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Le 5350 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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gorgheggia piano
come allodola nell'ombra
nascosta dal verde delle fronde
echeggia nella folta selva
aspra indistinta
lunghissime grida in un elevarsi di suoni
accompagnano i tamburi
mentre il cacciatore aspetta
la preda si fa più
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 | Solo pensare a dar voce alle parole
umile sentimento di libertà pieno,
senza boria e impero da condottiero
il dialogo non retorica imposizione.
Storia errante che sbatte alle porte
e quei venti di terrore fischiano duri,
lasciando segni
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Non è più tempo di parole impure
di fosche sringhe o di ufrasi fumose
per di più spese a stemprare con fiati
ammorbiditi gli infiammati armenti.
Di quieti brevi e di lunghi lamenti
non è più tempo e d’urla imperiture
di ceri neri e di pietose
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Orfani di terre perdute
lasciate le divise cadute
sulla viscida guerra
del terrore in una serra.
Comandanti di sventura
al disperato vagare
mandano un grido
per il dolor far sfogare.
Vittime del sistema
malato e corroso
in cui un fumo di
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Non canterò canzoni per la pace
come fanno i poeti con fervore,
la speranza sotto le scarpe giace
e resto solo uno strimpellatore.
Io suonerò distratto e senza amore
canzonette leggere, mentre tace
ogni fiducia spenta dentro al
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I falsi profeti
hanno colpito la musica
nelle sue note più vibranti.
La libertà
si espande nell’area surreale
dei bistrot parigini.
La musica
non è la creatura del diavolo
ma la sinfonia dell’anima.
Intima percezione
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Quando confonderai le albe coi tramonti
e non saprai che giorno è oggi, né l’ora,
quando dimenticherai cosa stai facendo
e non ricorderai più il suo volto,
quando ti cadrà il tetto sulla testa
e non capirai se rotto, è il tetto o la tua testa,
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Nubi corvine, gelido vento,
si ottenebra la luce,
al suono delle cornacchie
corre il sole a nascondersi.
Eccole, eccole che arrivano!
Streghe metropolitane
al profumo di befane,
calze nere e corta gonna
del lor tacco son sì fiere.
Su
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Per carità non ne abbia a male
chi si sente in dovere di protestare.
Diciamolo a chiare lettere:
in tanti fan la corsa
per farsi eleggere in Parlamento
tutti con le loro ragioni
per renderci sudditi
delle loro opinioni.
Moralità
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Pregna è l’aria
di odor che sa di veleno,
intossica vita paura e terrore,
naviga ritratto intorno al cielo,
nuvola lo coglie,
non fa più ritorno.
Dimora terrena si gela
all’assenza,
sorriso, “di Giovane,”
accende luce di
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Hanno piantato lance di paura
in questo cielo devastato dalle lacrime,
come un'avamposto di demoni farneticanti
spinti dai lampi di un odio fuoritempo.
Le cinture di morte appese al cuore
sotto una coltre di spine avvelenate
per vedere da vicino
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Il buio ha coperto il giorno
Tu
hai rubato la vita
a chi l’Amava
Hai strappato i figli alle madri
le mogli ai mariti
Il Demone tuo amico
brucia il cuor tuo
rendendolo sterile
Ti hanno insegnato ad Odiare
ad Uccidere
in nome di colui che
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 | Sullo sfondo del grande intreccio
di questo rincorrersi lesto e peso,
dove ogni sentimento cozza
contro egoismi e scena già vista.
Solo una voce calda e pura
si insinua e rimuove la figura,
oggi solo lo scontro vola
dilaniata da bombe la
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accarezzami
e spazza via dalla mia schiena
nembi di ieri
colmi di catrame
e sacchi di pena
insopprimibili canti alla luna
che piange di notte
e s'occulta ai miei sogni
ormai bugiardi
nudi bambini deformi
sulle mani
girotondo di folli
senza
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Io non sono un uomo
se questi sono uomini.
Lo sdegno si è saziato
di libertà, democrazia,
rispetto e li ha vomitati,
trasfigurati in sgomento,
rabbia, ira funesta.
Io non sono un uomo
se questi sono uomini.
