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Le 32789 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Giunta ormai alla fine del percorso non puoi fare a meno di ripercorrere quegli anfratti
che hanno dato un senso alla vita selezionando quanto più ha contribuito a crescere.
La guerra ormai un ricordo che imperava nel cuore di chi la sofferenza aveva
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Se le ore cadessero dentro i miei orizzonti
se il mare rombasse la schiuma nel petto
se, il silenzio affacciato alle stelle
istigasse gli angeli al perdono del tempo.
Non temere, morirei sulle vigne con il sole negli occhi.
Lei
diceva ti amo, solo
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M’incammino sotto un cielo piovigginante,
al ritmo del ticchettio ballerino.
Il vento che mi fiancheggia,
cancella orme svanite,
sulla sabbia marmorea.
Ma il setoso mare,
ricettacolo universale,
si rimembrerà di me.
Nelle spiegazzature delle
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Sentenziano. Uomini stagioni.
Di gioie e sofferenze. Perle che si staccano
a trovare giovamento al suolo
Si cerca una traccia in un frammento scomposto
e nel puzzle delle ore insonni
e si trae beneficio da questo moto obliquo delle cose
da un
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Amore
è tenersi per mano
coi segni del tempo,
con le rughe
dove dormono i sogni.
Il respiro
colonna sonora
dei giorni trascorsi
con ciò che
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Di notte, nel buio più totale
quando tutto il mondo tace
e il silenzio incombe, irreale
m’incontro con l’anima mia
e mi raccolgo in preghiera
cercando di vedere al di là nel cielo
oltre quel tenue bagliore di stelle
cosa c’è che mi
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E’ all’oltre vespertino
che castigandomi
d’insonne speme giungi
facendo d’un nembo
lo scuro che all’occhi
n’una stella pasce
La luna sin qui sirocchia
sulla plaga dell’addio posa
quel sognar prostro
che d’albeggiar novello
e del cantar
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E’ ormai l’ora che il silenzio s’eterna
nel cuore dell’uomo, dopo il travaglio
d’un giorno uggioso di pioggia e tempesta,
con foglie e rami dal vento sbattuti.
E poi la luna, di tra le nubi,
con pallida luce fa capolino,
illuminando montagne e
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Sono le ore ferme quelle che silenziano il respiro
ad iniettare veleno quando i pensieri smarriti
cadono dall’otre e hai timore di metamorfosi irreversibili
Cicli di tristezze muovono nel vuoto - esperte equilibriste -
l’anima aspira al letargo dei
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Comandante di una ciurma fantasma conduco la mia fenice
lungo un firmamento di cinabre stelle
ed acque salmastre abitate da oscuri prodromi
che lambiscono lo scafo e la stanca mente
con mestizia il vascello della sopravvivenza
solca lento un mare
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Mi racconto,
mentre parlo con gli occhi di te.
Malinconica poesia
nasce dal desiderio di volerti
ma quel pensiero sfugge,
oramai sopito, nascosto
in silenzi masticati insieme ad emozioni,
si intersecano al sapere di una
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Quali parole avrei tirato fuori dallo scrigno dei silenzi
per l’istante di euforia sognata o il dubbio
che si avvitava nella mente ed ogni ombra
spalmata sopra il muro
Quali parole se di quiete assaporata ad ogni goccia
se di un ritorno amaro nel
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Ancor trema
l’urlo che mi vive dentro...
non recita
ma è una spina nel petto
a volte ignorato
non muore e galleggia
quel grido che squarcia il silenzio
e non trova mai un giusto compromesso...
si nasconde e attende
e mentre il dolore
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Fievole sole,
innondami dentro.
Quanti vagiti s’innalzano
dalle viscere della terra.
Ridammi gocce di luce,
per schiarire cupi volti,
annichiliti dal vuoto.
Ecco gli sguardi spersi,
incrociati all’edera
d’un fiume prosciugato.
Dolce visione
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Stagioni dell’Uomo
ciclica
contrapposizione delle età
che all’approssimarsi
dell’autunno della vita
a ciascuno
riserva
un ambiguo sentire.
Increduli
per una mutazione
tanto inaccettabile
quanto
irreversibile
come un
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Navigherò nel buio
di un silenzio
camminando
a piedi nudi sul cuore.
