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Le 8056 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Ho camminato
sulle orme dei
tuoi antichi
sentieri.
Ho cercato
per il mondo
i segni dei tuoi
accampamenti.
Ho raccolto
le ceneri dei tuoi
fuochi, le tue
armi di pietra.
Ho guardato
la scia delle stelle,
poi ho progettato
la mappa di
leggi
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 | Quell’essere,
che non ha fatto e non
ha capito nella sua giusta
dimensione... la storia, è la
sua religione; non è mai in
comunione, un distacco
dal sociale.
Non prova
piacere nelle relazioni,
quelli del computer, li
leggi

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 | Sdoppiata
nell'identità immatura
svende la dignità.
Fiore appassito senza sbocciare
trastullo tra mani
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Sull’impervia via semi di cuori, caldi sospiri
di digiuni, perduta è la speranza...
Se vado per pascoli vietati
sento nell’aria i sospiri della
mia terra assente e mi lievita
in gola una nostalgica amarezza.
Occhi di pianto, sono un mare
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Pelle italiana
martoriata dal dissesto
Pelle italiana
piagata dalle promesse
Pelle italiana
bruciata dalle crisi
Pelle italiana
assassinata solo perché viva
Pelle italiana
dura, che non vuol morire
Pelle italiana
stordita dai
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| Mavec |
16/04/2014 18:38| 515 |
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Ci hanno spinto fino a un passo
un passo da quel precipizio
ch’anno parato a stento con lo specchio
quello che ora ci appare come un ombra
sagome multiformi
dai colori sbiaditi e mai chiari
cecchini
pronti ad annientarti
quando ti nasce di
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Turan |
16/04/2014 18:26 | 321 |
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C'è chi guarda tra fili di ferro
in campi erbosi o radi d'erba,
sassi qua e là atterrati come per caso.
C'è chi naviga su legni tarlati, sfatti
dall'acqua e dal sole, addossati l'uno
all'altro, come termiti in buchi
leggi

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T'affetto
d'affetto infetto
con colpo inferto
rabbioso e fitto.
Ecco il verdetto inflitto
a te,
che hai lasciato
il mio orgoglio sfitto.
E della
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Sezionatori di cuori
Sciolgono ciò che è utile
Il resto se va bene ha un costo.
Isole cercano gronde
Dove sgocciolare la solitudine,
Ripido è il sorriso
Invano cercato.
Irta e pericolosa
L'indecenza del desiderio
Quando si
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Vendeva collanine all'angolo del mondo
aveva mani piccole ed occhi blu profondo,
aveva pelle d'ebano e denti bianco avorio
e un nome molto nobile,
non si capiva molto di quello che diceva
solo da pochi mesi era in Italia
ma poi poco importava
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Se non sol che fossimo cenere
terre d’avi tra polveri infuocate
e atti di livide conquiste pregni
doneremmo come nuvole di senno
ancor più d’una limpida sorge d’acqua
nel lavar a fondo le urla oltre gli strazi
che han reso grinze alla
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Non bisogna avere egoismo,
né pensar con opportunismo.
La nostra vita é da condividere
coi simili meno pronti al vivere.
Una parola e l’animo è allietato,
con chi di noi è meno fortunato.
Disponendo di giusta
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 | Con quanta ferocia
la vita distrugge l’involucro
dal suo dentro,
ne strappa il tutto
abortendo se stessa
e con quanto dolore
affrontano la realtà
madri ignare,
arrancando nel nulla
pur di trovarne ragione.
Vorrei entrarvi,
in punta di
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 | Ho sentito il grido del pianto delle tue case...
si sfaldavano sul tremore della terra
ho respirato lo sguardo di paura
di chi ti amava
e ho accarezzato il dolore che provavi
con le tue macerie che toglievano la vita.
Non volevi farlo
mentre
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 | Nacque a febbraio
al chiaro di luna,
dicevan i parenti
che portava fortuna.
Crebbe assai vispo
era un bambino,
gli occhi eran belli
dolce il visino.
Presto alla scuola
cartella a tracolla,
in tasca una mela
in mano una molla.