Grido furore
piango
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| DaviD |
15/11/2015 07:01 | 3047 |
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 | Mi piace sempre rivisitar la storia,
le narrazioni del Boccaccio in chiave anticlericale
han sempre avuto un enfasi caricaturale,
storie in conventi e monasteri di ieri
fan riflettere se siano falsi o veri...
visioni ardite e pensieri
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Se un giorno avrai timore
di sussurrarmi la notte
pronuncia una sola parola
ed io sarò dannato
Come reietto fra i corrosi
che mentono ogni istante
mentre vagano la terra
con le pene del mondo
Se la gioia mi peserà
di un
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incandescenti pensieri
bruciano il volo
d'un assiolo in picchiata
su prede spacciate
e tetri ululati
sclerosi pervade
frammenti di mare
dentro l'anima di latta
che si contorce
in un annichilimento
che sposa disincanto
e rende
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Generosa è l’Isola,
la mia Sardegna,
anche congelata nel pianto
regala il manto dorato.
Son io ormai da sola
ovunque posi piede
ma Lei caldamente invoca:
“Neanche per amore si deve morire,
la vita è morte
solamente per chi lo
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Grigio stupore d’immane tristezza,
ondeggia negli sguardi smarriti,
cerchi apocalittici,
al calar della sera,
affogan respiri
nell’oceano di foglie appassite.
Paura nel buio divampa,
all’urlo dei venti piange il cielo,
graffia volti,
arida terra
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Parole sporche ho urlato come pietre scagliate in acqua,
dita racchiuse in un pugno stringono se stesse.
Denti digrignano la rabbia che c'è in me,
cuore sfiancato da un'attesa infinita, senza tregua.
Occhi bramosi di vedere una meta che mai
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Attraversò gli oceani,
scavalcò montagne,
camminò deserti.
E quando le scarpe furono consumate,
soltanto allora,
riuscì a ricordare il motivo per il quale era partito.
Quello di andare talmente lontano
da potersi
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Sarai dentro una fossa
miscuglio d'ossa
infettate dai vermi
che sminuzzano cadaveri
e lurido terreno paludoso che ingabbia
nella notte dei tempi.
Sarai un cumulo di stracci
ossidati dall'umidità,
incolore sostanza
dissolta
in una
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Sera.
All’uscita dal teatro
sorrisi di similpelle
cerchi concentrici di parole a fiumi
sguardi e strette di mani
nell’aria ciarliera che ammansiva le incertezze
[l’aria, che non conosce disparità]
pochi metri forse meno
bocconi su un
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 | Le stragi del diritto
con cappio saponato
hanno circoscritto
l’umano ed il creato
Le orme del diniego
sui passi di giustizia
di molti super ego
affranca la notizia
Ma quale liberta?
ma quale girotondo?
sol la reticenza
ormai nel loro
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 | Non vedo cieli
nei tuoi occhi umidi,
solo macerie...
nel cuore tanti lividi.
"Regina"
in un mondo di brutalità,
fiore,
spogliato della dignità.
Solo mani crudeli
sotto le tue vesti
fianchi abusati
da questi anni
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L’ho vista galleggiare su onde di coraggio,
aggrapparsi alla schiuma d’infiniti sciabordii,
sprofondare e rialzarsi e sprofondare ancora,
un mattino di primavera sotto la pioggia battente.
l’ho vista sparire e riapparire
l’ho vista in catene e
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L'alba avvolta di grigio,
infonde al cuore forte apatia,
nuvole lottano nel cupo cielo,
sfidano il tempo,
ammantano il giorno.
Malinconia solitaria cammina,
cerca nell'immenso raggio di luce,
ma l'ira infiamma la guerra,
prepotente ferisce
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Mi attengo a un barlume di luce che filtra la fine trama d'una tenda
Conto
nello spazio di tempo d ' un lampo pensieri sgualciti
sfilacciati
lontani dall'equità di ieri tenuta allineata da briglie si strette
ferme
Il camminar di sentieri
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 | Si fa buio nei bagnati territori
umidore che ha preso la scena,
salito in cattedra dà più di una pena
il terreno soffre in balia della sua furia.
Sempre più si sgretolano le resistenze
e più di un pezzo di poggio scende
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| Pane,
ostia spezzata
masticano
bocche protese
consunte dalla fame,
non sazia il languore amaro
della condivisione.
Ingenerosa pioggia
trattiene il cielo,
corpi disidratati affila il tempo,
specchio di sguardi assenti
ridotti a
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5350 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1321 al n° 1350.
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