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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Sociale
Le 12267 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Nel magma delle vite
scampate
che hanno perso,
vedenti,
pezzi d'esistenza
che hanno capito,
piangenti,
che dovranno farne senza
di tutto ciò che è finito
nella melma delle storie,
disperse,
vissute ignare
scampate alla
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Le Naiadi dai timidi piedini stanno tutte fuggendo
da fiumi e stagni, non vogliono più camminare su acque rotte.
Hanno una valigella di giunchi con memoria contraffatta
e trappoline di girasoli per rane.
Verdi dita di foglie stringono le loro
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 | Ti chiedi se ciò che vedi è sogno o realtà e
ti aggrappi a un filo di speranza
senza perdere mai la calma.
Guardi attonito ciò che è disastro intorno
e cerchi quella mano che ti faccia ritornare ad amare.
Fango e
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 | Voler confonder il grido
contro il soffitto della cantina
spasmi soffocati nell'affido
a cuori finiti
sotto naftalina
un cerchio di luci immote
alieni suono e vibrazioni
musica libera di contro note
in tramonti uxoricidi
e albe che
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| Piovvero coltelli appuntiti
squarciarono il cielo e l’asfalto
acqua fango e detriti
inghiottiron la terra dall’alto
il fiume divenne lamiera
ammasso di vita distrutta
prima che arrivasse sera
annientò la città tutta
piovvero coltelli
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 | Cibar si vuole l'uomo sopra rive
di impeti fiumi, che sussurrar meraviglie
vorrebbero inermi, ma che
forzato è il limitar, da mano d'egli.
Fiotti tra rocce,
pontili e viuzze
cercano invano
passate conquiste,
rubati da azioni
di
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| Porta via ogni cosa
e la mente non ricorda più
dove trascorreva le giornate serene
Dentro alle taverne uomini stanchi
gli ultimi sorsi, poi il fiume li chiama
Sorridere è come pregare
che la piena li scampi, salutare l'oste
Sera
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Ci siamo inchinati al
dio denaro
che ci nutre d'incertezza e
di tormento,
perché non ci bastava
ciò che avevamo.
Non è Felicità
che cerco
è Soddisfazione.
Abbiamo calpestato nostra
Madre
e i nostri
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Resta il silenzio
dopo la tragedia.
Poche parole,
il resto sono lacrime.
Chiusi nel dolore,
restano solo le preghiere.
La natura molte volte è ribelle
e non la si può fermare.
Porta via tutto
lasciando solo il fango.
Non
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| Jimmi |
12/11/2011 09:32 | 2372|  |
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All’orizzonte labbra
sputarono fuoco
pungendo la fresca terra
al modo di serpente
strisciò famelico
ardendo l’anima sacra
e con fastelli di luci roventi
illuminò la corvina notte
colorando la luna di cremisi
tra i rimbombi di musica
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E ancor rimbomba
dei loro cuori l’eco
nelle di loro madri tempie
che pulsano impazzite
nel loro presente
che di loro non più futuro è
di stesso cielo
non più affini
eppur contigui
in disperati richiami
che più
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Una ferita a bocca aperta
lama nel verde
piaga, l'ombelico del Mondo
E urla l'aria strozzata
da dove scorge l'universo
l'alta cima della Sequoia Gigante
Possente s'abbatte, percuote
sanguina e muore, mille volte mille
e
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Galleggia una foglia di quercia
zattera di formiche sulla pozza
ove riflette l'albero il corpo
nel nitido chiarore meridiano.
Ho pensato guardandola
all'uomo travolto dall'acqua
belva feroce del rigagnolo
dalle possenti braccia di
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 | Frana come diga
mal posta
ad arginare
energie primordiali
Il cemento umano
che logoro
non resiste ai
tramonti del tempo
Quando capirà
mai l’uomo
che è un granello
di sabbia nel vento
in sconfinate geometrie
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 | La terra tremò
ed in un attimo
divorò la vita.