Sogni di
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Evanescenti forme giacenti aggomitolate
dentro cesti di canne su paglia e fieno,
ferite alla flebile fiamma della candela,
nemmeno un cuscino di raso
a sostenere le onde del mare in burrasca,
nemmeno una rete da pesca
a raccogliere gli occhi
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 | Sorseggio la mia libertà,
-Glu glu, ah, che Buona-
Possiede un gusto di stantio
D'elusivo, abrasivo sciaquio.
È un paradiso questa prigione
Un recinto senza lucchetto
Dove nessuno prescrive lo sfratto.
Un paradiso di veline,
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Notte che porti consiglio
mi perdo nel comune sbadiglio,
vivo l'oggi legato alla catena
di un futuro avulso di gloria,
quel domani fumoso appare
non scorgo nel bla... bla ... il sale.
Sei sempre tu amico popolano
a pagare il conto assai
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Strattonati
da incessanti
corde tese
ci dibattiamo.
Pesci all'amo
di convenzioni
e pulsioni:
generatori
d'ogni aborto
di passo.
Ancorati
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Si dissolvono vecchie conoscenze,
come la neve al sole si discioglie,
e si mutano in nulla le esperienze
che compartire fecer gioie e doglie.
Ci sono dei rapporti che frequenze
determinate hanno, che le soglie
chiudono quando giungono a
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Sei venuto da lontano
poco più di un ragazzino
e per sbarcare in questo mare
un gravoso peso ti sei dovuto sobbarcare.
Ora la tua vita è racchiusa tra un campo
da seminare dove inizia la tua schiavitù e dove,
dal sorgere del sole al suo
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Guizzano nell’agostano
Suole consumate.
Il rovescio perseguita
E, dai cornicioni
La piova sull’asfalto rimbalza.
Una danza falsa
Dal suolo si erge
E, in alto non guarda.
Simmetria viaria,
Astrattezza dell’impronta
Congiunta alla
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Stanziati, colonizzati
dalla normalità dell’imbarazzo
calessi dalle ruote scricchiolanti
scivolano nudi
su terreni chiusi
impolverando gli occhi recintati
e senza muoversi
fedeli ai tarli, scrollano una finissima segatura
sfuggendo le
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All'ultimo banco deriso e sconfitto
ti sei confinato ferito dal gruppo
che in te non vedeva un ragazzo da amare
ma solo un pupazzo per poter giocare.
Quei quattro balordi bulletti di corte
vili, codardi a tirarti la sorte
sempre li pronti a
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 | Nel grembo tuo deposto
miro la vita
attraverso i battiti del cuore
e il sussurro accoccolato di un respiro
che mi culla fino a sera
nei flutti giocosi
che schiudono le mie vene
alla luce.
Poi, il ritmo si sperde
dirada silenzioso
tra i
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Urgente, urgentissimo
frenare la caduta,
la spirale di fulmini e tuoni
sulla nostra vita.
Urgentissimo ritrovare
la bellezza di un fiore,
ricominciare a guardarsi negli occhi.
Ridammi, man,
tutti i sogni perduti,
per me, per tutti
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| Mavec |
26/03/2014 18:44| 1096 |
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Tutto il trascorso muore,
Incolore il presente.
Un auspicio per il futuro
Nella direzione della giustezza;
Coraggiosa, disinteressata e bella.
Così quasi per incanto
Vedere il mondo risvegliarsi
Come i fiori in Aprile.
Una musica, una
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Come le scimmie agli alberi aggrappate,
ci afferriamo alle barre della metro,
attraversando quel paesaggio tetro,
a decine di metri sottoterra.
Ci trastulliamo con banane strane,
luminescenti o in forma di giornale,
per rendere accettabile,
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Il mio quartiere
parla
così sa urlare
una voce lontana
forse scomposta,
maleducata.
Una fiammella
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Ciocche candide
e rade
t’ornano il capo
che tieni chino
quasi a nasconderti
da un mondo
che ti rigetta,
cui tanto hai dato
e poco hai preso
donando ad esso
i tuoi anni migliori.
Vigore e forza
t’han lasciato
ed ora lento
trascini i tuoi
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 | Strano paese;
lui vuole lasciarla e
la moglie, gli squarcia la
gola; è la nequizia che si
dissolve, o è l’amore
che non ha, fissa
dimora?
Lui voleva
fargli capire; gli anni,
i soldi e l’amore, sono da
rispettare; forte
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8056 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3061 al n° 3090.
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