Farò
un tuffo nei ricordi
si farà grande la luna
e ascolterà i miei tormenti.
Sarà serio lo sguardo
nel rogo delle parole
e il sogno
principe della notte
curerà
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Si fugge da un’idea che assilla
un pensiero affievolito che risorge
un posto poco saldo vacillante...
dove si torna per sfogliare petali
E si lasciano impronte - o solo segni -
di chi scrive di amarezza e di dolori
di tradimenti e d’un
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Scarrocciando, d’inerzia...
è un navigare greve senza vento;
la randa sgonfia ed ammainato il fiocco
a guidarmi in deriva
riverberi di luna ed astri smorti:
il soffitto emaciato
sembra aver divorato il loro ardore.
Non ho perduto i remi,
anzi,
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l’io fa capolino
si divincola dai modi dell’essere
-sorge in versi dimenticati-
fende la scorza
poesia obliata
si guarda con sospetto
-pure è vivo-
e
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Triste spartenza
dal borgo natio,
nelle mani di Dio
affidai il dolor!
Ormai tanti anni,
in mente una chiesa,
febbrile l’attesa,
volevo tornar!
La prima mia vita,
con il santo nero,
resta un mistero
dentro il mio cuor!
In quella
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E’ profumo d’ottobre innanzi a questo sole
tra tutti i miei vorrei, declami e fole
concorro al tempo ai suoi colori caldi
a quel che credo in ordine: terra di smeraldi.
Le mani in tasca il cuore nella sciarpa
le spalle strette al cielo un pensiero
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io sono qui
in giro tra le stelle
cercando una luce nella notte
che mi tenga compagnia
io sono qui
a parlare
a viso scoperto con le mie paure
a ridere di me stesso
per non piangermi addosso
io sono qui
dimenticando e ricordando
-come un
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E non v’è paragone tra clamore e silenzio
e sonagli e trombette, burattini vestiti di carta...
E solo cocci di vetro a riflettere la luce
E’ sbocciata una rosa sul ciglio della quiete
timida nella notte generosa di stelle
Scorderò così le
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E’ come se avessi perso le parole
il suono la sintassi e ciò che esprime.
Un vuoto strano qui, in questo rumore
all’angolo più scisso del mio volere.
Comunque e a parte, senza le parole
in questo suolo muto, di nessuno.
Eppure il verde continua a
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La strada si deforma
e a breve
il freddo marmo
avrà interrotto la traccia
-saprai recuperarla?-
L’orizzonte si perde
e cielo e terra
distilla nuova ferita
pure l’origine
non più si conosce
-che sia nella fine
che porta forse a
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 | Quasi tre ore son passate
e all’improvviso mi sveglio.
È buio, son stanca, devo dormire!.
Mi giro, mi rigiro, sbadiglio...
stendo una gamba, la fletto,
la ristendo ... ora è penzoloni.
Sbadiglio ancora
tergo gli occhi con le dita,
risbadiglio e mi
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Dipingo lanterne
a riflettori spenti
ad uno sbadiglio di stelle
da quel silenzio
che mi esclude dalla vita
oltre questa
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Ogni notte
apro il cassetto dei sogni e scopro
una realtà al limite dell’inganno.
La mente è instancabile
crea gocce di pensieri.
Mentre il sogno affida
a messaggeri alati
il segreto
cerco di lenire il travaglio
dell’anima
smorzando la
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Trema il sospiro...
singhiozza l’anima affranta
mentre nel silenzio
la mia nuda ombra si riflette
lo spirito arranca
e alla ricerca dell’oblio
con il cuor che si genuflette
il ricordo balbettando naviga
il passo si irrigidisce
e si tuffa nel
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Comprendimi
in questa voglia di fuga - di superare i bisogni del corpo affamato e che ha sete -
vestito di stracci e delle tue idee geniali e con le scarpe che tagliano i piedi
In questo smarrirmi in un tempo fermo
mentre esploro isole e muta mi
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Eldorado quel fil d’immenso
fantasticamente volo
a ricercar maestosità divine
oltre baciante orizzonte
Limite che aldilà dei trambusti
viaggio felice annaspando respiro
che da materia organica composito
in folgore d’anima mutasi
E acredine
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32789 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5911 al n° 5940.
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