiore nel deserto,
la tua realtà un macigno da portare.
La fioca luce di quel lampione
che ormai conosce la tua vita...
vissuta di parole
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Piccole mani
cuciono scarpe,
loro sono scalzi
non le indosseranno.
Piccole mani
costruiscono trenini,
loro non hanno balocchi
e non giocheranno.
Piccole mani
stringono armi,
bambini soldati
non sanno leggere
non sanno scrivere
ma
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Annaspo nei dintorni del mondo
geme l’animo
di chi cibo non prende,
ride il gaudente
che sofferenza non comprende.
Incontro una vecchia orante,
lo sguardo lassù rivolto.
Chiamo il cuore,
perché tanto silenzio
gelo e
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Sollievo porta ai giovani sbandati
da battaglie fluenti dove l'aria uccide la gioia,
seme germoglia d’angusta famiglia,
dal Padre Supremo scelse la strada.
Missionario della voce del Cristo,
annunciale delle Vie Sante
abbraccia calda via del
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A te che già nasci con meno fortuna
e ti senti diverso, oppure speciale,
di mente gran fresca ma poche espressioni.
Piccolo cuore ma forza infinita
nel mondo che in te non è uguale al mio,
nel porsi a parole con grande fatica
o
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Il mio è semplicemente un grande invito...
Andate tutti verso quel paese che dolcemente vi accoglierà.
Il mio è decisamente un ravvicinato desiderio...
Andate tutti a leggere quella triste e illudente banalità.
Ho consumato ore e neuroni
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| julia |
26/02/2016 18:15 | 2822 |
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 | Visioni chiuse a doppia mandata
diritti lapidati alla rinfusa,
venti di guerra che prendono alla schiena
in questo Mondo tutto sottosopra,
schizofrenici andazzi di un potere
ormai soggiogato in toto al capitale.
Collasso di migranti
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| Il mal che in tempi antichi l'uomo ha fatto
adesso non dovrebbe essere adatto,
però la Storia sempre si ripete,
ché vince ognora chi di gloria ha sete.
Tutto si fa per brama di potere
o di quant'altro ancor si vuol
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| Nella disabilità vita ...quella vera,
nel dolore - la famiglia
ridotta fino allo sfiancamento
ma, amore e cuore di genitori
donano gioia e sorriso
vincono mentre sui loro volti
vecchiaia già soggiunge
in giovane età.
Rinunce e schemi di
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Oh stolta luna
non guardare al solito dito
guarda per mano ... per le mani
perché spenta, s'è di nuovo la luce
altri fratelli han perso
non solo la voce
ma all'estremo, per massimo dazio.
Flebile fiato
nell'usual
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| Wilobi |
25/02/2016 06:55 | 1089 |
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Solo, sono solo e non ne comprendo il perché
in tanti siamo partiti, stipati come tonni
pronti per mercato,
adesso che il gommone è solo un punto
lontano in questo mare che uccide
a niente serve il rimpianto di ciò che
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Cosi estenuante
rimaner presenti,
gli sguardi assenti
d’un clima pesante.
Con il tempo gioco
a mia discrezione,
ma ‘sta posizione
non ce l’ho da poco.
Volendo puoi fare
più velocemente.
Sorpassi la gente!
Ma fai digrignare!
Il mio
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È lontano il pozzo
e già scivola nel suo cuore lo sgomento
Sono scalzi i suoi piedini
ha una brocca sulla testa.
Sono tante le ore di cammino
lei è in fila con altri bambini.
Aisha piange per la fatica
mentre attraversa la valle.
Chiude gli
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 | Madre, rammenti?
lasciammo quel lembo di Sicilia
pregno di sole quasi come fuggiaschi:
io e te, alquanto sparuti; su quel vagone
dai sedili duri come pietre.
Ancora impregnati dell’aroma di zagara,
ci rafforzò la speranza, la sola nostra
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 | S’alza il pulviscolo
sulla strada nera come la pelle
e si sparpaglia
tra i pori che sono uguali ai miei
i palmi delle mani
sono rosse d’incerta paura
ed una monetina solitaria
umida di sudore e lacrime
scivola giù nel copricapo
rosso
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Approda la monotonia
nel girone della gola,
goccia dopo goccia
disseta l’arsura e
pietrifica la mente.
Boreali tramonti
colori variopinti
nettare fruttato,
calici profumati
di cristalli e pensieri solitari
annegano nei gorghi della
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Ricordi
cera la neve
quel giorno nel vecchio paese
la gente aveva freddo
correva
lungo quel viale.
Han scritto
milioni di cose
su quel crudele ideale
per loro eravate diversi
solo polvere da dare al vento.
Ricordi
come si rideva
in quella
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Lo so, ti ricordi ancora quel giorno
quando nell’antro tuo più nero
ti presi con violenza
e ti feci mia,
grida pure, ti dicevo
chi mai può sentirti ora
e te lo ripetevo con un sussurro
tale da far paura...
Ti presi che non avevi quindici
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Non è natio del mio paese,
né ha stabile dimora,
venuto d’altro mare,
rifugio cerca alle tante pene.
Sguardo unto di speranza,
chiede al mondo
futuro, dignità, accoglienza!
L’anima graffiata dal dolore,
attraversa acque
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 | Troppe voci non han trovato casa
lungo i binari folli della storia,
sempre ricorda limpido il potere
i sacrilegi immondi del passato,
mentre acconsente sotto traccia
al mercato d'armi per l'agguato.
Strana visione a questa bottega
ci si nutre a
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| Furono lacrime color melograno,
caduti da quegl’occhi di fanciullo,
che tesa avea creduto a quella mano.
Nudo spogliato nel suo cuore,
ingenuo, cedette all’ umano ...
il corpicino inerme e il suo ardore.
Non potrai più bere in questa
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| Vento freddo
tra le parole
ai bordi dei tuoi occhi
profondi abissi blu
dove si perde quell'io
che non riconosci più
parole fredde nel vento
sanno di erbe amare
di silenzi che urlano
nel buio di un viale
dove ti dissero:
-compra la tua
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Stamani sul Carso
infelice racconta il vento
di visi gentili piangenti,
di oppressi sorrisi genuini
e innocenti
e di passi leggiadri
che mai più offriranno
echi di presenza.
Geme l'aria pungente
per le grida ardite del vento,
per
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Nella piazza preparata
ha inizio la sfilata:
ecco Mister Pantalone
con un grande Panettone.
Si avvicina Pulcinella
danzator di tarantella,
che di sole lui si vanta
e di fame ne ha tanta.
Gianduia da Torino
porta, insieme ad Arlecchino,
di
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1951 al n° 1980.
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