Acqua, fango, dal cielo
soffocanti detriti
su sogni infranti di umana civiltà.
Il giorno
divenne buio profondo,
il mare il mostro nero
ed il più profondo
degli
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Goccia dopo goccia
l'acqua sale
ghermisce
travolgendo ogni cosa
sogni ed i ricordi .
...
Rallenta ad un picchiettio
poi corre indifferente
nel silenzio
senza nome
sostenendo
il peso del dolore .
...
Lava via
l'anima della natura
per
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 | Lì su quella erta collina
celata dalla nebbia d’inverno
o soffiata dal vento d’estate
nelle giornate uggiose mi portavo.
Di giorno sfioravo il petto
col cielo azzurro e di notte
ammiravo stelle filanti
mentre al tramonto con gli
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 | Son d'acqua i passi
e fiumi i corsi
Scendono a valle
ti camminano alle spalle
Fanno i loro passi
in centri cittadini
Calpestano autobus
automobili e
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| Dopo che le nubi
hanno lacerato più cuori
è tornato a splendere
un raggio di sole.
Non so darmi pace
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C’era malsano odore
sotto le finestre del mio sobborgo,
tutto moriva nel far del giorno
e non cresceva più erba, tutt’attorno.
Mi sentivo alla gogna in casa mia,
per manto ai miei piedi, avevo un prato di fogna.
Quando arrivava caldo,
come in un
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Muore la libertà
se sfiorata dal vento
oppressioni e bavagli
in sguardi smarriti
Il mondo è silente
al grido di dolore
E non saranno i sogni
nel vestibolo della mente
a trascinarla a galla
dagli anfratti dell'anima
Il popolo
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l'ultima guerra
verrà presto
sarà quella
che ogni cuore rifiuta
necessita il disarmo
delle
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I mali obliare non posso
e le immagini che la guerra produce,
anche quando su un letto d'amore
una donna mi culla i
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Andiamo nei giorni di sole
coi visi mutilati
dai sorrisi dovuti.
Il lavoro attende
E la vita attende
E la morte.
Il
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Straniero mi sento nel tuo grembo,
sono sempre in procinto di salpare
per respirare la libertà e la luce.
Il vento, però, non spira in poppa
ed io attendo, mirando l'orizzonte.
Come l'uccello, cui fur tagliate l'ali,
non può
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Lento sbattere del tempo
in stati d'animo sofferti,
abusi e riprovevoli esempi
tengono un popolo soggiogato:
come cane alla catena legato.
Reiterato incedere di soprusi,
verso un futuro da tempesta disegnato,
ogni umano operoso nel profondo
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Acqua che scorre
acqua di mare
acqua che sa
dissetare...
Acqua di monte
fresca di vita
acqua
che abbatte
un ponte...
Acqua che sa di
sale
brucia sulle ferite
e fa male...
Acqua fresca
che cade a Maggio,
acqua che rovina
acqua di
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C'erano bombe e
c'erano ombre
Sotto la luna
a viaggiare nel fango veloce
c'erano ombre
Quando nel sottosuolo
tremante
divenne la vita
c'erano ombre
Un uomo s'adorna
dentro i suoi stracci
senza la cuccia
Nel silenzio dell'umido
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| Veitla |
10/11/2011 00:45 | 1381 |
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 | Sputando bestemmie
barcolla
nei primi colori dell'alba
Lembi di giacca
volano al vento
Anima persa
nel vagabondare
Rivoli di alcool
nelle gambe molli
Non c'è più traccia
d'uomo
nel mondo indifferente
nella solitudine
Solo e
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 | Sola sul mio giaciglio
freddo e solitario
sento ancora il tuo odore
...di morte
penso e ascolto il passo felpato
ecco la tua mano carpisce il mio cuore
...lo strappa
lo divora come carme da macello
sangue fresco che gronda dalla tua bocca
le
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12267 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 7021 al n° 7050.
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